<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-5433263727655844608</id><updated>2011-12-09T00:25:51.914-08:00</updated><title type='text'>Bollettario</title><subtitle type='html'>quadrimestrale di scrittura e critica fondato da 
&lt;strong&gt;Edoardo Sanguineti e diretto da Nadia Cavalera&lt;/strong&gt;</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://bollettario.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5433263727655844608/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bollettario.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Nadia Cavalera</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_eSw50akOz94/SmShLpi2riI/AAAAAAAACF8/SY3d6_k3Bes/S220/P7180384.JPG'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>66</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5433263727655844608.post-3929647770705201069</id><published>2011-10-05T00:53:00.000-07:00</published><updated>2011-12-09T00:25:14.471-08:00</updated><title type='text'>LA QUESTIONE MORALE E’ UNA QUESTIONE COGNITIVA , di Angela Giuffrida</title><content type='html'>&lt;strong&gt;LA QUESTIONE MORALE E’ UNA QUESTIONE COGNITIVA &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;di Angela Giuffrida &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il dialogo tra Paolo Flores d'Arcais e Roberta De Monticelli Controversia sull'etica, apparso sul n. 5/2011 di Micromega, mostra l'impossibilità per le società androcentriche di evolversi razionalmente. Sostenere, infatti, come fa Flores d'Arcais, che la morale non può avere fondamento razionale significa affermare che non c'è ragione per costruire comunità civili, basate sul riconoscimento e il rispetto del vivente umano (e non umano).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di sicuro la morale non può avere fondamento razionale in un mondo astratto – di pura fantasia - dove essere rispettati o perseguitati, essere liberi o schiavi, vivere o morire sono la stessa cosa dato che il riferimento è un essere immateriale, l'inesistente soggetto del pensiero filosofico. Se, viceversa, l'organismo vivente umano irrompe nel mondo del pensiero, con le sue cogenti necessità e le sue tante possibilità, la morale assume un valore altamente razionale in quanto funzionale alla sua sopravvivenza e alla sua evoluzione. E' così vero che il vivente l'ha iscritta nell'istinto. Se la nostra specie fa eccezione bisogna chiedersi perché, rappresentando la sua disattivazione un serio pericolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo se andiamo in cerca di una morale naturale come “realtà oggettiva, vera, cogente” alla stregua di “cromosomi morali nel cosmo o comunque nel cuore di Homo sapiens”, se , soprattutto, pensiamo di rintracciarne esempi costanti nelle società androcentriche dove “il furto, l’incesto, l’uccisione dei figli e dei padri, tutto ha trovato il proprio posto tra le azioni virtuose”, come Pascal constatava, difficilmente troveremo una soluzione al problema posto. Se poi ci intestardiamo a ricercare in società siffatte addirittura l’origine razionale dei valori, ci incamminiamo su una strada senza uscita, proprio come Flores d’Arcais. Per nulla impensierito dalla capacità degli animali di distinguere “tra comportamenti-sì e comportamenti-no”, a differenza degli uomini - gli animali razionali per eccellenza -, e dall’infondatezza dei valori che nelle società patrifocali vivono di vita propria, senza un perché, afferma che indifferentemente&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“possiamo scegliere il primato del tu, cioè l’identità di ciascuno in quanto è un ‘tu’ per tutti gli altri, in eguale e reciproca dignità, ma possiamo viceversa scegliere di considerare gli altri ‘materia a disposizione’ per l’affermazione della nostra supremazia individuale o di gruppo. La scelta fra queste due possibilità non può essere razionale, è una decisione (benché spesso inconsapevole) in senso puro”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La tesi della “irriflessività” delle scelte morali ha sbocchi piuttosto bizzarri perché sostenere che decisioni così importanti sono “pure” equivale a dire che scaturiscono dal nulla e che, perciò, vengono prese a casaccio. Per la verità “puro” e “assoluto” sono termini filosofici che non trovano corrispondenza nell’esperienza reale di ogni essere umano, il quale, come tutti i viventi, deve la sua esistenza ad una intricata rete di legami inscindibili con la sua e le altre specie. Purtroppo il sistema di pensiero maschile, che nell’assurda pretesa di essere unico e solo domina incontrastato da alcuni millenni, non prevede i nessi, basato com’è sull'assunzione di dati singoli scorporati dal contesto e fra loro opposti. La rappresentazione del mondo che ne deriva è atomizzata e conflittuale. Questo è il motivo per cui ragione e morale, assolutizzate ed entizzate perché prive di riferimento al corpo che le produce, diventano atomi irrelati, come d’altronde lo stesso individuo che, nell’errata percezione di un isolamento inesistente, ritiene di poter ricavare unicamente da sé forza e potenza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La pretesa autonomia delle scelte morali – come d’altronde di qualsiasi altra scelta – deriva dalla parzialità dello sguardo maschile sul mondo. Il non-cognitivismo etico è centrato, infatti, unicamente sull’individuo che opera la scelta, mentre vengono totalmente oscurati tutti coloro che ne subiscono le conseguenze. Da questa angolazione visuale rispettare gli altri o usarli come mezzi è indifferente in quanto affare privato del singolo; d’altra parte la verifica della bontà o meno di ciascuna decisione è resa impossibile dalla cancellazione degli effetti “reali” sugli altri, ma anche su di sé dato che “la logica del prevaricatore se oggi la usate voi domani può ritorcersi contro di voi”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo me l’unico criterio di verità a nostra disposizione è il confronto con la realtà, la quale nella mente maschile sfuma pericolosamente a causa dell’estrema parcellizzazione che la rende intangibile. Diviso in mille parti antagoniste, lo stesso soggetto conoscente smarrisce la sua integrità di organismo per diventare un occhio che vede il mondo come uno schermo pieno di oggetti da manipolare a piacimento. L’assenza di sapere di sé rende possibile la trasformazione in “oggetti” anche dei viventi umani, considerati “materia a disposizione” per affermare la supremazia. Il pensiero filosofico registra tale defaillance ignorando l’organismo vivente che viene sostituito da un improbabile essere “purificato” dai legami corporei. E’ così che l’inesistente uomo neutro universale, soggetto della politica, rende inefficace qualsiasi tentativo volto alla realizzazione di società civili. Se, infatti, non esistiamo nella mente come organismi singoli e concreti, possiamo pretendere di essere riconosciuti e di vedere praticamente soddisfatte le nostre esigenze? Assicurare diritti ai fantasmi è impossibile per il semplice motivo che i fantasmi non hanno diritti da far valere. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il valore primo da difendere è che condividiamo tutte e tutti la stessa condizione in quanto viventi. L’uguaglianza nella dignità deriva dal riconoscimento dell’integrità-unicità-autonomia dell’organismo vivente e dall’attribuzione del giusto valore alla vita che, lo sappiamo, nelle società androcratiche non ne ha alcuno. Se il soggetto del pensiero è l’organismo con le sue necessità e le sue possibilità, la morale e la ragione non appaiono estranee e addirittura antinomiche. Il fine di ogni vivente è vivere, perciò non è difficile capire che comunità basate sul riconoscimento e il rispetto sono in grado di garantire meglio la vita ai propri membri e di contribuire a mantenere la specie sul pianeta il più a lungo possibile. E’ invece sotto i nostri occhi l’universale debacle delle comunità organizzate da individui il cui unico scopo è inseguire un potere che non hanno. I furbi, ai quali nelle società patricentriche viene attribuita un’intelligenza acuta e penetrante, stanno mettendo in serio pericolo la sopravvivenza della specie di cui pure fanno parte e la vita stessa sul pianeta che li ospita, a causa dell’angustia della loro mente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La morale è la più alta forma di assicurazione sulla vita, quindi non può non essere razionale. La vera razionalità è funzionale alla vita. A generarla è una dimensione affettiva evoluta, la sola in grado di rendere razionali idee ed azioni. E’ corretto affermare, come fa Roberta De Monticelli, che non si può “contrapporre la ragione alle emozioni, al sentimento, alla passione”. Pensiamo proprio perché siamo viventi e senzienti. La natura, la corporeità, l’affettività opposte dagli uomini alla ragione sono, invece, ciò che la rende possibile. E’ giusto anche introdurre nella nozione di ragione l’esperienza. La mente, infatti, è un processo del corpo biologico che trasforma l’esperienza in pensiero. L’empatia e il rispetto sono faticose conquiste mentali dovute soprattutto alle esperienze di riproduzione e di cura della vita, preziose perché assicurano la conoscenza di sé e dell’altro. Conferme a tal proposito arrivano da ricerche condotte in tutto il mondo da autorevoli scienziati che situano le attività di cura alla base dell’evoluzione cerebrale. Purtroppo tutte le società androcentriche, senza eccezioni, sono basate sullo sfruttamento del lavoro di cura. La sua collocazione in un mondo a parte - privato, inferiore e di pertinenza esclusivamente femminile - ha precluso agli uomini quelle esperienze affettivo-cognitive adatte a sviluppare una mente aperta e contenitiva, in grado di cogliere la ricchezza e la complessità del reale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La questione morale è, dunque, una questione eminentemente cognitiva, è l’estrinsecazione di categorie mentali parziali e riduttive. La diffusione capillare del binomio irrazionalità-disumanizzazione nelle comunità in cui viviamo, ne costituisce la prova provata. Flores d’Arcais ha ragione quando afferma che è impossibile convincere chi non crede nella bontà dei valori di uguaglianza e giustizia, perché i ragionamenti non bastano a chi non ha sviluppato una conveniente apertura mentale. D’altronde, come può egli persuadere chicchessia se, per primo, non vede l’intima razionalità di tali valori e sostiene che “tra chi afferma l’eguale dignità di tutti e chi la nega…è possibile solo la guerra”? I valori non scaturiscono, io credo, da una imposizione violenta e dall’alto, ma dal sostegno all’evoluzione razionale delle menti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5 ottobre 2011&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5433263727655844608-3929647770705201069?l=bollettario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bollettario.blogspot.com/feeds/3929647770705201069/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5433263727655844608&amp;postID=3929647770705201069' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5433263727655844608/posts/default/3929647770705201069'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5433263727655844608/posts/default/3929647770705201069'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bollettario.blogspot.com/2011/10/la-questione-morale-e-una-questione.html' title='LA QUESTIONE MORALE E’ UNA QUESTIONE COGNITIVA , di Angela Giuffrida'/><author><name>Nadia Cavalera</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_eSw50akOz94/SmShLpi2riI/AAAAAAAACF8/SY3d6_k3Bes/S220/P7180384.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5433263727655844608.post-7477280711178226665</id><published>2011-10-05T00:50:00.000-07:00</published><updated>2011-12-09T00:25:51.931-08:00</updated><title type='text'>Superrealisticallegoricaforismando, di Nadia Cavalera</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;&lt;b&gt;Aforismi da "Superrealisticallegoricamente" di Nadia Cavalera&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times;"&gt;La superrealtà? è l’anima dell’universo: pura materialità di cervelli in rete allegorica tra&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times;"&gt;loro. Hanno infinite dimensioni, forme e ubicazioni, e rappresentano tutte le possibilità: la fusione dei contrari&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;La materia è massa di spazio esteso, in vincolata mutazione, nel tempo&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;La massa è l’insieme degli elementi che compongono una specifica materia&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;Il cervello è la logica matematica che presiede ad una qualsiasi entità materiale&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;L’anima dell’universo è l’autocoscienza del tutto di procedere secondo evoluzione&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;L’evoluzione è il processo infinito del finito&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;Il finito è frammento dell’infinita mutazione di cui abbiamo coscienza ma non scienza&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;La creazione è infinito spettacolo vissuto&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;Gli scarti del creato non rompono l’armonia. Sono previsti, anzi auspicabili&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;La bellezza è produzione di scarti&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;La vera arte è esaltazione degli scarti, del difforme alla ricerca di una forma, da superare: il resto è, più o meno capace, imitazione&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;Ogni parte della natura, dell’universo, delle galassie dispone di un cervello, anche infinitesimale&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;L’attività del cervello ha ritmi diversi, secondo lo specifico in cui opera&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;Due le facoltà principali del cervello: registrare e progettare&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;L’attività principale del cervello è progettare, che vuol dire utilizzare i dati in possesso per impostarne e consentirne un’evoluzione. Il cervello, nella veglia, la svolge per un’entità specifica, nel&amp;nbsp; sonno, per la specie d’appartenenza della medesima&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;Durante il sonno, il cervello passa in rassegna, per tenerli vivi e verificarli, i miliardi di dati e immagini, a sua disposizione, ab ovo, e,&amp;nbsp; associandoli variamente, li compone in film, cortometraggi, telenovelas, videoclip,&amp;nbsp; che gli uomini, quando ne portano allo stato di veglia qualche spezzone, chiamano sogni&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;Gli esseri viventi arriveranno a non avere bisogno di dormire quando il cervello acquisirà la competenza di svolgere le sue due funzioni principali contemporaneamente&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;Il sonno è la sospensione della vita, un suo rallentamento che deve permettere al cervello, libero dall’attività vigile del giorno, di immagazzinare, con verifiche,&amp;nbsp; i nuovi dati acquisiti e di tenere in attività i già registrati nei milioni di anni, onde&amp;nbsp; evitarne la perdita (: la memoria diminuisce se non si esercita e già i latini lo sapevano)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;I sogni, sia notturni che diurni, non&amp;nbsp; sono facoltativi, ma assolutamente indispensabili alla vita, in quanto costituiscono la facoltà progettuale del cervello, quella principale, con cui, utilizzando la memoria genetica, esso costruisce a piccoli passi lo sviluppo dello specifico in cui è inserito&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;Nella memoria di ogni individuo è compressa tutta la vita del suo albero genealogico (: sino al pitecantropo, ancora più indietro: in un immenso oceano)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;Le straordinarie numerosissime sceneggiature che il cervello attua di notte&amp;nbsp; passano dinnanzi a noi resi inerti dal sonno e solo ogni tanto cogliamo e riportiamo nel giorno qualche spezzone di filmato che ci ha particolarmente colpito, perché è la risposta a un qualche nostro quesito, l’allegoria di un nostro vissuto quotidiano&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;Nascono così le rassegne infinite di ogni notte che ripercorrono la dinasty di quell’entità e che gli uomini chiamano sogni&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;Non ci sono ragioni del cuore che il cervello non conosca &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;L’amore è il raffinato top della tecnologia cerebrale, finalizzato a rendere accettabili le continue sperimentazioni della vita &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;Ogni esperienza è una forma di conoscenza, ma non c’è vera conoscenza senza verifica&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;La scrittura, quando è autentica, costituisce il superbo scalpello del pensiero&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;Il nostro non è il migliore dei mondi possibili ed è questa consapevolezza la causa dell’infelicità (: potevamo essere più fortunati!)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;La vita è gettito di energia materiale con un timer&amp;nbsp; interno geneticamente determinato. Va ad esaurimento, se non viene bloccata anzi tempo&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;La morte prematura, normale forse per minor consapevolezza tra gli altri animali, lascia tra gli umani un rimpianto nell’aria, una nostalgia di ciò che non è stato, una dolorosa presa d’atto dello spreco registrato, nel cammino evolutivo&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;Anche gli alberi hanno un cervello e delle emozioni: se feriti duramente, muoiono&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;Gli alberi sono come noi, a tempi identici, solo a ritmi diversi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;Le stagioni sono indispensabili perché si possa compiere nella natura, a cerchi concentrici, ciò che si compie nell’uomo (: è una storia di registrazione e elaborazione dati)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;I sentimenti, le emozioni sono semplici tecniche del cervello per fissare meglio dei dati&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;Ogni esperienza è una forma di conoscenza, esaltata negli umani dalla scrittura che, quando è autentica, costituisce il superbo scalpello del pensiero&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;&amp;nbsp;Le straordinarie numerosissime sceneggiature che il cervello attua di notte&amp;nbsp; passano dinnanzi a noi inerti e solo ogni tanto cogliamo e riportiamo nel giorno qualche spezzone di filmato che ci ha particolarmente colpito, perché è la risposta a un qualche nostro quesito, l’allegoria di un nostro vissuto quotidiano&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;La coscienza è la somma biologico-meccanica di più consapevolezze circa una data realtà esterna o interna che ci interessi&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;L’abitudine è il costringersi a ripetere nella vita sempre i riti fisici o mentali che riteniamo ottimali nella nostra evoluzione e non vogliamo quindi che cambino (: pavida pigrizia comoda)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;Per cause ancora da stabilire può accadere che alcuni dei tantissimi dati in possesso del nostro cervello scivolino dal suo dna ed emergano nella coscienza di taluni dando luogo al cosiddetto paranormale&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;La telepatia è una delle nostre antichissime capacità, poi perse, e che talora affiorano dai fondali della nostra memoria in circostanze e soggetti particolari&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;Le allucinazioni naturali o provocate sono disfunzioni cerebrali per cui frammenti di deposito memoriale brillano alla coscienza&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;Col tempo non c’è alchimia che non possa essere possibile&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;Conoscere è consolidare, nel senso che si richiamano, rinforzano e arricchiscono i ricordi compressi nel nostro dna ed appartenenti ai nostri predecessori, ab ovo (: copie diverse, parvenze di esemplari già in nostro possesso, di tutti i nostri avi). L’esperienza fornisce fatti che si possono cogliere solo nel movimento&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;La cosiddetta anima è l’autocoscienza del cervello di funzionare adeguatamente e quando questo si spegne è l’ultima a mancare&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;Anche gli animali hanno una coscienza e solo la scrittura è l’unico discrimine con gli umani&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;La vita è totale continuo movimento: tensione verso l’evoluzione: spasimo e goduria di una infinita attesa&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;L’egoismo è la sana pulsione all’autoconservazione per garantire la specifica evoluzione&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;La morale è l’egoismo rispettoso degli altri egoismi&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;Felicità è la libertà di vivere secondo morale&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;Libertà è la felicità di vivere secondo morale&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;La speranza è la tensione continua di vivere nella felicità della libertà morale &lt;span style="font-family: Times;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;La fame di potere è coscienza spiacevole dei propri limiti specifici associata ad ansia spasmodica di superarli, ma solo&amp;nbsp; nel condizionare le evoluzioni altrui&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;Il finito è frammento dell’infinito di cui abbiamo coscienza ma non scienza&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;L’evoluzione è il processo infinito del finito&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;Il dio della chiesa è immorale: ha permesso e permette tutti gli sconci possibili frenando il trionfo dell’etica&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;Antipatica è quella persona specchiandoci nella quale scopriamo il dramma da cui vorremmo fuggire (: preferiamo distrarci)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;Simpatica è quella persona che coccola le nostre pie false illusioni&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;Per troppi&amp;nbsp; medici ormai il massimo dell’etica è ignorarla&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;Alcune scuole sono tombe di cultura vera in cui s’imbozzolano i fallimenti di docenti che si autoconvincono del contrario&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;La privacy è l’ultimo stratagemma dei potenti per gabbare gli impotenti&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-top: 5.0pt; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 35.4pt 70.8pt 106.2pt 141.6pt 177.0pt 212.4pt 247.8pt 283.2pt 318.6pt 354.0pt 389.4pt 424.8pt 460.2pt 495.6pt 531.0pt 566.4pt 601.8pt 637.2pt 672.6pt 708.0pt 743.4pt 778.8pt 814.2pt 849.6pt 885.0pt 920.4pt 955.8pt 991.2pt 1026.6pt 1062.0pt 1097.4pt 1132.8pt 1168.2pt 1203.6pt 1239.0pt 1274.4pt 1309.8pt 1345.2pt 1380.6pt 1416.