lunedì 26 gennaio 2015


Su
Vilma Costantini, La Musica e il silenzio, edizioni del Verri, 2014
pp.184, euro 20,00


   




L’inconoscibilità dell’altro
di Cetta Petrollo


 

La Musica e il silenzio, secondo romanzo di Vilma Costantini, poetessa, saggista ed esperta sinologa – ricordiamo le sue traduzioni da Pa Kin ( Il Giardino del riposo, 1980) e da Wang Meng (Pensieri vaganti nel Tibet e Figure intercambiabili, rispettivamente 1987 e 1989) è la narrazione di una impossibilità, tentativo ed  impossibilità, di conoscenza, di se stessi, dell’altro nella relazione amorosa e amichevole e di un intero Paese, la Cina  che sembra nascondersi al viaggiatore ed allo scrittore, nella ricerca di una rielaborazione cognitiva, dentro ai confini fluttuanti del sogno.
La protagonista, anzi dovrei meglio dire le protagoniste, centrale la figura di Mascia, doppio dell’io narrante, sono impegnate in un percorso di studio del “diverso”– l’Oriente che si contrappone all’Occidente, il rovesciamento nello specchio della nostra anima razionale – e  scoprono, nel corso della narrazione, di essere a loro volta studiate dai loro ospiti. Il sospetto che si insinua nei rapporti e quindi nello stesso linguaggio sposta continuamente in avanti l’obiettivo da raggiungere, la definizione di sé e dell’altro, fino a farci balenare, quasi con i delicati colori all’acquarello della pittura cinese, l’evanescenza di ogni strutturata conoscenza.
La cifra della narrazione è quella della femminilità, una femminilità in lotta con le parole della convenzione linguistica dalle quali è tentata e catturata per strutture sintattiche e perfezioni dalle quali sfugge con pause narrative ed inserti poetici proiettando la liberazione  della e dalla propria condizione in uno spazio altro, quello appunto del viaggio nell’inconoscibile del Paese straniero.
Le viaggiatrici giungono nei pressi della loro liberazione, linguistica, erotica, esistenziale nel momento delle manifestazioni politiche e civili del maggio 1989 in Piazza   Tiananmen. Davanti a questo rivoluzionario capovolgimento che potrebbe produrre definitiva conoscenza, esse si ritraggono ed osservano la scena da lontano, spettatrici della propria vita più che attrici.

La consapevolezza della propria connotazione vitale e stilistica è presente nel capitolo finale del romanzo, La donna pesce, quello in cui il deragliamento poetico si fa più forte terremotando i binari ed i panorami fino a quel punto attraversati : “ Più di tutto mi rincresce di essere nata in un’epoca come questa. Non riesco a stare a galla come gli altri. Annaspo. Boccheggio. Poi vengo risucchiata verso il fondo”. E poi : “ La prima cosa che mi viene in mente/ quando penso alla catastrofe incombente/è un grosso buco dove tutto cade/le grandi cattedrali, la polvere delle strade/ l’odore del fuoco al tramonto/ l’amaro che non avevi messo in conto/ i problemi della pubblica spesa/ le ragioni per trovare un’intesa/ i contrasti, gli opposti interessi/ gli incontri, le passioni, gli amplessi/ le scelte del caso non volute/ le fortune improvvise, le cadute/ le parole come schegge di vetro/ la rima importuna che mi porto dietro/ le passeggiate in campagna d’estate/ le prime lucciole che sono ritornate […] ”.
E proprio nella narrazione della difficoltà al cambiamento – che resta sognato ed immaginato e mantenuto sottotraccia come musica costante ed allusiva – e quindi dei lacci e lacciuoli che hanno condizionato gran parte delle scelte di un’intera generazione di donne, consiste il fascino di questo romanzo che si ferma nei pressi della diversità e la contempla.




lunedì 1 luglio 2013

PAUL POLANSKY (USA), poesie


PAUL POLANSKY, nato a Mason City, Iowa (USA) nel 1942. Ha lavorato come giornalista ed ha pubblicato romanzi e saggi, ma è meglio conosciuto come poeta (20 libri), e come attivista per i diritti umani. Nel 2004 è stato insignito all'unanimità del Premio Per I Diritti Umani della città di Günter Grass, Premio Nobel per la letteratura nel 1999. Alcune di queste poesie sono apparse in italiano nella sua antología L? 'Imbattuto pubblicata da Multimedia Edizioni nel 2009; Boxing Poems , Volo Press, 2010, Il Silenzio dei Violini (con Roberto Malini,) 2012 e La mano di Dio, 2012, Ed Il Folio.

PAUL POLANSKY, born in Mason City, Iowa (USA) in 1942. He has worked as a journalist and has published novels and essays, but is best known as a poet (20 books), and as an activist for human rights. In 2004 he was awarded the Prize For Human Rights by the city Weimar after being nominated by Günter Grass , the receipient of the Nobel Prize for Literature in 1999. Some of these poems have appeared in Italian in his anthology The Undefeated published by Multimedia Edizioni in 2009; Boxing Poems, Volo Press, 2010 The Silence of the Violins (with Roberto Malini,) 2012 and The Hand of God, 2012, Ed Il Folio.


WE WERE NEVER LOVERS

I thought we were,
when our eyes held
each other for so long.

When your fingers stroked
my hand in crevices
I never knew I had.

When I found your tongue
behind my teeth,
touching my heart.

When I kissed veins
the length of your neck,
the length of my soul.


Under the covers,
we found so many ways
to hold each other,
to taste each other.

I was inside you
when you stopped,
when you said,
you weren’t sure.

Now you say, we
were never lovers.




NON SIAMO MAI STATI AMANTI

Pensavo che lo fossimo,
quando i nostri occhi si sostenevano
a vicenda per lungo tempo.

Quando le tue dita accarezzavano
la mia mano in fessure
che non sapevo di avere.

Quando trovavo la tua lingua
dietro i miei denti
a toccarmi il cuore.

Quando baciavo le vene
lunghe quanto il tuo collo,
lunghe quanto la mia anima.

Sotto le coperte,
abbiamo trovato tanti modi
di possederci,
di assaporarci.

Ero dentro di te
quando hai detto basta,
quando hai detto
che non eri sicura.

Ora dici,
non siamo mai stati amanti.




WINDOW ON MY PAST

I write so that my thoughts,
fears, mistakes and emotions
will be read and forgiven.

I think I’m putting my life in amber,
although it may end up
being buried in silt,
turned into a fossil
rather than a treasure.

Either way, I will die
trapped in something.




FINESTRA SUL MIO PASSATO

Scrivo affinché i miei pensieri,
le paure, gli errori e le emozioni
siano letti e perdonati.

Penso che metterò la mia vita nell’ambra,
anche se potrebbe finire
sepolta nel fango,
trasformata in fossile
invece che in tesoro.

Ad ogni modo, morirò
intrappolato in una qualche cosa.





ONE WOMAN KNEW

one woman knew
the uprising was coming

one woman knew
she’d never have freedom again

one woman knew
she’d never be able to shop again

one woman knew
her children would never go to school again

one woman knew
her husband would never have a job again

one woman knew
the mobs were coming

one woman knew
the Albanians only wanted a pure race

one woman knew
so she drank a bottle of lice shampoo

and now the village
no longer has

a Gypsy fortune-teller





UNA DONNA SAPEVA

una donna sapeva
che la rivolta era imminente

una donna sapeva
che non avrebbe avuto la libertà mai più

una donna sapeva
che non avrebbe potuto fare la spesa mai più

una donna sapeva
che i suoi figli non sarebbero andati a scuola mai più

una donna sapeva
che suo marito non avrebbe lavorato mai più

una donna sapeva
che le bande criminali stavano arrivando

una donna sapeva
che gli albanesi volevano solo una razza pura

una donna sapeva
e quindi bevve un flacone di shampoo per pidocchi

ed ora il villaggio
non ha più

una zingara indovina



IT CAN HAPPEN TO ANYONE

No matter how much you got,
it can happen to you,
to anyone.