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5433263727655844608-7477280711178226665?l=bollettario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bollettario.blogspot.com/feeds/7477280711178226665/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5433263727655844608&amp;postID=7477280711178226665' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5433263727655844608/posts/default/7477280711178226665'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5433263727655844608/posts/default/7477280711178226665'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bollettario.blogspot.com/2011/11/superrealisticallegoricaforismando-di.html' title='Superrealisticallegoricaforismando, di Nadia Cavalera'/><author><name>Nadia Cavalera</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_eSw50akOz94/SmShLpi2riI/AAAAAAAACF8/SY3d6_k3Bes/S220/P7180384.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5433263727655844608.post-3076385309535671651</id><published>2010-05-01T07:15:00.000-07:00</published><updated>2011-01-28T07:10:37.945-08:00</updated><title type='text'>BOLLETTARIO, Anno XXI, n. 62-63, Maggio-Settembre, 2010</title><content type='html'>&lt;strong&gt;&lt;em&gt;numero in progress&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;POETI SARDI &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;a cura di&lt;/em&gt; MICHELE PINNA&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://bollettario.blogspot.com/2010/05/paola-alcioni.html"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;Paola Alcioni&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://bollettario.blogspot.com/2010/05/antonio-canu.html"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;Antonio Canu&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://bollettario.blogspot.com/2010/05/giovanni-maria-cherchi.html"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;Giovanni Maria Cherchi&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://bollettario.blogspot.com/2010/05/franco-cocco.html"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;Franco Cocco&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://bollettario.blogspot.com/2010/05/ignazio-delogu.html"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;Ignazio Delogu&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://bollettario.blogspot.com/2010/05/pinuccio-giudice-marras.html"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;Pinuccio Giudice Marras&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://bollettario.blogspot.com/2010/05/antonio-mura-ena.html"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;Antonio Mura Ena&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://bollettario.blogspot.com/2010/05/raffaele-piras.html"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;Raffaele Piras&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://bollettario.blogspot.com/2010/05/tonino-rubattu.html"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;Tonino Rubattu&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://bollettario.blogspot.com/2010/05/anna-cristina-serra.html"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;Anna Cristina Serra&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;POETI SARDI &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;a cura di&lt;/em&gt; GIUSEPPE PISCHEDDA&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://bollettario.blogspot.com/2010/10/carlo-boassa.html"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;Carlo Boassa&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://bollettario.blogspot.com/2010/05/gigi-dessi.html"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;Gigi Dessì&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://bollettario.blogspot.com/2010/05/raimondo-manelli.html"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;Raimondo Manelli &lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://bollettario.blogspot.com/2010/05/francesco-masala.html"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;Francesco Masala &lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://bollettario.blogspot.com/2010/05/teresa-mundula.html"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;strong&gt;Teresa Mundula&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://bollettario.blogspot.com/2010/05/leandro-muoni.html"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;Leandro Muoni &lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://bollettario.blogspot.com/2010/05/piero-pischedda.html"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;Piero Pischedda&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://bollettario.blogspot.com/2011/01/per-unallegoria-differenziale-nella.html"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;CRITICA&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://bollettario.blogspot.com/2010/05/libri.html"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;LIBRI&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://bollettario.blogspot.com/2010/05/riviste.html"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;RIVISTE&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5433263727655844608-3076385309535671651?l=bollettario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bollettario.blogspot.com/feeds/3076385309535671651/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5433263727655844608&amp;postID=3076385309535671651' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5433263727655844608/posts/default/3076385309535671651'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5433263727655844608/posts/default/3076385309535671651'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bollettario.blogspot.com/2010/05/bollettario-anno-xxi-n-62-maggio-2010.html' title='BOLLETTARIO, Anno XXI, n. 62-63, Maggio-Settembre, 2010'/><author><name>Nadia Cavalera</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_eSw50akOz94/SmShLpi2riI/AAAAAAAACF8/SY3d6_k3Bes/S220/P7180384.JPG'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5433263727655844608.post-7129053608727323240</id><published>2010-05-01T07:14:00.000-07:00</published><updated>2010-05-18T06:03:17.575-07:00</updated><title type='text'>Paola Alcioni</title><content type='html'>&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;strong&gt;PAOLA ALCIONI&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Nata a Cagliari il 12 marzo 1955, laureata in Giurisprudenza. Vincitrice di numerosi premi di poesia in lingua sarda , di cui tra i più importanti si ricordano: Ozieri, Romangia, Posada. Sue poesie sono state tradotte e pubblicate in inglese, in tedesco e in galiziano. Collabora con “Il Giornale di Sardegna” e con alcune riviste culturali. Otto suoi racconti sono stati letti in una trasmissione radiofonica della RAI. Ha pubblicato: nel 2003 il romanzo "La stirpe dei Re perduti" con la casa editrice Il Maestrale, nel 2004 il romanzo per ragazzi “Il segreto della casa abbandonata” e il romanzo Addìa (in lingua sarda) scritto con il poeta di Torpè Antonimaria Pala, entrambi per le edizioni Condaghes.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;CASTEDDU&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Casteddu, &lt;br /&gt;Logu de diora &lt;br /&gt;aundi si strogat &lt;br /&gt;imoi &lt;br /&gt;sa soga mia&lt;br /&gt;pregontamí chi oi&lt;br /&gt;fintzas deu&lt;br /&gt;nàscia in custas prajas &lt;br /&gt;chen’’e fini&lt;br /&gt;limúsinas a pediri&lt;br /&gt;seu andendi&lt;br /&gt;e a chini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A chini? A su stràngiu.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Casteddu &lt;br /&gt;àchili artiva &lt;br /&gt;chi càstias sempri in faci&lt;br /&gt;a su maistrali&lt;br /&gt;naramí de cali &lt;br /&gt;sentidu de sderruta&lt;br /&gt;che pani marigosu&lt;br /&gt;s’eus a bivi&lt;br /&gt;intra is murallas artas&lt;br /&gt;chi nosu ‘e totu&lt;br /&gt;si pesaus a ingíriu?&lt;br /&gt;De cali fartas&lt;br /&gt;s’eus a pertungi&lt;br /&gt;fintzas a si spaciai&lt;br /&gt;sighendi a ghetai&lt;br /&gt;coru, logu, e dogn’àteru beni&lt;br /&gt;a su fogu &lt;br /&gt;de s’arràngulu allenu?&lt;br /&gt;Sa frida pampa ‘e su maistrali&lt;br /&gt;m’ap’a pigai una dí che lama&lt;br /&gt;de feli, acutza&lt;br /&gt;po ti liberai - mama&lt;br /&gt;de dogna durciori, &lt;br /&gt;mama de dogna spera -&lt;br /&gt;de su dolori ‘e is passus&lt;br /&gt;chi no lompint a nudda&lt;br /&gt;ma acàrcigant a nosu&lt;br /&gt;che pruini chen’’e contu&lt;br /&gt;e a tui, &lt;br /&gt;che morta andera...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Cagliari&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Luogo antico&lt;br /&gt;dove si dipana&lt;br /&gt;ora &lt;br /&gt;il mio filo&lt;br /&gt;domandami se oggi&lt;br /&gt;anche io&lt;br /&gt;nata in queste spiagge&lt;br /&gt;infinite&lt;br /&gt;elemosina a chiedere&lt;br /&gt;sto andando&lt;br /&gt;e a chi.&lt;br /&gt;A chi? Allo straniero.&lt;br /&gt;Cagliari&lt;br /&gt;aquila orgogliosa&lt;br /&gt;che guardi sempre in faccia&lt;br /&gt;il maestrale&lt;br /&gt;dimmi di quale&lt;br /&gt;sentimento di sconfitta&lt;br /&gt;come pane amaro&lt;br /&gt;vivremo&lt;br /&gt;tra le alte mura&lt;br /&gt;che noi stessi&lt;br /&gt;leviamo intorno a noi?&lt;br /&gt;Di quali colpe &lt;br /&gt;ci corroderemo&lt;br /&gt;fino a consumarci&lt;br /&gt;continuando a gettare&lt;br /&gt;cuore, terra e ogni altra ricchezza&lt;br /&gt;al fuoco&lt;br /&gt;dell’avidità d’altri?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La fredda fiamma del maestrale&lt;br /&gt;mi prenderò un giorno come lama&lt;br /&gt;di inquietudine, aguzza&lt;br /&gt;per liberarti - mamma&lt;br /&gt;di ogni dolcezza, &lt;br /&gt;mamma di ogni speranza -&lt;br /&gt;dal dolore dei passi&lt;br /&gt;che non giungono a nulla&lt;br /&gt;ma calpestano noi&lt;br /&gt;come polvere senza valore&lt;br /&gt;e te&lt;br /&gt;come morta strada..&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5433263727655844608-7129053608727323240?l=bollettario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bollettario.blogspot.com/feeds/7129053608727323240/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5433263727655844608&amp;postID=7129053608727323240' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5433263727655844608/posts/default/7129053608727323240'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5433263727655844608/posts/default/7129053608727323240'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bollettario.blogspot.com/2010/05/paola-alcioni.html' title='Paola Alcioni'/><author><name>Nadia Cavalera</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_eSw50akOz94/SmShLpi2riI/AAAAAAAACF8/SY3d6_k3Bes/S220/P7180384.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5433263727655844608.post-3596239510370164387</id><published>2010-05-01T07:13:00.001-07:00</published><updated>2010-05-18T06:18:54.352-07:00</updated><title type='text'>Antonio Canu</title><content type='html'>&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;ANTONIO CANU&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&amp;nbsp;és nat a Ocier al 1929. Al 1939 se transfereix a l’Alguer. De llengua mare sarda, se integra a a cultura de la nostra ciutat. Per conèixer més en profunditat i utilitzar amb més propietat l’alguerés freqùenta, a partir deI 1985, l’Escola de alguerés “Pasqual Scanu” i, successivament, se fa soci de l’Obra Cultural. Al 1990 comenga a utìlìtzar l’alguerés també com expressiò poètica.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;En aquest primer recuil sòn ìnserides les poesies que A. Canu ha presentat als concursos literaris on ha aconseguit numerosos reconeixements; sovint és resultat guanyador: Concurs Nacional Dialectal “G. Modena” (1991); secciò dialectal del “Massimiliano Kolbe” (1992): Concurs Nacional “Luci di Poesia” (1993); Me- dalla d’Or al “Valente Faustini” (1993); Concurs Nacional “Le stagioni dell’anima” (1994); secciò llengùes minoritàries del “Nosside” (1994); recentmentIi és estat assignat el premi especial “Franco Marongiu” a la xxxviia ed. (1995) del “Premio Ozieri”, per la poesia Pianura blava.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;strong&gt;MINYONS DE BAHIA&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La Iluna rellisca &lt;br /&gt;sobre les ginquetes pacients &lt;br /&gt;del Pelourinho.&lt;br /&gt;Entra en les cases &lt;br /&gt;en les favelas &lt;br /&gt;a despertar l’esperança. &lt;br /&gt;La Iluna sona el berimbau, &lt;br /&gt;los minyons martellen &lt;br /&gt;les teses carcasses dels timbals, &lt;br /&gt;creixi el ritme &lt;br /&gt;i la mùsica és un riu &lt;br /&gt;que corri, &lt;br /&gt;ompli els carrers, les places &lt;br /&gt;i de les riberes de l’oceà, &lt;br /&gt;on Angels Negres &lt;br /&gt;renten la malenconia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;strong&gt;RAGAZZI DI BAHIA&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La luna scivola &lt;br /&gt;sopra i ciottoli pazienti &lt;br /&gt;del Pelourinho. &lt;br /&gt;Entra nelle case nelle favelas &lt;br /&gt;a svegliare la speranza. &lt;br /&gt;La luna suona il berimbau, &lt;br /&gt;i ragazzi battono &lt;br /&gt;le tese carcasse dei tamburi, &lt;br /&gt;cresce il ritmo &lt;br /&gt;e la musica è un fiume &lt;br /&gt;che scorre, &lt;br /&gt;colma le strade, le piazze &lt;br /&gt;e le rive dell’oceano, &lt;br /&gt;dove Angeli Neri &lt;br /&gt;lavano la malinconia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5433263727655844608-3596239510370164387?l=bollettario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bollettario.blogspot.com/feeds/3596239510370164387/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5433263727655844608&amp;postID=3596239510370164387' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5433263727655844608/posts/default/3596239510370164387'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5433263727655844608/posts/default/3596239510370164387'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bollettario.blogspot.com/2010/05/antonio-canu.html' title='Antonio Canu'/><author><name>Nadia Cavalera</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_eSw50akOz94/SmShLpi2riI/AAAAAAAACF8/SY3d6_k3Bes/S220/P7180384.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5433263727655844608.post-7675175405284290342</id><published>2010-05-01T07:12:00.000-07:00</published><updated>2010-05-24T06:31:01.095-07:00</updated><title type='text'>Giovanni Maria Cherchi</title><content type='html'>&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;GIOVANNI MARIA CHERCHI&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;S’attraessu&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sas arveghes si movene dae tesu&lt;br /&gt;appenas ilgiarende sas aeras&lt;br /&gt;e pasa pasa in chirca de ricattu&lt;br /&gt;si tuccan de su monte a s‘atter‘ala.&lt;br /&gt;E nd’intendet sa zente a manzanile&lt;br /&gt;s ‘attraessu ‘e sa ‘idda&lt;br /&gt;e misciu a s ‘appeìttigu&lt;br /&gt;s ‘appeddu de sos canes cun su ‘elidu&lt;br /&gt;de anzones time time. Sos piseddos&lt;br /&gt;iscultana su tinnulu&lt;br /&gt;duiche ‘e sas ischiglias in su sonnu&lt;br /&gt;e biden in sos bisos&lt;br /&gt;— ca la tenen in coro — andendeche sa gama cara a sole&lt;br /&gt;e bianca nida a supaschinzu nou.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il passaggio&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di lontano si muovono le greggi&lt;br /&gt;sul primo far del giorno e lemme lemme&lt;br /&gt;in cerca d’erba vanno&lt;br /&gt;di là dal colle.&lt;br /&gt;E n‘intende la gente&lt;br /&gt;il passaggio al mattino&lt;br /&gt;per le strade del borgo&lt;br /&gt;e misto al trepestio&lt;br /&gt;il belato tremante degli agnelli&lt;br /&gt;e l’abbaio dei cani.&lt;br /&gt;Ne sentono i fanciulli&lt;br /&gt;nel sonno il tintinnio&lt;br /&gt;sommesso dei campani&lt;br /&gt;e nei sogni intravedono&lt;br /&gt;— a tenerlo nel cuore —&lt;br /&gt;il gregge volto al sole&lt;br /&gt;andarsene col candido suo vello&lt;br /&gt;ai pascoli inviolati.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5433263727655844608-7675175405284290342?l=bollettario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bollettario.blogspot.com/feeds/7675175405284290342/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5433263727655844608&amp;postID=7675175405284290342' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5433263727655844608/posts/default/7675175405284290342'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5433263727655844608/posts/default/7675175405284290342'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bollettario.blogspot.com/2010/05/giovanni-maria-cherchi.html' title='Giovanni Maria Cherchi'/><author><name>Nadia Cavalera</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_eSw50akOz94/SmShLpi2riI/AAAAAAAACF8/SY3d6_k3Bes/S220/P7180384.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5433263727655844608.post-6387329912243061643</id><published>2010-05-01T07:11:00.000-07:00</published><updated>2010-05-18T06:20:40.678-07:00</updated><title type='text'>Franco Cocco</title><content type='html'>&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;FRANCO COCCO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Nato nel 1935 a Buddusò (Sassari), ma il paese dell’anima è Sèdini, Franco Cocco ha studiato a Ozieri, si è laureato con una tesi su Pasolini nella facoltà di Magistero di Sassari dove, comandato dal Ministero, ha seguito cinque anni di tirocinio presso L’Istituto di Filologia Moderna.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Ha insegnato italiano e storia nelle scuole superiori di Ozieri. Nel presentare la Radice del pianto (1995), che ha inaugurato questa collana, è stato messo in evidenza un suo rapporto ambivalente con la lingua materna: “un rapporto non risolto e non pacificato che è complesso intrigo di valenza anche psicoanalitica con la sua isola - grembo e nodo della sua perpetua irrequietudine, persino ossessiva in quelle sue disgiunzioni che sono più spesso sofferte congiunzioni”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Nella prefazione alla raccolta, L’arca di vento (1998), premiata al “Giuseppe Dessi’, ha scritto Mario Luzi: “Condensa nel suo svolgimento teorico operativo - di poetica cioè e di poesia in atto - il magistero di alcuni dei più intensi momenti della tradizione novecentesca; se c’è una poesia ‘a maiori’ nell’ordine dei temi e degli intendimenti, è la sua”. Le poesie di L’arca di vento sono state tradotte in lingua francese.