A few bad investments,
a woman who’s gotten you
to put everything in her name,

kids who had to have the best,
friends and family who promised
to pay you back but never did.

No matter how much you got,
it can happen to you,
to anyone.

I was never a quitter
but when everyone else
quits on you, well that’s it.

So one day, I just walked away
from it all. Just jumped
on a bus and rode into the sunset.

You ride the buses
until the bank
stops your credit card.

Then you hitchhike
until your clothes are so bad
no one will pick you up.

Then you ride the rails
until it’s too cold
to sleep rough.

Then you seek out
a shelter or mission,
convincing yourself

you’re free at last.




PUO’ SUCCEDERE A CHIUNQUE

Non importa quanto hai,
può succedere a te,
a chiunque.

Un paio di investimenti sbagliati,
una donna che ti ha convinto
a metter tutto a nome suo,

figli che dovevano avere il meglio,
amici e famiglia che hanno promesso
di ridarti i soldi ma non lo hanno mai fatto.

Non importa quanto hai
può succedere a te,
a chiunque.

Non sono mai stato uno che si dà per vinto
ma quando tutti gli altri
ti abbandonano, è fatta.

Allora un giorno, mi son semplicemente allontanato
da tutto. Son saltato
su un autobus e ho viaggiato verso il tramonto.

Vai in autobus
finché la banca
non ti blocca la carta di credito.

Poi fai l’autostop
fin quando i tuoi vestiti non sono così lerci
che nessuno ti dà più un passaggio.

Poi viaggi in treno
finché non fa troppo freddo
per dormire all’aperto.

Poi cerchi
un rifugio o una missione,
e ti convinci

di essere libero finalmente.




A SPECIAL SCHOOL

I’ve always known my daughter was bright.
Drawing pictures with many details,
memorizing all the songs of our ancestors,
playing the piano before she was five.

So I was surprised when the teacher came
To our home and told us
our daughter wasn’t ready for school.

Her Czech wasn’t good enough,
she needed help with her grammar.

My wife said that all six-year-olds
need help with their grammar.

The principal agreed to see us.
He said our daughter was a nice girl,
but she would be the only Gypsy in her class.

We finally agreed.
We signed the paper.
We didn’t want our little girl picked on.

But now when I walk her to school,
and I see the plaque on her building,
my heart breaks.

Why didn’t they tell us
her special school
was a center for

the mentally retarded.




UNA SCUOLA SPECIALE

Ho sempre saputo che mia figlia era brillante.
Faceva disegni pieni di dettagli,
memorizzava tutte le canzoni dei nostri antenati,
suonava il piano prima di avere cinque anni.

Per cui fui sorpreso quando l’insegnante venne
A casa nostra e ci disse
che nostra figlia non era pronta per la scuola.

Il suo Ceco non era abbastanza buono,
aveva bisogno di aiuto con la grammatica.


Mia moglie disse che tutti a sei anni
hanno bisogno di aiuto con la grammatica.

Il preside accettò di incontrarci.
Disse che nostra figlia era una bella bambina,
ma sarebbe stata l’unica zingara nella sua classe.

Alla fine acconsentimmo.
Firmammo il foglio.
Non volevamo che la nostra bambina fosse maltrattata.

Ma ora quando la porto a piedi a scuola,
e vedo la targa sull’edificio,
mi si spezza il cuore.

Perché non ci hanno detto
che la sua scuola speciale
era un centro per

ritardati mentali.


Translations by Valentina Confido




THE UNDEFEATED

only exist in comic books.
Even Marciano didn’t go undefeated.

Rocky lost outside the ring
‘cause he avoided Kid Riviera.

In real life you can’t avoid opponents,
especially the worst kind: family and friends.

Life isn’t a three-round amateur bout,
but a death camp where you do bad things to survive.

A bare knuckle fight in a pig stye
with no bell or referee to save you.

I’ve got more scar tissue on my soul
than around my eyebrows.

Broken bones mean nothing
compared to a broken heart, broken dreams.
Women, your own kids,
enjoy making you suffer

more than a boxer
hitting below the belt.