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Presentando In nome della pietra (1999), Bachisio Bandinu puntualmente individuava: “l’ansia che percorre l’esistenza dall’arco di pietra del portale alla stele epitaffio”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Come critico letterario Cocco ha collaborato e collabora a riviste letterarie e giornali, da ‘La Grotta della vipera’, a ‘Il Ragguaglio librario”, a “La Nuova Sardegna”. Ha pubblicato: Pasolini, un mito dentro lo scisma (1984); il saggio - antologia, Dove l’ombra d’alloro - Poeti bilingui a Ozieri dal 1800 al 1986 (1987); L’isola immaginano d’arcipelago (1995). Ha curato nel volume, L’amarezza leggiadra della lingua, gli Atti del Convegno sul “Premio Ozieri”, su lingua e poeti sardi (1991).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Dal suo primo amore per la poesia in italiano, Franco Cocco ha preso gradatamente coscienza del problema della lingua materna e ha partecipato con successo a concorsi letterari in lingua sarda. Le sue poesie in sardo sono state tradotte in diverse lingue. E’ approdato perciò abbastanza presto alla prima raccolta, Sos cantos de su entu bardaneri - I canti del vento bardanico (2001), che ha avuto il “Premio nazionale Lanciano - Mario Sansone”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;luna bandera ‘e chelu&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;luna bandera ‘e chelu nàrami cantas paghes &lt;br /&gt;hamus pèrdidu nois mortos in carre bia &lt;br /&gt;chi gherramus donz’ora in custa arzola ‘e piantu&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;pro una vida chi ‘olat che mundaza de paza &lt;br /&gt;spramminada dae isfuettada d’‘entu... &lt;br /&gt;appenu in bucca grànghidat cun limba furcada ‘e pìbera&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;oriolu meu d’èssere puba essende biu &lt;br /&gt;trobeidu con sonnios ti cando sa cantone &lt;br /&gt;dudosu eo so de vìvere in pettus m’est creschende&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;raighjna ‘e sabadiglia cun fiore ‘e soledade &lt;br /&gt;niedda chei s’isprefundu asculta sa cantone &lt;br /&gt;murmuttada a s’iscuja in ora feriada&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;su piantu est pro nois risu e su risu est piantu &lt;br /&gt;ma in sa coa ‘e una notte disizosa de festa &lt;br /&gt;s’ind’istan ammajadas mariposas de istellas&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;luna piena in sa piatta s’est pesadu su ballu &lt;br /&gt;tundu d’allegru Diònisu... sambene in coro ballat &lt;br /&gt;de s’ermosa anfanera sos pes sun alas d’‘entu&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;asculta sa cantone chi ti canto a s’iscuja &lt;br /&gt;so mortu essende biu e biu essende mortu &lt;br /&gt;che Gèsus in sa rughe in punta ‘e su Calvariu&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;luna bella d’eranu sas violeras d’olvidu &lt;br /&gt;mùidan in venas mias che abes intro su moju &lt;br /&gt;dilliriende d’amore so cun nepente ‘e luna&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;asculta sa cantone chi ti canto a s’iscuja &lt;br /&gt;so mortu essende biu e biu essende mortu &lt;br /&gt;asculta sa cantone imbreaga de luna&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;luna bandiera di cielo&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;luna bandiera di cielo dimmi quante paci&lt;br /&gt;abbiamo perduto noi morti in carne viva&lt;br /&gt;che lottiamo ognora in questa aia di pianto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per una vita che vola come mondiglia di paglia&lt;br /&gt;sparpagliata da scudisciata di vento…&lt;br /&gt;in bocca è grido di pena con lingua forcuta di vipera&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;mio rovello d’essere fantasma essendo vivo&lt;br /&gt;impastoiato da sogni ti canto la canzone&lt;br /&gt;sono dubbioso di vivere in petto mista crescendo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;radice d’elleboro con fiore di solitudine&lt;br /&gt;nera come l’abisso ascolta la canzone&lt;br /&gt;mormorata segretamente ad ora tarda&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il pianto è per noi riso e il riso è pianto&lt;br /&gt;ma nel grembo di una notte desiderosa di festa&lt;br /&gt;se ne stanno ammaliate farfalle di stelle&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;plenilunio nella piazza è iniziato il ballo&lt;br /&gt;tondo d’ebbro Diòniso... in cuore danza sangue&lt;br /&gt;i piedi dell’amante ammaliatrice sono ali di vento&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ascolta la canzone che ti canto segretamente&lt;br /&gt;son morto essendo vivo e vivo essendo morto&lt;br /&gt;come Gesù sulla croce in cima al Calvario&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;luna bella di primavera le vaghezze d’oblio&lt;br /&gt;ronzano nelle mie vene come api dentro il bagno&lt;br /&gt;sto delirando d’amore con nepente di luna&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ascolta la canzone che ti canto segretamente&lt;br /&gt;son morto essendo vivo e vivo essendo morto&lt;br /&gt;ascolta la canzone ubriaca di lun&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5433263727655844608-6387329912243061643?l=bollettario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bollettario.blogspot.com/feeds/6387329912243061643/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5433263727655844608&amp;postID=6387329912243061643' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5433263727655844608/posts/default/6387329912243061643'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5433263727655844608/posts/default/6387329912243061643'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bollettario.blogspot.com/2010/05/franco-cocco.html' title='Franco Cocco'/><author><name>Nadia Cavalera</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_eSw50akOz94/SmShLpi2riI/AAAAAAAACF8/SY3d6_k3Bes/S220/P7180384.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5433263727655844608.post-1141698979967644436</id><published>2010-05-01T07:10:00.000-07:00</published><updated>2010-05-18T06:23:20.646-07:00</updated><title type='text'>Ignazio Delogu</title><content type='html'>&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;IGNAZIO DELOGU è nato ad Alghero, ha studiato a Sassari e a Roma. Docente di Letteratura spagnola e catalana ha pubblicato saggi critici e traduzioni dei maggiori poeti spagnoli, catalani, galeghi e latino americani con Mondadori, Garzanti, Guanda, La Nuova italia, Vallecchi, Editori Riuniti, Newton Compton.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Importanti esperienze teatrali e cinematografiche, come regista, autore e critico. Critico letterario e d’arte su quotidiani e periodici, ha collaborato a programmi e rubriche della RAI/TV. Poeta e scrittore bilingue, ha pubblicato libri di&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;poesia (Specchio vegetale, Carte segrete; Bestiario Urbano, Rossi &amp;amp; Spera; Metropolis, Boetti &amp;amp; C.; Elegia corporale, Parole Gelate). Sue poesie in lirigua sarda e italiana in antologie (Le parole di legno, Mondadori; Poesia dialettale, Garzanti; e tradotte in numerose lingue (inglese, francese, tedesco, spagnolo,).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;In catalano ha pubblicato Improbabile viola (Columna, Barcelona), inedito in italiano. Oltre ad alcune edizioni del Premio Ozieri di poesia e di prosa, nel 1992 ho vinto il Premio Nazionale di Poesia “G. DESSÌ ” con Oscura notizia, Nemapress. Nel 1983 pubblica Tre racconti postgotici (Le parole gelate), nel 1993 il romanzo Una città una strada (Edes). Suoi racconti e poesie su Orìgenes, La Fiera letteraria, Il Contemporaneo, Europa letteraria, Opera aperta, lchnusa, La grotta della vipera, Il lettore di provincia, Cahier de poésie.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;SA TERRA MIA&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sa terra mia &lt;br /&gt;est una pedra&lt;br /&gt;de sidis e de dolore &lt;br /&gt;Sa terra mia&lt;br /&gt;est unu pane&lt;br /&gt;caldu cantu unu coro &lt;br /&gt;Sa terra mia&lt;br /&gt;est unu riu&lt;br /&gt;de odiu e de rancore &lt;br /&gt;Sa terra mia&lt;br /&gt;est unu lentolu de gosu &lt;br /&gt;pro su meu amore&lt;br /&gt;Sa terra mia&lt;br /&gt;est una gemma iscurosa &lt;br /&gt;pro su minadore&lt;br /&gt;Sa terra mia&lt;br /&gt;est una luna&lt;br /&gt;de ervas pro su pastore &lt;br /&gt;Sa terra mia&lt;br /&gt;est una frina salma &lt;br /&gt;pro su piscadore&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;LA MIA TERRA&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mia terra &lt;br /&gt;è una pietra&lt;br /&gt;di sete e di dolore &lt;br /&gt;La mia terra&lt;br /&gt;è un pane&lt;br /&gt;caldo come il cuore &lt;br /&gt;La mia terra&lt;br /&gt;è un fiume&lt;br /&gt;d’odio e di rancore &lt;br /&gt;La mia terra&lt;br /&gt;è un lenzuolo di piacere &lt;br /&gt;per il mio amore&lt;br /&gt;La mia terra&lt;br /&gt;è una gemma oscura &lt;br /&gt;per il minatore&lt;br /&gt;La mia terra&lt;br /&gt;è una luna&lt;br /&gt;d’erbe per il pastore &lt;br /&gt;La mia terra&lt;br /&gt;è una brezza salma &lt;br /&gt;per il pescatore&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5433263727655844608-1141698979967644436?l=bollettario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bollettario.blogspot.com/feeds/1141698979967644436/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5433263727655844608&amp;postID=1141698979967644436' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5433263727655844608/posts/default/1141698979967644436'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5433263727655844608/posts/default/1141698979967644436'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bollettario.blogspot.com/2010/05/ignazio-delogu.html' title='Ignazio Delogu'/><author><name>Nadia Cavalera</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_eSw50akOz94/SmShLpi2riI/AAAAAAAACF8/SY3d6_k3Bes/S220/P7180384.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5433263727655844608.post-4005139090607529479</id><published>2010-05-01T07:09:00.000-07:00</published><updated>2010-05-24T06:26:17.497-07:00</updated><title type='text'>Pinuccio Giudice Marras</title><content type='html'>&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;PINUCCIO GIUDICE MARRAS&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Nato a Bono nel 1924, si è trasferito da giovane a Macomer, dove ha poi sempre vissuto svolgendo la professione di ferroviere. Ha iniziato da presto a dedicarsi alla poesia, raccogliendo tra l'altro l'eredità che gli viene dal ceppo materno dei Marras, e si è "specializzato" nella poesia in rima - la sestina e il sonetto sono i suoi moduli preferiti - così che frequentando il mondo dei concorsi letterari si è distinto soprattutto in quelli che hanno una sezione riservata a questo genere. La sua produzione è raccolta in due volumi, Sonnios de lugura (ITS Nuoro, Cooperativa Grafica, 1986) e Lampizos de assulenu (Nuoro, Solinas, 2002). Nella nota introduttiva a quest'ultimo Giacomino Zirottu scrive (in sardo) che egli è «sostenuto sempre da un'arte irrobustita con fatica e sudore», e che la sua è la voce di un uomo «che non si nasconde dietro 'sogni e pugni di vento' ma che parla e canta e prega e spera in favore del bene e della pace»; domina i motivi che gli sono cari la «fede nella 'bella poesia», ma quel che conta è che tutti sono espressi in «versos affìnados chin abilidade e maestria», "versi limati con abilità e maestria". Lampizos de assulenu è il sonetto che da il titolo alla seconda raccolta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ammirende su sole&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Daghi su sole miro, 'oghende cara&lt;br /&gt;rùja che fogu in s'atta 'e s'orizonte,&lt;br /&gt;penso e m'incanto nende: ecco sa fonte&lt;br /&gt;ch'inùndat s'universu 'e lughe crara.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco, sa pius bèzza 'ja lumera,&lt;br /&gt;chi cunfortat sa terra 'uè l'ischidat,&lt;br /&gt;chi sa vida alimentat e guìdat&lt;br /&gt;dae sos altos pàdros de s'aera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In sos tramontos, chin tristos colores,&lt;br /&gt;prima chi ùmbras de su sero fàlen,&lt;br /&gt;pàret ch'abbortas m'intrèghet sa luna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E medas nottes, isettende albòres...&lt;br /&gt;chirco intr"e sònnos, Fàdas chi regalen&lt;br /&gt;soles de oro... chi m"àtten fortuna..!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ammirando il sole&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando osservo il sole, sporgendo il viso/ Rosso di fuoco sul filo dell’orizzonte,/ penso e m’incanto dicendo: ecco la fonte/ Che inonda l’universo di luce chiara.// Ecco la più vecchia via luminosa,/ che conforta la terra ove la sveglia/ che la vita alimenta e guida/ dagli alti padri del cielo.// Nei tramonti, con tristi colori,/ prima che calino le ombre della sera,/ pare a volte che m’invada la luna. // E molte notti, aspettando l’alba .../ cerco nei sonni, Fate che regalino/ soli dorati... che mi portino fortuna.//&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5433263727655844608-4005139090607529479?l=bollettario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bollettario.blogspot.com/feeds/4005139090607529479/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5433263727655844608&amp;postID=4005139090607529479' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5433263727655844608/posts/default/4005139090607529479'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5433263727655844608/posts/default/4005139090607529479'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bollettario.blogspot.com/2010/05/pinuccio-giudice-marras.html' title='Pinuccio Giudice Marras'/><author><name>Nadia Cavalera</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_eSw50akOz94/SmShLpi2riI/AAAAAAAACF8/SY3d6_k3Bes/S220/P7180384.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5433263727655844608.post-8481340211655402560</id><published>2010-05-01T07:07:00.000-07:00</published><updated>2010-05-24T06:27:33.644-07:00</updated><title type='text'>Antonio Mura Ena</title><content type='html'>&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;ANTONIO MURA ENA nasce a Bono il 17 ottobre 1908. E' nipote del sacerdote e scrittore Giovanni Antonio Mura, celebre autore del romanzo La tan¬ca fiorita. Ha trascorso l'infanzia a Lula presso lo zio e a Lula ha frequentato le scuole elementari. Un periodo che resterà fondamentale per la sua for¬mazione di poeta e di scrittore. Avviato agli studi superiori si laurea a Roma con Guido De Ruggero con una tesi sulla dottrina hegeliana dello Stato. Già nel 1935 insegna nelle Scuole magistrali di Nuora dove ha come preside Remo Branca, pittore e scrittore che appartiene al gruppo che aveva rap¬porti, come del resto Giovanni Antonio Mura, con la Deledda. Pubblica nel 1938 presso gli editori fratelli Pala di Genova una raccolta di poesie, L'Iso¬la e le città. Nello stesso anno firma una traduzione dal tedesco in lingua sarda di Heine, inserita nella antologia di Remo Branca e Francesco Pala, Vita poesia di Sardegna. Nel 1939, per le edizioni di "Novissima" pubblica un'altra raccolta, Nuove poesie. Scrive una serie di racconti seguendo le li¬nee di un progetto narrativo e annunzio la pubbli¬cazione di un romanzo Quelli del mulino che però non viene stampato. Durante la guerra si ritira a Pizzoli, in Abruzzo, paese della moglie Teresa De Acutis. Quivi soggiornano al confino Leone e Nata-lia Ginzburg con i quali si intrattiene in intermina¬bili conversazioni. Costituisce, insieme ad altri, la sezione del P.c.i. ed entra a far parte del locale C.L.N. Tornato a Roma nel 1944 riprende l'isegna-mento e collabora con il settimanale di Ernesto Buonaiuti, "1945". Si interessa attivamente di poli¬tica. Non è tuttavia disponibile ai dogmi delle chie¬se, sia cattolica che comunista. Nel 1947 inizia in¬sieme, a un suo collega, la pubblicazione di un quindicinale, Scuola democratica. Nel 1951 dirige il Centro didattico del M.P.I., poi Centro Nazionale Sussidi Audiovisivi. Si interessa con particolare competenza di problemi pedagogici, di storia dell'educazione e di tecniche di insegnamento, e soprattutto dei problemi della comunicazione visiva. Dopo la libera docenza ha l'incarico di pedagogia nella seconda Università di Roma e pubblica saggi e volumi sull'educazione in rapporto al cinema, al disegno, all'arte e alla musica. Alla fine dell'insegnamento intensifica la sua attività creativa di poeta e di narratore. Raccoglie schede, vocaboli, massime e detti sardi, traduce L'Apologià di Socrate in lingua sarda, compone poesie e ne progetta la raccolta in volume. Nel 1988 vince un premio speciale al Concorso nazionale di Letterature dialettali "Pompeo Calvia" di Sassari e riprende a lavorare con maggiore intensità ai racconti Le memorie del tempo di Lula e alla revisione della raccolta di poesie Recuida. Muore a Roma nel 1994.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Antonino Mura Ena si rivela poeta in lingua sarda nel 1988 al Premio di letterature dialettali "Pompeo Calvia" di Sassari. Scrittore complesso e intellettuale di grande rilievo, con Recuida ci ha consegnato un autentico capolavoro. Ben quattro sillogi, Appentos e ammentos, Recuida, Cunsideros, Tejos contados, intorno alle quali ha lavorato per circa trent'anni. Un canzoniere che conclude una esistenza dedicata alla filosofia e alla letteratura e che propone la dolorosa esperienza del vivere seguendo un percorso conoscitivo rivolto a fissare forme e modalità essenziali dell'esistere. La poesia dà consolazione e, come l'amore, l'energia per sopravvivere e continuare a conoscere sino alla fine. Recuida significa grande ritorno, riappropriazione della identità e rivelazione di verità non illusorie, che possono accompagnarci nel grande giorno. Ritorno alla religione e ai valori fondanti della terra, alla comunità d'origine, quella del Goceano e della Barbagia, di Bono dove è nato e di Lula dove ha vissuto nell'infanzia. Queste rivivono in un'atmosfera senza tempo con le loro attività quotidiane, gli eroi di un'esistenza che consuma le vite di tutti, in sogni modesti e pervicaci, quelli di Peppe Secche venditore ambulante, di Bantine fantino Conchisegadu, di Michele Muristene pescatore di Sereu, di Corittu il banditore, di Antoni il renitente alla leva. Oppure si autopresentano al lettore, in veri e propri compianti funebri, il minatore di Guzurra e il bandito di balle, stroncati dalla violenza, il piccolo Juanne 'Arina, incornato da un bue e accolto in paradiso da un grande torero di Andalusia, Luisi il poeta improvvisatore, stimato e apprezzato dalla comunità che, ora naviga in un mare di oblio, l'Ippia del dialogo di Platone, che come il poeta, ha voluto affrontare, con orgoglio prometeico, tutto da solo, per constatare la propria e l'umana inadeguatezza. Conoscitore raffinato del canto a chitarra, Mura Ena è riuscito a saldare la tradizione melodica della lirica sarda con la tradizione gnomica e corale. Come nessun altro ha saputo porre a confronto con lucida coscienza intellettuale, la sua esperienza dell'universo antropologico e culturale sardo, con quello della sua cultura umanistica, che spazia da Platone a Sant'Agostino, da Hegel ai classici della letteratura europea di tutti i tempi. E possibile perciò, nei suoi testi, cogliere un fitto tessuto di letture e di intertestualità che vanno da autori anonimi del XIV secolo spagnolo, a Garcia Lorca, da Eliot alla Dickinson, agli attittidos e ai muttos, in una sintesi poetica che in lingua sarda non era stata ancora tentata. Dopo le prime raccolte poetiche in lingua italiana, Mura Ena ha scritto romanzi e racconti che sono rimasti inediti. Solo Le memorie del tempo di Lula, che provengono dal medesimo nucleo generativo di Recuida sono state pubblicate in questa collana.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Aite bella gai&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Narami Callina Loi&lt;br /&gt;aite ses bella gai.&lt;br /&gt;Narami si ses naschida&lt;br /&gt;dae celestes amores,&lt;br /&gt;o t'han in terra frundida&lt;br /&gt;cumpanza 'e milli fiores.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Maccu ses, Antoni Boi,&lt;br /&gt;si pensas abberu gai.&lt;br /&gt;E cando sutzedit mai&lt;br /&gt;chi una femina goi&lt;br /&gt;ruat dae chelu gai?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Fiza non so de fiores&lt;br /&gt;e nen de chelu recattu.&lt;br /&gt;A mie mama m'hat fattu&lt;br /&gt;de babbu chin sos amores.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nonna Monne mi hat pesadu&lt;br /&gt;e cosidu su 'estire&lt;br /&gt;chin pannu c'hat comporadu&lt;br /&gt;in terra'e Goreai.&lt;br /&gt;E si lu cheres ischire:&lt;br /&gt;prò cussu so bella gai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Perché così bella&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Dimmi, Callina Loi,&lt;br /&gt;perché sei così bella&lt;br /&gt;Dimmi se sei nata&lt;br /&gt;da amori celesti,&lt;br /&gt;o ti hanno mandato in terra&lt;br /&gt;compagna di mille fiori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Sei matto, Antonio Boi,&lt;br /&gt;se pensi davvero questo!&lt;br /&gt;E quando mai succede&lt;br /&gt;che una simile donna&lt;br /&gt;cada dal cielo così ?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non sono figlia di fiori&lt;br /&gt;e neanche frutto del cielo.&lt;br /&gt;Mia mamma mi ha fatto&lt;br /&gt;con l'amore di babbo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nonna Monne mi ha allevato&lt;br /&gt;e mi ha cucito i vestiti&lt;br /&gt;con panno comprato&lt;br /&gt;in terra di Goreai.&lt;br /&gt;E se proprio vuoi saperlo&lt;br /&gt;per questo sono così bella.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5433263727655844608-8481340211655402560?l=bollettario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bollettario.blogspot.com/feeds/8481340211655402560/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5433263727655844608&amp;postID=8481340211655402560' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5433263727655844608/posts/default/8481340211655402560'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5433263727655844608/posts/default/8481340211655402560'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bollettario.blogspot.com/2010/05/antonio-mura-ena.html' title='Antonio Mura Ena'/><author><name>Nadia Cavalera</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_eSw50akOz94/SmShLpi2riI/AAAAAAAACF8/SY3d6_k3Bes/S220/P7180384.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5433263727655844608.post-281982382009597552</id><published>2010-05-01T07:05:00.000-07:00</published><updated>2010-05-24T06:26:56.057-07:00</updated><title type='text'>Raffaele Piras</title><content type='html'>&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;RAFFAELE PIRAS&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Nato a Quartucciu (Ca) nel 1942, già funzionario di banca, in gioventù è stato due volte campione italiano assoluto nel salto in lungo (titolare della Nazionale maggiore di Atletica Leggera). Ha pubblicato con APE Sardinia, nella collana Poeti Sardi in Sardo; A ogus serraus, nel 2005 e Intre Abetus e Surrungius nel 2008. Altre pubblicazioni:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Considerazionis, poesie in sardo e in italiano; Quartucciu: un paese nella poesia, in cui sono riproposti oltre 200 anni di storia poetica del suo paese (1780- 1998). Ha collaborato con la moglie Paola Cocco alla pubblicazione del libro-documento: Raffaele Piras: storia di un vescovo. Considerato uno dei poeti più rappresentativi della poesia in limba campidanese, riceve continuamente premi, menzioni speciali e d’onore ai concorsi di poesia a cui prende parte sia in Sardegna che nel Continente, distinguendosi per la delicatezza e la profondità dei sentimenti. Purtroppo, da qualche tempo, seri problemi di salute lo bloccano tra le mura domestiche, impedendogli di presenziare alle manifestazioni di premiazione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;A UNA KAMIKAZE&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cantu scorigadròxus pintas &lt;br /&gt;cun sanguni notzèntì, gherra!&lt;br /&gt;Manc ‘unu surrùngiu, manc ‘una duda. S’ùnica arrexòni cussa&lt;br /&gt;de su mandanti chi sedùsit. Una currèra in tre sa genti e...BUM!&lt;br /&gt;Destròssa de carris e sarràgus, arrius arrubius e coras, amàchiu de sirenas, storias istudàdas! Atrivimentu de morri, fenga i eroìsmu&lt;br /&gt;liongiaus afidi estremàda chi ti bòlit cuntènta pò essi morta. E lùxit su monumenta&lt;br /&gt;de s’assùrdu! Ogus tristus is tuus aciuvaus in s’axìupo s’arrìbu repenti a su celu promìtiu! E no ti sònat arrori nimancu su scorigadroxu stracu de mama chi hat a prangi in mudèsa sa cadena segàda. Bòcit ateras gemas s’erba fida chi ‘ndi artziat de sa spèrruma. Ma avesau a imaginai bisionis dVerèntis deparadisu, aciùngiu su sciobéru tuu a is dudas ch ‘in s ‘arenàrgiu de is pensamentus aspètant chi sa marea ddas tràntzat.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;A UNA KAMIKAZE&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanti tramonti dipingi &lt;br /&gt;con sangue innocente, guerra!&lt;br /&gt;Nessun rimpianto, nessuna esitazione. &lt;br /&gt;Sola ragione quella&lt;br /&gt;del mandante che ammaestra. &lt;br /&gt;Una corsa tra la gente e...BUM!&lt;br /&gt;Strazio di carni e rantoli, &lt;br /&gt;rivoli rossi e gore, &lt;br /&gt;impazzare di sirene, &lt;br /&gt;storie interrotte! &lt;br /&gt;Audacia di morire, &lt;br /&gt;odio ed eroismo &lt;br /&gt;legati a fede estrema&lt;br /&gt;che ti vuole felice per essere caduta. &lt;br /&gt;E brilla il monumento &lt;br /&gt;dell’assurdo!&lt;br /&gt;Occhi tristi i tuoi immersi &lt;br /&gt;nell’ansia per l’imminente approdo &lt;br /&gt;nell’eliso promesso!&lt;br /&gt;E non ti suona orrore &lt;br /&gt;neppure il tramonto &lt;br /&gt;stanco di mamma che piangerà &lt;br /&gt;in silenzio la catena spezzata. &lt;br /&gt;Soffoca altri germogli l’erba fredda &lt;br /&gt;che sale dall’abisso.&lt;br /&gt;Ma avvezzo a immaginare &lt;br /&gt;visioni differenti di paradiso, &lt;br /&gt;aggiungo la tua scelta ai dubbi &lt;br /&gt;che sull’arenile dei pensieri &lt;br /&gt;attendono che la marea li smuova.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5433263727655844608-281982382009597552?l=bollettario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bollettario.blogspot.com/feeds/281982382009597552/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5433263727655844608&amp;postID=281982382009597552' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5433263727655844608/posts/default/281982382009597552'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5433263727655844608/posts/default/281982382009597552'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bollettario.blogspot.com/2010/05/raffaele-piras.html' title='Raffaele Piras'/><author><name>Nadia Cavalera</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_eSw50akOz94/SmShLpi2riI/AAAAAAAACF8/SY3d6_k3Bes/S220/P7180384.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5433263727655844608.post-3479991350413030679</id><published>2010-05-01T07:03:00.000-07:00</published><updated>2010-05-24T06:30:14.510-07:00</updated><title type='text'>Tonino Rubattu</title><content type='html'>&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;TONINO MARIO (Antoninu) RUBATTU, nato a Lindos (Rodi Egeo) nel 1938, risiede a Sennori (SS), cittadina di cui è stato Sindaco per nove anni. Laureato in Materie Letterarie. Poeta bilingue, ha conseguito numerose e prestigiose affermazioni in concorsi letterari regionali, nazionali ed internazionali. Membro di numerose accademie e associazioni culturali, ha fatto parte per molti anni del Comitato di Redazione de “S’Ischiglia”, sino a diventarne Direttore Letterario. Ha fatto parte della prima Commissione di esperti, nominata dalla Regione Autonoma della Sardegna, per la Unificazione Ortografica e Linguistica della Lingua Sarda. E’ membro onorario di diverse Accademie e Associazioni Culturali. Nel 1978 ha fondato il premio poesia sarda “Romangia”&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Làcrimas e isperas&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sas frmnas de su sero &lt;br /&gt;trazan&lt;br /&gt;bolos d’alipeddes &lt;br /&gt;e puru... in altu &lt;br /&gt;pendet una Luna manna &lt;br /&gt;ch’imbozat a sonniare! &lt;br /&gt;Làgrimas e isperas &lt;br /&gt;in custa Terra antiga &lt;br /&gt;s’intritzan dae sempre &lt;br /&gt;in un’andare arcanu. &lt;br /&gt;Ungias addolimadas &lt;br /&gt;frazas&lt;br /&gt;bértulan dae sempre &lt;br /&gt;pedras e roccarzos &lt;br /&gt;e corvos e benturzos &lt;br /&gt;disignan de continu &lt;br /&gt;sémidas de morte. &lt;br /&gt;Làgrimas e isperas &lt;br /&gt;in sas pinnettas fumosas, &lt;br /&gt;in ojos a barveghes &lt;br /&gt;labadas de fogu, &lt;br /&gt;famidas dae mill’annos. &lt;br /&gt;Isperas a beranu, &lt;br /&gt;isperas a mizas! &lt;br /&gt;Bértulas boidas&lt;br /&gt;e làgrimas alluttas &lt;br /&gt;a s’incunza,&lt;br /&gt;in s’atunzu, &lt;br /&gt;cun su ‘entu ‘e Susu&lt;br /&gt;ch’ammuntonat fozas siccas &lt;br /&gt;solamente!&lt;br /&gt;Làgrimas e isperas &lt;br /&gt;in s’adiu de s’emigrante, &lt;br /&gt;in s’ùrulu de s’isposa &lt;br /&gt;imbattiada dae su frade! &lt;br /&gt;Làgrimas e isperas &lt;br /&gt;dae s’avréschida a s’occasu &lt;br /&gt;in tottue&lt;br /&gt;in custa Terra antiga. &lt;br /&gt;Làgrimas e isperas &lt;br /&gt;dae sempre… &lt;br /&gt;pro sempre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Lacrime e speranze&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le brezze della sera &lt;br /&gt;trascinano&lt;br /&gt;voli di pipistrelli &lt;br /&gt;eppure... in alto &lt;br /&gt;pende una grossa Luna &lt;br /&gt;che invoglia a sognare! &lt;br /&gt;Lacrime e speranze &lt;br /&gt;in questa Terra antica &lt;br /&gt;s’intrecciano da sempre &lt;br /&gt;in un andare misterioso. &lt;br /&gt;Unghie indolenzite &lt;br /&gt;consunte&lt;br /&gt;rovesciano da sempre &lt;br /&gt;pietre e rocce &lt;br /&gt;e corvi e avvoltoi &lt;br /&gt;disegnano continuamente &lt;br /&gt;meridiane di morte. &lt;br /&gt;Lacrime e speranze &lt;br /&gt;nelle pinnette fumanti, &lt;br /&gt;negli occhi delle pecore &lt;br /&gt;cerchiate di fuoco, &lt;br /&gt;affamate da mille anni. &lt;br /&gt;Speranze a primavera, &lt;br /&gt;speranze a bizzeffe! &lt;br /&gt;Bisacce vuote &lt;br /&gt;e lacrime infuocate&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5433263727655844608-3479991350413030679?l=bollettario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bollettario.blogspot.com/feeds/3479991350413030679/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5433263727655844608&amp;postID=3479991350413030679' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5433263727655844608/posts/default/3479991350413030679'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5433263727655844608/posts/default/3479991350413030679'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bollettario.blogspot.com/2010/05/tonino-rubattu.html' title='Tonino Rubattu'/><author><name>Nadia Cavalera</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_eSw50akOz94/SmShLpi2riI/AAAAAAAACF8/SY3d6_k3Bes/S220/P7180384.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5433263727655844608.post-4341625759581768796</id><published>2010-05-01T07:01:00.000-07:00</published><updated>2010-05-24T06:34:12.454-07:00</updated><title type='text'>Anna Cristina Serra</title><content type='html'>&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;ANNA CRISTINA SERRA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;poetessa di grande spessore e sensibilità, attenta alle vicende e problematiche sociali della sua terra e non solo, i cui versi, dettati dal cuore risplendono di luminosità e freschezza. Nata nel 1960, originaria di San Basilio, paese di pastori e minatori, situato nella regione storica del Gerrei, nel sud-est della Sardegna. Vive e lavora a Cagliari. Nei primi anni ’90 inizia a partecipare ai più importanti concorsi letterari dell'isola riscuotendo continui successi: il Premio Ozieri (1993 e 1998), il Premio Michelangelo Pira nel 1996 con pubblicazione con la Tema Editrice della silloge "Su fragu 'e su 'entu" nel 1997, il Premio Mamoiada (1994 e 1997), il Premio Internazionale di Milano (1997), Olmedo (1993, 1994, 1995), Tissi nel 1993, il Premio Partigiani nel 1995, Silius nel 1994, Porto Torres nel 1998, Cossoine nel 1999, Osilo nel 1996, il Premio A.C.L.I. nel 1997, Dolianova nel 1993, il Premio Colleziu nel 1997, il Premio "Paolo Mossa" (Bonorva) nel 1999, il Premio "Benvenuto Lobina" (Villanovatulo) nel 1996, il Premio "Se Fermentu" (Marrubiu) nel 1995, Premio S. Caterina -Mores- nel 2001, e tanti altri. In prosa ha vinto il Premio "Sa terzina" di Macomer nel 1998. È presente in diverse giurie dei concorsi letterari più importanti dell’isola, quali: l’Ozieri, l’Anselmo Spiga di San Sperate, il Romangia (Sorso – Sennori), il "Premio Tiscali" (Dorgali), il "Premio Città di Nuraminis", il "Premio S.Antoni de su 'ou" (Mamoiada)-. "Premio S: Barbara" (Silius), "Premio Bonvhei" (Cagliari). Scrive articoli in lingua sarda sul quotidiano "L'Unione Sarda", su "Notiziario", su “Lacanas” e su altre riviste. Molte sue poesie sono state pubblicate in riviste letterarie come "S'Ischiglia", la "Grotta della vipera", "Nur", "Notiziario" , "Nae" e “Lacanas” . Alcuni dei suoi testi vengono musicati e cantati. Collabora con la Compagnia Teatrale "Fueddu e Gestu". Ha pubblicato una raccolta di versi in campidanese, Follas (Frorias, Cagliari, 2003), dedicata al suo Maestro Benvenuto Lobina. Collabora all'organizzazione di convegni, mostre e presentazioni di libri con esponenti di rilievo dell'arte e della cultura isolana. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;SU CITIRI NÀSCIU INNOI&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nanta ca su citiri est nàsciu innoi,&lt;br /&gt;innoi ancà deu no apu pòtziu &lt;br /&gt;tzerriai mai&lt;br /&gt;comente is follas&lt;br /&gt;chi nd’arruint a disora. &lt;br /&gt;No apu tzerriau&lt;br /&gt;candu ant spratzinau &lt;br /&gt;su prùniu de sa memória a su ‘entu,&lt;br /&gt;no apu tzerriau&lt;br /&gt;candu, ananti miu,&lt;br /&gt;ant steressau sa perda prus arta&lt;br /&gt;posta a càstiu,&lt;br /&gt;e no apu tzerriau&lt;br /&gt;candu portau in is ogus&lt;br /&gt;padentis chi lompiant fintzas a celu&lt;br /&gt;e in is manus una funi.&lt;br /&gt;E aici&lt;br /&gt;apu giogau cun custu citiri&lt;br /&gt;po intendi’ sempri,&lt;br /&gt;aintru e de prus&lt;br /&gt;su prùniu&lt;br /&gt;sa perda &lt;br /&gt;is padentis,&lt;br /&gt;e-i-custa tròpera de cuaddus&lt;br /&gt;chi, cun-d-una funi,&lt;br /&gt;tragant ancora a grai&lt;br /&gt;su citiri nàsciu innoi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;IL TACERE NASCE QUI&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dicono che il tacere è nato qui/ qui, dove io non ho potuto/ urlare mai/ come le foglie/ che cadono anzitempo/. Non ho urlato/ quando hanno disperso/ la polvere della memoria nel vento,/ non ho urlato/ quando, davanti a me,/ hanno distrutto la pietra più alta/ messa a guardia,/ e non ho urlato/ quando avevo negli occhi/ boschi che giungevano sino al cielo/ e una fune tra le mani./ Così/ ho giocato con questo tacere/ per sentire sempre,/ dentro e di più/ la polvere/ la pietra/ i boschi,/ e questo branco di cavalli/ che, con una fune,/ trascinano ancora a fatica/ il tacere nato qui./&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5433263727655844608-4341625759581768796?l=bollettario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bollettario.blogspot.com/feeds/4341625759581768796/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5433263727655844608&amp;postID=4341625759581768796' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5433263727655844608/posts/default/4341625759581768796'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5433263727655844608/posts/default/4341625759581768796'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bollettario.blogspot.com/2010/05/anna-cristina-serra.html' title='Anna Cristina Serra'/><author><name>Nadia Cavalera</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_eSw50akOz94/SmShLpi2riI/AAAAAAAACF8/SY3d6_k3Bes/S220/P7180384.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5433263727655844608.post-7506790016969909593</id><published>2010-05-01T06:59:00.000-07:00</published><updated>2010-10-12T02:16:16.267-07:00</updated><title type='text'>Carlo Boassa</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Carlo Boassa vive a Cagliari dove è nato nel &lt;metricconverter productid="1970. Ha" w:st="on"&gt;1970. Ha&lt;/metricconverter&gt; pubblicato presso l’editore Longo di Ravenna i volumi di Poesie: “Un quaderno”(1989),&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;“Autovita”(1990), entambi scelti tra i finalisti del Premio “Giuseppe Dessì”. Inoltre ha pubblicato, presso l’editore Astra la raccolta “Gli occhi”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Su questa carta bianca&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;è questa notte, il mare&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;senza la sua radice&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;d’abisso verde d’onde,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il mare puro, color notte,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;sospinto dal buio nel sangue arosso&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;della mia fantasia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mia secca poesia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;è l’assetato&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;calamaio per la penna dell’ala&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dell’oblio immergere,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;mio cuore, che l’amore&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ama se non ama&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e se ama non ama.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nudi occhi addormentati al sole&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;siamo, senza le palpebre&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;del cranio umano,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;versi miei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche questa è la vita, fiori&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;che ci guardano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dritto negli occhi per via, quando notte&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;intorno è nero, luna, stelle,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;nell’ora che si chiude, viva, in cuore,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;che vivere si deve come il tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è più verde nel sonno&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;che dentro la continua&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;essenza pura di solitudine&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;che siamo d’esistenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è più vita dormendo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;che nella beatitudine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pure, quando la fantasia per ultima&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;congeda l’esistenza che s’oblia,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;nell’attimo assentato dal suo tempo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;insonnia e solitudine mi sento&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;entro il mio sonno più disonorate&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;che nella veglia di noia e dolore.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5433263727655844608-7506790016969909593?l=bollettario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bollettario.blogspot.com/feeds/7506790016969909593/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5433263727655844608&amp;postID=7506790016969909593' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5433263727655844608/posts/default/7506790016969909593'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5433263727655844608/posts/default/7506790016969909593'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bollettario.blogspot.com/2010/10/carlo-boassa.html' title='Carlo Boassa'/><author><name>Nadia Cavalera</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_eSw50akOz94/SmShLpi2riI/AAAAAAAACF8/SY3d6_k3Bes/S220/P7180384.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5433263727655844608.post-141956278405687990</id><published>2010-05-01T06:58:00.000-07:00</published><updated>2010-10-12T23:48:30.310-07:00</updated><title type='text'>Gigi Dessì</title><content type='html'>&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Nato a Serdiana(Ca) nel 1938, Gigi Dessì lavora a Cagliari presso un Ente regionale. Sposato con tre figli, Segretario e fondatore dell’Associazione “Nuovi Scrittori sardi”, dal 1980 organizza Convegni Letterari nazionali ed internazionali, curandone la pubblicazione in Atti . Ha vinto numerosi Premi in campo nazionale per inediti ed editi. Sue Poesie sono tradotte in francese, Spagnolo, Inglese, Maltese e Greco. Ha pubblicato otto sillogi poetiche:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Vetri frantumati(1974), L’incomprensibile uomo(1976), Dinisio e l’uomo(1978), Pressures(in lingua Inglese, pubblicato a New York, 1980), Finestre di trapassi(1984), Tanche di memoria(1987), Suggestioni di vita(1988) e Gli echi di quel gioco(1991) Nemapress Editrice Alghero, con cui ha vinto a Roma il Premio “Le stanze di Calliope” indetto dal MO.POE.ITA-FENALC.