You may win in the ring,
but you’ll never win

more than a couple of rounds
in life.





L’IMBATTUTO

esiste solo nei fumetti.
Anche Marciano non è stato imbattuto.

Rocky ha perso fuori dal ring
perché ha evitato Kid Rivera.

Nella vita reale non puoi evitare nessuno,
specialmente i peggiori: famiglia e amici.

La vita non è un incontro per dilettanti di tre round,
ma un campo di sterminio dove fai cose cattive per sopravvivere.

Un combattimento a pugni nudi in un porcile
senza campana o arbitro che ti salvino.

Ho più cicatrici nell’anima
che sulle sopracciglia.

Le ossa rotte non sono nulla
in confronto ad un cuore spezzato, ai sogni infranti.

Le donne, i tuoi figli,
si divertono a farti soffrire

più di un pugile
che tira colpi bassi.

Puoi forse vincere sul ring,
ma non vincerai mai

più di un paio di round
nella vita.


Translation by Igor Costanzo

martedì 18 giugno 2013

GERMAIN DROOGENBROODT (BELGIO), poesie




GERMAIN DROOGENBROODT è nato a Rollegem, in Belgio, nel 1944. È poeta, traduttore, editore e promotore di poesia moderna internazionale. Insieme ai poeti cinesi Bei Dao e Duo Duo ha fondato un nuovo movimento di poesia, il neosensazionismo. È consulente letterario dell’“Encuentro de Poetas del Arco Mediterráneo” e segretario del “Congreso Mundial de Literatura”. Ha pubblicato 9 libri di poesia, di cui 4 tradotti e pubblicati in Italia. Le sue poesie sono state tradotte e pubblicate in 24 lingue. In Egitto gli è stato conferito il “Dottorato honoris causa” in letteratura, per i suoi meriti come poeta, traduttore, e editore di poesia internazionale.



Muze
Maagdelijk zeil
dat over het schaliewater
van de meerspiegel schuift

alleen het kluifhout volgt
de roepstem van de meeuw

soms opvliegt
rakelings bij de hemel komt
een arend

met Icarusvleugels


Musa
Vela immacolata
che slitta sull’ardesia
dello specchio del lago


segue solo il bompresso
il richiamo del gabbiano

talvolta si alza
quasi rasenta il cielo
un’aquila


con ali di Icaro.


Da: “Conosci il tuo Paese?,
Meditazioni sul lago di Como


Het leven
Zoals een eendagsbloem

zoals een handvol sneeuw
dat even glinstert in de zon
en smelt

langzaam wegsijpelt

zich vermengt en wordt
- aarde.

LA VITA

Come effimero fiore



come una manciata di neve

che un istante brilla nel sole

e si scioglie



lentamente cola via



di nuovo si fonde e diventa
-terra.



Da:  Il Cammino
tr. Luca Benassi



Gebed
Nu de avond valt
die van de dag
de wimpers sluit

en van de hemel opbergt
het tedere blauw

geef ook mij, ster
die van de nacht
het blinde oog verlicht

meer helderheid
meer zicht.



PREGHIERA

Adesso, che scende la notte

a chiudere gli occhi

al giorno



e del cielo nasconde

il tenero blu



concedimi, o stella

che della notte

illumini l’occhio cieco



più chiarezza

più comprensione.

Da:  Il Cammino


tr. Luca Benassi
 

Maar
Er is geen schaduw
groter dan haar licht.




MA
non c’è ombra
che sia più grande
della sua luce.

Da: Il Cammino
tr. Luca Benassi






Dageraad
Traag
zoals een gedicht zichzelf schrijft
ontstaat de dageraad
uit het niets

ontdoet zich van de stilte
en brengt licht

alom duikt op het groen
teerspijs voor de zon

die van de aarde
geen ander duister neemt

dan de nacht.


Alba
Lentamente
come si scrive un poema
sorge dal nulla
l’alba

si stacca dal silenzio
e dà luce

appare ovunque il verde
viatico per il sole

che dalla terra
non allontana altra oscurità

se non la notte.

Da: Controluce
tr. Tiziana Orrù




Volg van de nacht niet de sterren
maar stroomopwaarts de duisternis
die aards en tastbaar is

spaar de aalmoes niet
deel met de nachtnomaden
het brood en de wijn

werp rozen in de dageraad.
Non inseguire le stelle notturne
ma controcorrente l’oscurità
terrestre e palpabile

non risparmiare l’elemosina
spartisci con i nomadi della notte
il pane e il vino

getta rose nell’alba.

Da: Controluce
tr. Tiziana Orrù




JIJ
materie van de aarde
en van de droom

ster zonder nacht
over ons ontfermd
als maan over duisternis

toegeworpen licht
als baken en boei

als hij in zee dreigt te verdrinken

de horizon.
Tu
Materia della terra
e del sogno

stella senza notte
impietosita di me
come la luna dell’oscurità

luce, scagliata
come segnale e boa

quando minaccia di annegare  nel mare
l’orizzonte.

Da: Controluce
tr. Tiziana Orrù




Smeekbede 
O engel van de dageraad
verbind met helende windsels
de diepe wonden van de nacht

verwijder de angel
uit het naakte hart

schenk de horizon
in gouden bekers uit

zeg

dat niet mag ondergaan
het licht.
Supplica 
Oh angelo dell’alba
avvolgi con balsamiche bende
le profonde ferite della notte

allontana l’uncino
dal cuore nudo

versa l’orizzonte
in calici dorati


che mai sparirà
la luce.


Da: Controluce
tr. Tiziana Orrù




Verzoek
Kom niet als licht
dat al te fel
het oog verblindt

kom evenmin als duister
dat onvatbaar is

maar kom veeleer
als doorn
die verkondigt:

de roos
is in handbereik.
 

PREGHIERA 
Non venire come luce
troppo chiara
che abbaglia la vista


Non venire come l’oscurità
inconcepibile


Ma vieni
come la spina
che annuncia 


la presumibile vicinanza
della rosa


tr. Ricardo Held




Avondval op Graman eiland, Kerala

Voor Jos
Roerloos bij de oever
de ranke palmen

in hun kruinen
het nageslacht
de rijpe vruchten

een reusachtige spiegel gelijk
het watervlak bij avondval

weerspiegelend
het laatste licht

verstrengeling
van hemel en aarde




TRAMONTO A GRAMAM ISLAND, KERALA*
Per Jos
Immobili sulla riva
i sottili alberi di cocco

sulle loro cime,
la discendenza
i frutti maturi

un immenso specchio quasi
la superficie dell’acqua al crepuscolo

riflette
l’ultima luce

un abbraccio
di cielo e terra.

tr. Luca Benassi


*Gramam Island è una piccola isola nello Stato del Kerala in India



Morgenster

O Blume der Zeit
   Paul Celan


De morgenster
die zich aan duistere bronnen beneveld heeft
weerspiegelt zich nog even in het ochtendrood



verdwijnt dan
met de vergane dromen van de nacht



aangefakkeld door het licht
ontluikt de dag



efemere bloem
van de tijd.


STELLA DEL MATTINO

O fiore del tempo
(Paul Celan)

La stella del mattino
annebbiata da sorgenti oscure
per un instante si riflette nel rosseggiare dell’alba

e scompare
nei sogni dissolti della notte

incendiata dalla luce
si apre il giorno

fiore effimero
del tempo.

tr. Luca Benassi



Dichten


Voor Fuad Rifka

Mattinata
m’illumino, d’immenso
Ungaretti


Dag aan dag waadt hij
door de rode zee
van de zondsopgang

werpt hij zijn netten uit
en hoopt

op de wondere vangst
van een nieuw gedicht.





SCRIVERE POESIA

A Fuad Rifka

Mattino
M’illumino d’immenso
(Ungaretti)

Giorno dopo giorno, a fatica
attraversa il mare rosso
dell’alba

getta le reti
sperando

nella pesca miracolosa
di una poesia.

tr. Luca Benassi