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tre poesie da&lt;em&gt; &lt;strong&gt;Gli echi di quel gioco&lt;/strong&gt;, &lt;/em&gt;Nemapress Editrice 1991 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ vero ho appreso che&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il tempo è un arazzo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;con pendici di pasque:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;prima che il fuoco trovi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;all’angelo della sabbia emozioni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;sarà quasi un diario&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;questa parete inchiodata&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ai versi come preludio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di silenzi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;o gridi imbandierati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho atteso senza fregi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;la memoria. Crepe&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;odorose scoprivano tregue:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il filo carico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;i roditori tanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il papiro dell’amore&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;la tua intimità&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;hanno scritto salmi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;illuminandomi: fauci prudenti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;sulle ciglia che&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;noi stessi ascoltammo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ senza radici la tristezza&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;che riduce clamori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In noi non è seminascosta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;l’armonia che ci lega&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ai mutamenti e andiamo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;carponi laddove la nostra&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;insufficienza scoppia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e scava il vuoto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;come foglia senz’anima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sterile è l’errore&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;che conduce al distacco&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;nervoso l’amore&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;insegue sottili perfezioni.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5433263727655844608-141956278405687990?l=bollettario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bollettario.blogspot.com/feeds/141956278405687990/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5433263727655844608&amp;postID=141956278405687990' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5433263727655844608/posts/default/141956278405687990'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5433263727655844608/posts/default/141956278405687990'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bollettario.blogspot.com/2010/05/gigi-dessi.html' title='Gigi Dessì'/><author><name>Nadia Cavalera</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_eSw50akOz94/SmShLpi2riI/AAAAAAAACF8/SY3d6_k3Bes/S220/P7180384.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5433263727655844608.post-1766055659238902090</id><published>2010-05-01T06:57:00.001-07:00</published><updated>2010-10-12T23:53:56.140-07:00</updated><title type='text'>Raimondo Manelli</title><content type='html'>&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Verdana; font-size: 9.5pt;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: left;"&gt;&lt;a href="" name="biografia"&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Verdana; font-size: 9.5pt;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Raimondo Manelli nasce a Gavoi (NU) nel 1916 e muore a Cagliari nel 2006. Tutta la sua vita è dedicata alla poesia. Nel 1939 pubblica la sua prima raccolta con il titolo di &lt;i&gt;Filo d'acqua&lt;/i&gt; e a questa ne seguiranno numerose altre, tra le quali: &lt;i&gt;La strada dei poveri&lt;/i&gt; del &lt;metricconverter productid="1947, L" w:st="on"&gt;1947, &lt;i&gt;L&lt;/i&gt;&lt;/metricconverter&gt;&lt;i&gt;'isola delle mandorle amare&lt;/i&gt; del 1966, e nel 1985 &lt;i&gt;La giubilazione e altri messaggi&lt;/i&gt;. Nel 1991 viene pubblicata l'antologia dal titolo &lt;i&gt;L'isola è una conchiglia&lt;/i&gt; e due anni dopo &lt;i&gt;La voce e il grembo&lt;/i&gt;. Manelli, che ha insegnato per nove anni in Umbria ha dedicato a questa regione cinque libri. Ha pubblicato anche tre antologie sulla poesia in Sardegna. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: left;"&gt;Tre Poesie di Raimondo Manelli&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: left;"&gt;da&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; "&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;L’isola delle mandorle amare"&lt;/strong&gt; – Fossataro Edizioni 1966&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;Cinquantenario&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Bell’età mezzo secolo se ancora&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;resiste il ceppo della giovinezza:&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;con un tuo distillato di saggezza&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;ritorni in sogno alla lontana aurora!&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Benchè ti sia levato di buon ora&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;sei rimasto, per tanto, a mezz’altezza&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;nella salita; nessuna certezza&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;di toccare la cima che s’indora!&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Del tuo soggiorno sulla terra resta&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;un solco breve. Forse i più begl’anni&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;li hai spesi alla ricerca di una strada.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ma ti sedusse ogni nuova contrada&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;con le sue luci ambigue….. i disinganni&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;ti hanno concesso di salvar la testa.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;da “&lt;strong&gt;Il mondo muta&lt;/strong&gt;” 1956&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Fu sulla nostra città da guerra&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;come sulle spighe da grandine:&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;e a me fu buon rifugio il paese paterno.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Poi quando l’ultima automobile&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;morì di sete lungo la strada maestra,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;coi profughi tentai scorciatoie&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;per barattar derrate fra i villaggi.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Era fortuna, se passava un carro&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;col grano dell’annata:&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;al giorno succedeva la notte&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;e le ore non si contavano più.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ma è bella la luna sui sacchi di grano.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Il carro va con ondulamenti di culla&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;e tra i pioppi si vedono le volpi&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;che corrono al torrente.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;La gente che è nata in città&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;vede i briganti dietro ogni cespuglio.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Per me, scampato alle fiamme&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;della guerra, non ci sono briganti.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Diceva mia madre &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;che ai tempi di gran carestia&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;i poveri si fanno più selvatici&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;e di elemosinare si vergognano.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Allora i più ribelli&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;attendono al varco i passanti&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;conoscono, al fiuto, i più ricchi armentari,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;gli usurai, gli esattori.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;A volte, per beffa, li lasciano nudi, ai crocicchi:&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;e dalle siepi ghignano le cornacchie.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Io non temo i briganti. Mi ritrovo montanaro&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;E non ho che un granaio di pensieri.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;da “&lt;strong&gt;Empatie&lt;/strong&gt;” – Aipsa Edizioni 2002&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;em&gt;A Manola&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Dopo L’infortunio&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ti sia lieve la notte, o Manolita,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;dato che il giorno non ti fu propizio:&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;la luna può sancire un armistizio&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;coi tuoi dolori e darti nuova lena…..&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;All’alba nuova sarai più serena,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;ti sentirò più amica e mi dirai:&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;“La vita è bella nonostante i guai&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;ed io ci sto come l’estro mi mena”.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Amor di poesia ti tiene in vita&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;e quando intoni versi misteriosi&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;malgrado il mio dissenso, avrai i vistosi&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;premi da chi, ammirandoti, t’invita…..&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5433263727655844608-1766055659238902090?l=bollettario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bollettario.blogspot.com/feeds/1766055659238902090/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5433263727655844608&amp;postID=1766055659238902090' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5433263727655844608/posts/default/1766055659238902090'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5433263727655844608/posts/default/1766055659238902090'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bollettario.blogspot.com/2010/05/raimondo-manelli.html' title='Raimondo Manelli'/><author><name>Nadia Cavalera</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_eSw50akOz94/SmShLpi2riI/AAAAAAAACF8/SY3d6_k3Bes/S220/P7180384.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5433263727655844608.post-5203145148156244478</id><published>2010-05-01T06:55:00.000-07:00</published><updated>2010-10-13T00:37:26.300-07:00</updated><title type='text'>Francesco Masala</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Francesco Masala, nato a Nughedu San Nicolò (SS) il 17 settembre 1916 si è spento a Cagliari il 23 gennaio 2007.&lt;br /&gt;Ha frequentato le Scuole Elementari nel suo paese natio, il Ginnasio ad Ozieri, il Liceo Classico a Sassari e l'Università a Roma, dove ha conseguito &lt;personname productid="la Laurea" w:st="on"&gt;la Laurea&lt;/personname&gt; in Lettere discutendo, con Natalino Sapegno, la tesi "Il Teatro di Luigi Pirandello". Giornalista pubblicista, per cinquant'anni, ha collaborato a giornali e riviste con articoli di critica letteraria, artistica e teatrale. Nel 1951, vince il Premio Grazia Deledda per una raccolta di poesie inedite e, nel 1956, gli viene assegnato il Premio Chianciano per la raccolta "Pane nero". È stato presidente del Premio letterario in lingua sarda "Città di Ozieri" e, nel 1978, fu presidente del "Comitadu pro sa limba", che presentò la "Proposta di legge di iniziativa popolare per il bilinguismo perfetto in Sardegna". Scrittore bilingue, ha pubblicato libri di poesia, di narrativa, di teatro e di saggistica.&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Book Antiqua;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Per la bibliografia &lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Masala"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;http://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Masala&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;; font-size: 13.5pt;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;; font-size: 12pt; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;&lt;/span&gt;SA PROMISSA ISPOSA &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: ArialMT; font-size: 10pt;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;Sette ranos de trigu intro su lettu,&lt;br /&gt;sette cabos de filu in su telarzu,&lt;br /&gt;sette paia ‘e lentolos de isposa,&lt;br /&gt;a donzi puntu, sette&lt;br /&gt;pensamentos de amore,&lt;br /&gt;ma su fiore ‘e proìnca&lt;br /&gt;s’est allizadu in mesu&lt;br /&gt;a sos biancos lentolos de isposa.&lt;br /&gt;In disterru, marcadu dae un’istella&lt;br /&gt;de fogu nieddu,&lt;br /&gt;s’isposu mou ch’est mortu in Marcinelle.&lt;br /&gt;Nd’est falada sa domo&lt;br /&gt;nd’est falada sa luna&lt;br /&gt;sò sa promissa isposa&lt;br /&gt;de sa malafortuna.&lt;br /&gt;Nottesta, a sa ventana,&lt;br /&gt;b’est un’animamala&lt;br /&gt;che una canna a su entu,&lt;br /&gt;e a longu a longu giàmat dae addàne:&lt;br /&gt;ohi, malefadadu&lt;br /&gt;isposu, ses partidu&lt;br /&gt;poveru e ses torradu&lt;br /&gt;nè poveru nè riccu&lt;br /&gt;a domo de sa morte.&lt;br /&gt;A fagher su corruttu,&lt;br /&gt;frade meu est bennìdu dae s’Olanda,&lt;br /&gt;cun d’una muzere brunda:&lt;br /&gt;ite ispantu, in bidda,&lt;br /&gt;una muzere brunda!&lt;br /&gt;Sos mios biancos lentolos de isposa,&lt;br /&gt;gai, los hamus postos in su lettu&lt;br /&gt;da su muzere ‘e Olanda.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: ArialMT;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;Francesco Masala (Nughedu San Nicolò)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;; font-size: 14pt;"&gt;Traduzione&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;personname productid="La Promessa" w:st="on"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;La Promessa&lt;/span&gt;&lt;/personname&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt; sposa&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;Sette fascine di grano dentro il letto,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;sette capi di filo nel telaio,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;sette paia di lenzuola da sposa.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;In ogni punto, sette&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;pensieri d’amore,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;ma il fiore del pruno&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;s’è messo in mezzo&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;ai bianchi lenzuoli da sposa.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;La sepoltura, caratterizza una stella&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;di fuoco nero,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;lo sposo mio ch’è morto a Marcinelle.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;E’ mancata la casa&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;è mancata la luna&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;sono la promessa sposa&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;della malasorte.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;Non esiste, alla finestra,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;presenza d’animale&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;che una canna al vento,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;e per un lunghissimo tempo chiamano certi adoni:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;ohi, malfidato&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;sposo, sei partito&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;povero e si tornato&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;ne povero né ricco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;a casa della morte.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;A fare il corrotto,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;mio fratello è venuto dall’Olanda,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;con una moglie bionda:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;che piacere, in paese,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;una moglie bionda!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;I miei bianchi lenzuoli da sposa,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;certo, li abbiamo messi nel netto&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;dalla moglie d’Olanda.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;Da Poesias in duas limbas(Poesie in due lingue), Il Maestrale – 2006:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;Littera de sa muzere de s’emigradu&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;Est bènnidu s’istiu.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;Dae ispigas de nèula, in su cunzadu,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;est fioridu trigu de chigina:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;as semenadu in mare.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;Su ruinzu e su solopu&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;an&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;mandigadu pane ‘e fizu tou:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;as semenadu in mare.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;Su ruinzu e su solopu&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;an&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;mandigadu pane ‘e fizu tou:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;as semenadu in mare.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;In malora as postu&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;sa falche subra s’anta de sa janna:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;as semenadu in mare.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;Su entu s’est&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;pesadu ma in sa terra&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;falat&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;solu paza:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;as semenadu in mare:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;Prenda mia istimada,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;cando torras, si mai as a torrare,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;no mi perda ue est s’aneddu ‘e oro:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;est diventadu pane a fizu tou.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;Prenda mia istimada, coro meu,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;t’iscrio subra su entu,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;ammentadi de me.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;Ohi, cantos fizos&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;cherias chi mi nascheren dae su sinu:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;ma totu sunu mortos&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;dae candu ses partidu,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;in su lettu de paza b’est restadu,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;a s’ala tua, unu sulcu chena sèmene.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;Prenda mia istimada,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;no isco oius proite ti faeddo,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;sos pensamentos mios senu ch’e serva,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;àteros che i sas nues,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;àteros che ispinas.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;Intro de te ai fattu su nidu.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;Isco chi no ses nudda&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;e deo acora repiro.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;Su coro est grogu&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;che i sa inza ‘e sa innenna.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;Traduzione&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;Lettera della moglie dell’emigrato.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;E’ venuta l’estate.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;Dalle spighe di nebbia, nel tuo campo,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;è nato grano di cenere:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;hai seminato in mare.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;Ruggine e scirocco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;Hanno mangiato il pane di tuo figlio:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;hai seminato in mare.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;In malora hai appeso&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;La falce sulla porta:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;hai seminato in mare.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;Ohi, povera l’aia&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;che teme la formica:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;hai seminato in mare.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;S’è sollevato il vento ma per terra&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;cade soltanto paglia:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;hai seminato in mare.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;Caro, o caro,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;quando ritorni, se ritornerai,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;non chiedermi dov’è l’anello d’oro:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;è diventato pane per tuo figlio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;Caro, o caro cuore mio,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;ti scrivo nel vento:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;ricordati di me.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;Ohi, quanti figli&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;volevi mi nascessero dal seno:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;ma tutti sono morti&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;da quando sei partito,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;sul letto di granoturco c’è rimasto,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;dalla tua parte, un solco senza seme.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;Caro, o caro,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;non so perché ti parlo,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;i miei pensieri nascono come erba,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;altri come nuvole,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;altri come spine.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;Dentro di te avevo fatto il nido,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;dentro di me avevi fatto il nido.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;So che non sei più nulla&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;ed &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;ancora respiro.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;Il cuore è giallo&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;come una vigna dopo la vendemmia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;Cantone pro Rosa&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;promissa isposa de gherra&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;Cussa, chi bois bifide, bona zente,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;intro a sa cheja de Arasolè,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;cun sa candela in manu&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;est&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Rosa Fae, sa promissa isposa&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;de Sciarlò, cando fit biu,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;faglia su fraigamuru,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;bè… a la narrer franca… su dischente,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;ca fit bonu ma iscimpru.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;Cando sos fraigamuros&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;beros, &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;mastros de muru,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;dae subra su palcu tzerriaian:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;“Sciarlò, calchina!”&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;issu attiat cimentu;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;si li tzerriaian:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;“Sciarlò, cimentu!”,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;issu attiat calchina.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;E attera casas gai.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;No diventeitmai “mastru de muru”,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;ma totu cantos li cheriamus bene.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;Pro cussu si ch’est mortu,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;comente unu piogu,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;brinchende subra una mina,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;addae, in terra ‘e Russia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;Sun passados vint’annos,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;ma Rosa, fittiana,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;est sa promissa isposa de Sciarlò,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;pudda muda e fidele.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;Miràdela, mirade, bona zente,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;cun sa candela in manu,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;sicca, groga, runzosa,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;una bajana viuda.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;Chena nisciunu dubiu,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;Rosa ch’at sistemadu&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;Sciarlò in paradisu.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;E, in chelu, segundu Rosa,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;Sciarlò est diventadu&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;unu&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;“mastru de muru”&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;e at frigadu, in vint’annos, una domo&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;po sa pramma dorada, sa fidele &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;promissa isposa Rosa,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;una domo chepparis&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;a su Platu ‘e Donna Filiana,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;sa ricca proprietària ‘e Arasolè,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;cun s’appusentu mannu,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;ruju e biaittu,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;e unu lettu mannu de isposos,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;cun sa fressada manna,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;ruja e biaitta,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;pro sa pramma dorada, sa fidele&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;promissa isposa Rosa.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;Dae vint’annos, donzi notte,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;s’impromissa isposa Rosa&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;che ponet intro unu bàntzigu&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;su fizu de Sciarlò,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;fattu da istratzos,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;dae vint’annos, donzi notte,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;cun sa cara ‘e arveghe macca,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;subra su bàntzigu cantat&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;bèlidos de anninnia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;Traduzione&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;Ballata per Rosa&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;promessa sposa di guerra&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;Quella che vedete, brava gente,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;dentro la chiesetta di Arasolè,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;col cero acceso in mano,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;è Rosa Fae, la fidanzata&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;del soldato Sciarlò, morto in guerra&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;vent’anni fa.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;Sciarlò, da vivo, &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;faceva il muratore,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;bè… in verità… l’aiuto muratore,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;perchè era buono ma distratto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;Quando i muratori veri,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;i “maestri di muro”,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;dall’alto dell’impalcatura,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;gridavano: “Sciarlò, calce!”,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;lui portava cemento;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;se gli gridavano:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;“Sciarlò, cemento!”,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;lui portava calce.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;E cose così.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;Non diventò mai “maestro di muro”,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;ma gli volevano tutti bene&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;perché era distratto ma buono.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;Per questo è morto,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;come un pidocchio,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;saltando su una mina,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;là, in terra di Russia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;Sono passati vent’anni, &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;ma Rosa è ancora&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;la&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;fidanzata di Sciarlò,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;gallina muta e fedele.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;Guardatela, guardatela, gente,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;col cero acceso in mano,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;secca, gialla, rognosa,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;una zitella vedova.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;Senza il minimo dubbio,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;Rosa ha collocato&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;Sciarlò in paradiso.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;E in cielo, secondo rosa,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;Sciarlò è diventato&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;un “maestro di muro”,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;e ha costruito, inventando,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;per la palma dorata, la fedele&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;fidanzata Rosa,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;una casa simile, molto simile&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;al palazzo di Donna Filiana,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;la ricca proprietaria di Arasolè,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;con una grande stanza da letto&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;rosa e azzurra&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;un grande letto matrimoniale,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;una grande coperta,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;rosa e azzurra,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;per la palma dorata, la fedele&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;fidanzata Rosa.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;Da vent’anni, ogni notte,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;la fidanzata Rosa,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;depone in una culla&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;il figlio di Sciarlò,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;fatto di stracci,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;da vent’anni ogni notte,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;con viso di persona impazzita,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;china sopra la culla,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;bela una ninna-nanna.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;L’ultima Poesia è una ballata scritta dal Poeta nel 1972 su commissione – come testimonia l’Attore Mario Faticoni&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;dell’Associazione Teatrale Cagliaritana “Il Crogiuolo” – della Cooperativa Teatro di Sardegna(allora presieduta da Mario Faticoni) in occasione della trasposizione teatrale del Romanzo “Quelli dalle labbra bianche”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5433263727655844608-5203145148156244478?l=bollettario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bollettario.blogspot.com/feeds/5203145148156244478/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5433263727655844608&amp;postID=5203145148156244478' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5433263727655844608/posts/default/5203145148156244478'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5433263727655844608/posts/default/5203145148156244478'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bollettario.blogspot.com/2010/05/francesco-masala.html' title='Francesco Masala'/><author><name>Nadia Cavalera</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_eSw50akOz94/SmShLpi2riI/AAAAAAAACF8/SY3d6_k3Bes/S220/P7180384.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5433263727655844608.post-1037146340705047253</id><published>2010-05-01T06:54:00.000-07:00</published><updated>2010-10-13T00:09:52.376-07:00</updated><title type='text'>Teresa Mundula</title><content type='html'>&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Figlia di Nepomucena Zuddas e del Notaio Carlo dalle cui doti d’intelligenza ed arguzie deve gran parte della sua formazione, Teresa Mundula nacque a Cagliari quarta di 5 sorelle. Di esse Mercede occupa un posto rilevante tra i Poeti e Scrittori sardi del ‘900 con raccolte di versi(“La piccola lampada”, 1923, “La collana di vetro”, 1933) e vari importanti saggi critici; Francesca ha lasciato Poesie e scritti inediti. Dopo aver seguito con passione gli studi universitari in chimica ed in scienze naturali, fu per parecchi anni aiuto presso l’Istituto di fisica dell’Università di Cagliari. Nel 1922 si era intanto sposata col giovane Avvocato Luigi Crespellani, destinato ad assumere posizioni di primo piano – da Sindaco di Cagliari a primo Presidente della Regione, a Senatore della Repubblica – nella vita pubblica sarda dopo la caduta del fascismo. Dal matrimonio nacquero quattro figli. Lasciato il lavoro universitario per i crescenti impegni familiari, il suo spirito d’osservazione si rivolse agli aspetti più vivi e più immediati della realtà della sua città e dell’ambiente che la circondava, nonché alla riflessione sull’incontro con le persone più semplici e più autentiche con cui veniva a contatto. Mentre già nel periodo universitario aveva cominciato a scrivere Poesie in italiano è a quest’epoca che risalgono le prime espressioni in lingua sarda. La massima creatività in dialetto cagliaritano si ha tra il 1940 ed il 1950. Saltuariamente ed in alternativa con la lingua italiana continuava a scrivere versi in dialetto. Rimasta sola nel 1967, dopo la morte dell’amato compagno, con cui ha realizzato un lungo e felice incontro di amicizia nel matrimonio, Teresa Mundula ha raccolto e riordinato la copiosa produzione poetica, di cui nel 1973 l’Editrice Sarda Fossataro presentò una prima scelta che ebbe molto successo e fu seguita, nel 1976, da un secondo volume presso lo stesso Editore. Teresa Mundula Crespellani è morta a Cagliari il 14 novembre 1980.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: left;"&gt;Tre Poesie&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: left;"&gt;&lt;strong&gt;Candu mi pesu in chizzi&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: left;"&gt;Candu mi pesu in chizzi e bandu in cresia,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: left;"&gt;e a is peis de Deus pongu is timorias&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: left;"&gt;chi tengu po ma ‘a totu is fizzas mias&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: left;"&gt;dogna strintura ‘a puru sindi stesia.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: left;"&gt;Mi pari da essi canna che pastori,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: left;"&gt;ti sezzu a sua ‘e una parda, sulittendi&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: left;"&gt;si castiri is angionis sua pascendi&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: left;"&gt;in mesu ‘e s’erba birdi e prena e soli.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: left;"&gt;No seu che barca perdia, sbentuliara,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: left;"&gt;in mesu ‘e mari, che filu ‘e erbiscedda&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: left;"&gt;ch’intriri in portu a vela spalancara.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;em&gt;Traduzione&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;Quando mi sveglio presto&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Quando mi sveglio presto e vado in chiesa&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;e in grembo a Dio depongo ogni timore&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;che ho per me stessa e per le figlie mie,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;ogni pena del cuore si dissolve.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Mi pare d’esser calma come il pastore&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;che saluto su un sasso, zufolando,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;guardi le pecorelle pascolare&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;in mezzo all’erba verde in pieno sole.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Non son barca sbattuta dal vento&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;in mezzo al mare come un filo d’alga:&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;sono leggera e allegra qual barchetta&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;che entri in porto a vela spalancata.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;Su pensamentu miu&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Su pensamentu miu è che su bentu&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;che a bortas bola senza ‘e si firmai,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;mi dumandu timendi aund’araandai&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;cun ungara de prantu e de turmentu.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ma è raru mera su maestrali forti.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;S’in prusesti gentili e delicau,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;esti su bentisceddu sospirau&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;chi mi ndi stesia is timorias de morti,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;e mi consola s’animu agitaus.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Porta cun sé is profumus de is froris,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;rasas, violettas, de tott’is coloris,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;ch’ari passendi cun alas toccau.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Esti su bentu chi limpia su mari&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;e is puntas de is montis chi deu biu&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;de sa ventana ‘e sìapposentu miu:&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;mi portara allirghia e fidi impari.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;em&gt;Traduzione&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;Il mio pensiero&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Il mio pensiero è come quel vento&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;che vola e vola senza prender posa,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;mi domando temendo dove andrà&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;con le ondate di pianto e di tormento.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ma il maestrale impetuoso è molto raro.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;E’ per lo più gentile e delicato,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;un venticello spesso sospirato&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;perché allontana i pensieri di morte,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;e mi consola l’animo agitato.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Porta con se il profumo dei fiori,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;rose, violette, di tutti i colori&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;che con le ali passando ha sfiorato.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;E’ quel vento che fa nitido il mare&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;e le punte dei monti che io vedo&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;dalla finestra della stanza&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;mi porta assieme letizia e fede.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;17/1/1972&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;Su picciocheddu e crobi&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;S’in prus aintru ‘e sa crobi sutterrau&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;in tres o quattru&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;partis&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;partis pinnicau,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;chi ti pari chi siara unu fangottu,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;ma poi du bis in qattru e quattr’ottu &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;pesai derettu comenti unu sordau,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;e su piccioccu e crobi è presentau.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;E’ puru presnentau beni gioghendi&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;a pincareddu is perdas spingendi,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;pighendisi su soli schina a muru,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;gioghendi in s’acqua peis in su luru,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;e cun sa bucca e is ogus arriendi,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;meris e serbiroras cugliunendi.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;E’ filosofu senza de studiai,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;e is problemas risolviri in pappai.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Pani, casu, nuxedda, figu frisca&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;cun pagu soddus, pisca su chi pisca.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Arribusca su mellus chi arribusca,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;no timi ne s’istari, ne sa musca,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;si spassiara a da biri camminai&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;a sua de is cambas, poi de fai bolai.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ne in s’ierru timi sa frirura&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;si sulara a sua ‘e is dirus s’attura,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;mesu nuu o a dus o tres gipponis,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;o una giacchetta finzasa garronis.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;De sa crobi non si osi separai;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;sa crobi di onora a pappai,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;desti chi a su notaiu su papperi&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;che su pinnacciu a su carabinieri.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Desti paracqua po d’arriparai &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;a ombrellinu po no si scallai,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;dasti cavagna d’estizzurrara;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;da porta prena, veni carrigara&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;a lussu mariscaddu ch’è sighendi&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;da conca a paris castiendi a domamdendi&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;si aressi ticu bonu po pagai,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;si no sa crobi fairi arrumbiai,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;a calincuna frutta arrumbulara&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;in sa busciacca ar’a benni accuara.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Piccioccheddu abituau a degna bentu&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;scriri aguantai sa sorti a su momentu.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;In cuscus tempus de gherra s’è scazzau:&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;a biu chi non c’è nudda a guadangiai&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;chi rogna meri scrivi carrigai.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;E sapressiu, aundi s’è accuau?&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ma candu s’abbundanzia ar’a torrai &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;e is provvistas s’ant’a torra a fai&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;d’ appu a intendi ancora arricchittendi:&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;“bregungia su Signori carrighendi!”&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;“Pighiri a mei a mei, sa mariscedda”&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;sonandi in sa busciacca s’arriadeddu,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;“pighiri a mei a mei, sa meriscedda”.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Sonendi in sa busciacca sa buscedda.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Piccioccheddu abituau a dogna bentu&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Scriri agguantai sa sorti a su momentu.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;em&gt;Traduzione&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;Ragazzo con la cesta in testa&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Per lo più dentro la cesta è nascosto&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;in tre o quattro parti ripiegato così che ti pare sia un fagotto&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;ma poi lo vedi in quattro e quattr’otto.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Levarsi dritto come un soldato,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;ed “il ragazzo con la cesta” è presentato.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Eppur giocando va presentato&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;a rimbalzazzo spingendo la pietra&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;prendendosi il sole appoggiato al muro,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;giocando nell’acqua coi piedi nel fango,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;sorridendo con gli occhi e con la bocca&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;urlando a domestiche e padroni.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;E’ filosofo senza avere fatto studi&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;e i problemi risolve nel mangiare&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;pane, formaggio, nocciole, fichi neri&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;con pochi soldi, pesca quel che pesca.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Busca meglio che busca&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Non teme ne l’estate, ne le mosche,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;si diverte a vederle camminare&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;sulle gambe, fino a farle volare.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Non teme nell’inverno il freddo,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: left;"&gt;si soffia sulle dita e se ne resta &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;a capo mezzo nudo con due o tre giubbe&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;o con un giubbone fino ai piedi.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Non si vuol separare dalla cesta,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;perché la cesta gli dà da mangiare,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;gli è come la carta al Notaio,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;come il pennacchio al carabiniere.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Gli è paracqua per ripararlo,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;ombrellino per il sole,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;gli è sporta, gli è tetto;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;la porta piena ben carica&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;a quel padroncino che segue&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;guardandolo dalla testa ai piedi chiedendosi&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;se sarà un buon pagatore&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;se no farà cadere la cesta,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;e qualche frutta caduta farà scivolare&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;nella tasca sarà ben nascosta.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ragazzo abituato a ogni vento&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;sa &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;afferrare dalla sorte il buon momento.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;In questi tempi di guerra è sparito&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;visto che non trova modo di guadagnare&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;perché ogni padrone sa caricare la merce da se.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;E’ sparito dove s’è nascosto?&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ma quando ritornerà l’abbondanza&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;e le provviste si rifaranno nuovamente&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;lo sentirò ripetere ancora:&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;“Che vergogna il signore che si carica la merce”&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;“Prenda me, prenda me padroncino”&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;facendo suonare nella tasca i centesimi:&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;“Prenda me, prenda me padroncino”&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;facendo suonare dalle tasche le nocciole&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ragazzino abituato a tutti i venti&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;sa bene afferrare la sorte del momento.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5433263727655844608-1037146340705047253?l=bollettario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bollettario.blogspot.com/feeds/1037146340705047253/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5433263727655844608&amp;postID=1037146340705047253' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5433263727655844608/posts/default/1037146340705047253'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5433263727655844608/posts/default/1037146340705047253'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bollettario.blogspot.com/2010/05/teresa-mundula.html' title='Teresa Mundula'/><author><name>Nadia Cavalera</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_eSw50akOz94/SmShLpi2riI/AAAAAAAACF8/SY3d6_k3Bes/S220/P7180384.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5433263727655844608.post-4323439689093165516</id><published>2010-05-01T06:53:00.000-07:00</published><updated>2010-10-13T00:27:39.662-07:00</updated><title type='text'>Leandro Muoni</title><content type='html'>&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Leandro Muoni, napoletano di nascita e sardo d’adozione, dove si è laureato in Lettere moderne e, successivamente, perfezionato in Storia dell’Arte. Insegnante nel Liceo scientifico “Pacinotti” di Cagliari, ha pubblicato, tra l’altro: “Prospettive di Sardegna attraverso la letteratura” 1980, “Un carosello storico ovvero il destino mascherato” 1982, “Musicisti” 1985, “Poesie marine e karalitane” 1989 ed altre opere. E’ stato fra i vincitori del Premio di Poesia “Giovanni Corona” e fra gli otto finalisti al Concorso nazionale di Poesia e Musica “Città di Como”.E’ fra i fondatoridell’Associazione Nuovi Scrittori Sardi, di cui è stato il Presidente. Collabora alla Pagina culturale del quotidiano La nuova Sardegna e a varie riviste di cultura regionali e nazionali.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: left;"&gt;Tre Poesie&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;da &lt;strong&gt;Poesie marine e karalitane&lt;/strong&gt; 1989&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;Don Giovanni in laguna&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Catene di ferro sul mare&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;alla Scaffa&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;catene a morto&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;sopra il pescoso specchio:&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;fermate&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;sinistro quel barbaro che viene&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;saracinante! Poi&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;di Pisa e Genova &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;atrabile la lotta&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;di spalle&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;inferta, ammenta!&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Già postuma&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;un’ombra ispanica&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;s’aggira a Santa lagunare&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Igia&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;di quell’aruspice&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;fantasma&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;d’amaro amore supplice:&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;un Don Giovanni sandalo&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;insuliota…Arde&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;la morte forcipe&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;sulla laguna spenta. La donna&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;“sardisca” è&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;L’Oblio.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;Polena – Syrena&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Strame latte sudore&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;linfa miele vapore&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;sangue rugiada stupore&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;furore apocalisse silenzio.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Al grande sguardo&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Sosta immaginaria di Giacomo Leopardi&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;sopra la spianata di San Rèmy&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Bello di mole silenziosa&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;l’altero palazzo distende&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;nell’aria una quinta allo sguardo&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;quasi nube scolpita&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;del cielo che intorno spalanca&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;l’aperto orizzonte.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Laguna di acque&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;cornice&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;leggera dei monti lontani.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Sta la pupilla in cima&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;ad un acrocoro monumentale&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;tenue nel baricentro alato&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;dove l’arco di marmo&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;s’adombra.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ma davanti&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;alla giusta misura del piano&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;più gentile s’invoglia&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;e devoto a una palma&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;l’italico pino.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Qui l’angolo mite&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;d’azzurro&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;l’”io guardo” riposa&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;e al contatto d’amore.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Poi un brivido lungo&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;m’incute&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;nel sole cieco meridiano&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;il grande visus non&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;riparatore&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;sempre che al ciglio dei pensieri&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;fitti&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;dirama un vento eterno&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;quelle foglie. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5433263727655844608-4323439689093165516?l=bollettario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bollettario.blogspot.com/feeds/4323439689093165516/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5433263727655844608&amp;postID=4323439689093165516' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5433263727655844608/posts/default/4323439689093165516'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5433263727655844608/posts/default/4323439689093165516'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bollettario.blogspot.com/2010/05/leandro-muoni.html' title='Leandro Muoni'/><author><name>Nadia Cavalera</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_eSw50akOz94/SmShLpi2riI/AAAAAAAACF8/SY3d6_k3Bes/S220/P7180384.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5433263727655844608.post-2464590926701008274</id><published>2010-05-01T06:52:00.000-07:00</published><updated>2010-10-13T00:27:13.481-07:00</updated><title type='text'>Piero Pischedda</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Piero Pischedda nasce all’isola di &lt;personname productid="La Maddalena" w:st="on"&gt;La Maddalena&lt;/personname&gt; il 5 febbraio del 1919, da una famigli nobile di Tempio Pausania, parente del grande Poeta dell’800, dell’omonima cittadina gallurese, Gavino Pes. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Dopo gli studi ginnasiali, trasferitosi a Cagliari con sua moglie, Nina Perrone di La Maddalena (parente del prosatore di piazza Gavino Contini), si laurea in Lettere antiche con una tesi sul Morgante Maggiore di Luigi Pulci che, inviata per scherzo alla romana Accademia dei Lincei, riceve l’ambito riconoscimento quale primo sardo – il secondo è l’Archeologo Giovanni Lilliu. Fin da giovane scrive Poesie che pubblica su riviste letterarie nazionali. Con un gruppo di Poeti sardi, durante gli studi universitari viene a contatto col Poeta futurista Filippo Tommaso Marinetti a cui dedicherà, con lo stesso gruppo di Poeti e Pittori sardi, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;l’Aereopoema futurista&lt;/i&gt;. Quando, nei primi anni cinquanta, l’Associazione “Amici del libro” si trasferisce da Carbonia a Cagliari (presso la sala del Municipio nel Largo Carlo Felice), il Presidente Nicola Valle lo vuole accanto a sé come Vicepresidente, medesima carica ricoperta in contemporanea dalla Scultrice Anna Cabras Brundo. La sua passione per gli autori classici latini e per quelli stilnovisti lo porteranno a contattare &lt;personname productid="la Societ￠ Editrice" w:st="on"&gt;&lt;personname productid="la Societ￠" w:st="on"&gt;la Società&lt;/personname&gt; Editrice&lt;/personname&gt; Dante Alighieri e ad organizzare presso gli “Amici del libro” le “Lecturae Dantis”. Risale al 1954 la prima raccolta “Trasmigrazione”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Sue Poesie, oltreché sui volumi pubblicati si trovano su riviste letterarie come “Il Convegno”, “Ausonia” e nel libro blu della Poesia italiana, che pubblicava lo scomparso politico Giovanni Spadolini.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: left;"&gt;Tre Poesie&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Da “&lt;strong&gt;Trasmigrazione&lt;/strong&gt;” 1954&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;Quando viene la madre&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Quando viene &lt;personname productid="la Madre" w:st="on"&gt;la Madre&lt;/personname&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;a trovare il figliolo lontano&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;ogni cosa&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;ha una luce bella&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;e tutto risplende&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;con gli occhi d’entrambi.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Mia madre è arrivata!&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;La mia dolce Mamma!&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Me l’ho sentita vicina&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;come non mai&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;ed ho rivissuto con Lei&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;anche lo sconosciuto:&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;ho visto la sua vita&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;e la mia&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;e mi sono sentito&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;buono come un pane&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;bello come un Dio&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;meraviglioso come un genio.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Quel che sentivo&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;erano i suoi sogni.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Da “&lt;strong&gt;Fermentazione&lt;/strong&gt;” 1986&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;Ad occhi chiusi&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Chiusi ho gli occhi&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;e sono come l’acqua lacustre&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;stupita al silenzio lunare.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Fra festoni rossi e bleu&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;dalle vene e dalle arterie,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;alla luce gialla di grossi gangli,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;fra le arcate bianche delle ossa,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;danza il sangue&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;memore di motivi ancestrali:&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;nella mente assonnata&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;vagano visi incerti&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;e sboccia un sogno pallido&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;come sole del polo.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;Colloquio fra ombre&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Non giorno né notte&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;terreni&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;avvicendano il colloquio&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;con le ombre:&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;slacciati dal corpo&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;sappiamo&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;soltanto misure eteree&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;e diciamo&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;temi e parole&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;senza catene.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Le ombre amano&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;la logica libera,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;bandiscono i dogmi,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;non conoscono&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;barriere e confini,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;non hanno l’oscurità&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;degli uomini.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Se il corpo parla e gesticola&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;solo &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;non ridete:&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;aiuta l’anima ad inserirsi&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;in un colloquio fra ombre.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5433263727655844608-2464590926701008274?l=bollettario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bollettario.blogspot.com/feeds/2464590926701008274/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5433263727655844608&amp;postID=2464590926701008274' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5433263727655844608/posts/default/2464590926701008274'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5433263727655844608/posts/default/2464590926701008274'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bollettario.blogspot.com/2010/05/piero-pischedda.html' title='Piero Pischedda'/><author><name>Nadia Cavalera</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' 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impresa ha avuto per il suo traduttore, sia egli o ella poeta di suo, o intellettuale intenzionato ad offrire un servizio alla propria cultura di appartenenza.&lt;br /&gt;Nel caso di Americanata, della poetessa di New Orleans, Marie Donna Lancaster, realizzata da Nadia Cavalera, oltre i problemi d’ordine pratico e teorico, connessi alla resa di un testo dentro e fuori i sistemi normativi che lo governano, conviene, dunque, chiedersi, come recensore del volume, cosa abbia rappresentato per la traduttrice venire a contatto con questa autrice americana, in termini sia di scelta sia di qualità dell’ interazione poetica.&lt;br /&gt;Il libro offre diversi immediati spunti di apprezzamento come contatto visivo e tattile e predispone a pregustarlo: ha uno stile “vintage”, con il dorsetto corto che rimanda al formato degli inserti o supplementi delle riviste anni ’40-’50, una copertina lucidissima rosso sangue che appaga l’aspettativa di passione ed inquietudine. Da questa immersione tonale emergono infine il nome dell’autrice ed il titolo del libro, in grassetto nero.&lt;br /&gt;La raccolta mostra in copertina l’immagine quasi in silhouette di una donna in abiti scuri, con guanti e cappello piumato, calato sulla fronte a adombrare gli occhi e mettere in evidenza la forma delle labbra ben disegnate. La figura femminile ha il braccio appoggiato, come su un bancone di bar, e mantiene una posa col mento sulla mano, simile a quelle delle dive dei film americani degli anni ’50. L’immagine sfocata lascia spazio ad ipotesi sull’identità della modella e suggerisce un’identificazione plausibile della traduttrice con questa sofisticata ed emancipata immagine di donna americana. Ma andando oltre l’aspetto squisitamente estetico, cosa rende questa traduzione davvero speciale? Perché Nadia Cavalera ha scelto di tradurre Marie Donna Lancaster? Morta a New Orleans nel 1993, in un incendio, a Marie Donna Lancaster, informa il libro nell’ultima pagina del volume subito sotto all’indice, non sopravvive nulla, oltre a queste 31 poesie. La struttura conferita al volume di poesia, che si avvale del testo a fronte, lascia figurare che questi versi, salvati da un fuoco divampante e letale per la loro fantomatica autrice, sia stato quasi miracolosamente consegnato in forma di manoscritto a Nadia non solo come editrice di Bollettario, ma come loro futura traduttrice. Fare conoscere questa voce al mondo, portarla fuori dalla morte in un altrove anche culturale, ha il sapore di una missione, come se Cavalera ne avesse accolto un SOS.&lt;br /&gt;La peculiarità di quest’interazione è che Nadia Cavalera traduce se stessa, in quanto Marie Donna Lancaster non è altro che un suo pseudonimo. Ovvero, è molto più di uno pseudonimo, essendo una sorta di alter-ego. Usare uno pseudonimo è stratagemma non inedito in poesia, anzi l’uso dello pseudonimo maschile era in auge in Inghilterra ed in Francia nel Settecento ed Ottocento in epoche in cui diverse donne scrittrici, come George Sand o le Brontë, preferirono non esporre la propria opera al rischio d’incontrare il pregiudizio di critici e lettori. Nemmeno è nuovo l’espediente della pseudo-traduzione, anzi correnti letterarie e stili si sono mossi attraverso l’Europa grazie a questa pratica.&lt;br /&gt;Ma in Americanata, che informa essere per la cura e traduzione di Cavalera, a ben vedere non siamo di fronte né a l’una né all’altra problematica: da autrice contemporanea, Cavalera non ha bisogno né di usare uno pseudonimo maschile, o voce travestita, per agevolare la pubblicazione della propria opera e sviare la critica maschilista – anzi, come Virginia Woolf, se l’autopubblica nella propria casa editrice – né ci mette di fronte ad una pseudo-traduzione, sicché il testo nasce nello spirito del suo tempo e ne rispecchia le tendenze postmoderniste.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’artificio dell’opera si addensa nell’ordine del testo a fronte che è invertito, suggerendo la dipendenza del testo in lingua italiana da quello in lingua inglese. Cavalera, che traduce se stessa come altra da sé, colloca questa maschera solo nominalmente altrove, è anzi vi si ricongiunge direi ludicamente, perché caduta la necessità sociale ed epocale del nascondimento, stabilisce tramite il diaframma della traduzione un rapporto per interposta persona con l’unicità del proprio testo di partenza, rivolgendo apparentemente all’esterno lo sguardo che la poesia lirica volge solitamente al proprio interno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In tal senso, Americanata mi sembra privilegi per presa di posizione più le ragioni dell’espediente formale che quelle della propria voce lirica. Cosa accede quando l’identità dell’Io fittizio offre all’autore dell’opera in questione un’occasione per riformula la propria? La conseguenza è che la voce poetica di Cavalera e dei testi che articola possono essere intesi come sottoposti a fini sdoppiamenti, coerentemente a ciò che ha appunto luogo nella prassi traduttiva. Come in ambito traduttologico, queste dinamiche e queste priorità originano tutt’altro che spontaneamente dalla “contemplazione” della scrittura, delle tematiche, della biografia di un Altro da sé. E bisogna aver fiducia nell’incitamento che emerge dal verso che Cavalera cita dal manoscritto di questa poetessa americana visionaria, arsa del proprio fervore: “Vai, libro sordo-muto” (“Go, deaf-mute book”:M.D.L).&lt;br /&gt;Un successivo spunto d’interesse è, infatti, offerto dal ricorrere, in ogni segmento, del refrain, “erano spinti da fervore religioso”, non necessitante alcun altro commento in questa economia di fuochi ed esecuzioni capitali, che si imbatte a p. 41 in due lapidarie affermazioni, le quali si evidenziano per il loro indubitabile rigore logico, come a disciplinare il senso del poemetto, due frasi enunciate in netto contrasto con l’apparente illogica logorrea di tipo rosselliano o campaniano del poemetto: “oltre al mio gusto per la contraddizione”, e “dell’energia politica che fuor dalla mezzanotte del nono mese / potrebbe / risultare / necessaria.” (p. 41)&lt;br /&gt;Per concludere, è opportuno uno sguardo al volume nella sua traduzione inglese: la tensione di Cavalera verso il valore anche linguistico formale di questa impresa convince in entrambe le lingue. Tale formalismo (traduttologico) si attua, appunto, tramite la ristrutturazione fedele ma anche creativa dell’impianto estetico-formale del testo di partenza in Italiano. L’intimità con i testi di arrivo e partenza, conferita dall’essere al contempo autrice e traduttrice del volume, non preclude, anzi agevola l’accettazione della distanza di cui parlavo in apertura, dando un taglio metaforico al cordone ombelicale che lega il poeta ai propri versi, proprio in ragione di questa opera di negoziazione e spostamento linguistico. Auto-traduzione, dunque, come compresenza di due momenti distinti, e pur tuttavia interagenti, o, se si preferisce, paradossali della scrittura poetica, che si autoregola, ed autodistanzia in un “altro da sé”, dove, citando un verso di Cavalera, “angosciosamente tutta la notte la maschera stride” (Americanata, p. 41)&lt;br /&gt;E ora, su queste pagine, ulteriormente stimolata sul senso della traduzione poetica, mi viene da immaginare il fantasma della poetessa Marie Donna Lancaster sussurrare all’orecchio della sua traduttrice: “lo senti il fischio dell’alieno”. (p. 57)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Salerno, 21 Marzo 2011&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;﻿DOMANDE CHE ESIGONO RISPOSTE RIGOROSE&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;di &lt;strong&gt;Angela Giuffrida&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;Alla promozione di un dibattito da parte de l’Unità sul silenzio delle donne, avvenuta più di un anno fa, avevo riposto ponendo dieci domande. Il mio contributo, cestinato da l’Unità, è apparso sul sito del Paese delle donne e più tardi su Leggere Donna, la rivista di Luciana Tufani. Il mio intento era di spostare i termini del confronto dal piano indeterminato di un generale ed inspiegabile mutismo al nocciolo duro del problema che rimaneva fuori dalla discussione. Ancora oggi, purtroppo, resta intoccato ed intoccabile dato che gli interrogativi avanzati non hanno sortito risposta alcuna. Li ripropongo, riassumendo il mio intervento di allora, nella speranza che la pressione esercitata dall’aggravarsi della crisi renda le menti più disponibili al confronto. &lt;/div&gt;Secondo me bisogna assicurare una cornice più ampia al problema del silenzio femminile e cominciare a parlare di rifondazione del pensiero tout court. Certo ci sono periodi in cui l’arroganza del potere si manifesta in tutta la sua sfrontatezza, senza veli che la addolciscano, ma non per questo bisogna dimenticare che il potere maschile è sinonimo di dominio e che le comunità androcentriche sono ovunque organizzazioni della dominanza se è vero, com’è vero, che sulla gratuità del lavoro di cura affondano universalmente e pervicacemente le loro fondamenta. La questione femminile non è un’”anomalia” solo italiana. Per la verità sull’azzeramento del punto di vista delle donne, quindi sulla negazione di un pensiero autonomo femminile, gli uomini hanno fondato le loro società palesemente autistiche, e ancora oggi in tutto il mondo, anche nelle nazioni che ci sembrano più democratiche in quanto prevedono un maggior numero di donne nei luoghi del potere, nessuna donna è veramente soggetto né mai lo sarà finché continuerà a guardare il mondo dalla fessura attraverso cui il maschio umano lo guarda. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inseguendo dati singoli che richiamano il loro opposto, gli uomini polarizzano la realtà che risulta in tal modo atomizzata e conflittuale, in nulla rispondente alla realtà di fatto, soprattutto a quella vivente che si è costituita e si mantiene in essere grazie ad intricatissime ed insolubili connessioni. Questo è l’approccio cognitivo maschile ed è un modo indubitabilmente inadatto a gestire il mondo razionalmente: l’universale disumanizzazione, l’irrazionalità divenuta sistema di vita costituiscono la prova provata delle superiori affermazioni; stando così le cose, se continuiamo a muoverci all’interno di tale parzialissima e poco veritiera rappresentazione del reale neanche a noi è dato elaborare una nuova idea di potere, di politica, di democrazia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma le donne in genere stazionano dentro il pensiero maschile di cui continuano ad utilizzare gli scellerati meccanismi. La tendenza ad affrontare separatamente i problemi si evince nel dibattito in questione che si dipana attorno a temi non comprensibili se decontestualizzati; ad esempio l’afasia del nostro genere va collocata nell’universale afasia che impedisce a donne e uomini nel mondo di elaborare pensiero atto a muovere razionalmente le azioni della specie (in questo senso bisogna intendere il silenzio: le parole sono mute se non riescono a rivoluzionare l’esistente). Anche la questione femminile non potrà essere compresa appieno, e quindi superata, finché non sarà chiaro che è solo la punta di diamante di un generale misconoscimento della natura del vivente umano, maschio o femmina che sia, considerato come tutti gli altri viventi “cosa” tra le cose, puro mezzo per soddisfare bisogni altrui. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parimenti la divisione delle donne in movimenti, gruppi, associazioni autoreferenziali, tra loro non o poco comunicanti, rispecchia la separatezza endemica nel paesaggio cognitivo maschile e l’acquisizione inconscia dell’idea maschile di conflitto come opposizione escludente – sottolineata peraltro criticamente dal femminismo - che situa l’altra/o nel ruolo di nemico, impedendo qualsiasi confronto costruttivo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io credo che i caratteristici tratti di chiusura e rigidità tipici della mente maschile inducano tutti gli uomini, non solo italiani, ad escludere la diversità e a prevedere al massimo l’omologazione che produce la neutralizzazione delle differenze, cosa che il pensiero politico femminista non ha mancato di osservare, rilevando che non sono possibili emendamenti. Ciononostante le donne rimangono in genere nell’alveo del pensiero maschile e perciò continuano a rifiutare un salutare confronto, soprattutto con un pensiero come il mio che imprime al cammino della specie una svolta di 360° . Certo le idee rivoluzionarie sono destabilizzanti, perciò fanno paura, ma se davvero si desidera una società civile e giusta bisogna per forza rivoluzionare l’esistente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per riannodare i fili di una rivoluzione pericolosamente interrotta, come fa notare Lidia Ravera, per non continuare a girare a vuoto, disperdendo tempo ed energie preziose, per non continuare a “lamentarsi, risentirsi, portare rancore” inutilmente, dobbiamo porci alcune domande che esigono risposte rigorose:&lt;br /&gt;- E’ possibile realizzare nel mondo gli ideali di giustizia, uguaglianza e libertà se il fine della politica continua ad essere a tutti i livelli quello maschile, cioè il conseguimento del potere? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Il raggiungimento di tali nobili ideali non comporta che gli individui umani in tutta la loro concretezza e diversità occupino il centro e che il fine politico sia assicurare a ciascuno di loro non solo la sopravvivenza, ma l’evoluzione ed una buona qualità della vita? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Per fare ciò non occorre cambiare radicalmente il punto di vista politico, trasferendolo dal ristretto campo del bisogno maschile di potere al vivente umano tutto intero (non importa se femmina o maschio) e ai suoi bisogni ineludibili in quanto vivente e in quanto umano? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Per farne il centro dell’azione politica non è necessaria una visione affatto diversa dell’essere umano, non più cosa tra le cose, “statua di terra” come diceva Cartesio, puro mezzo per soddisfare bisogni altrui, ma soggetto responsabile della crescita sua e della sua specie, nel rispetto delle altre che rendono possibile la vita sul pianeta? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Come mai noi donne abbiamo in genere tanta difficoltà a riconoscere di essere il soggetto deputato a tale rivoluzionario cambiamento? Da sempre siamo noi a costruire l’organismo umano perciò lo conosciamo; poiché da sempre ce ne curiamo sappiamo che cosa gli serve per vivere ed evolversi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Come mai tardiamo a riconoscere ed affermare con determinazione che siamo noi l’autorità in materia di viventi?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Perché mai tardiamo a prendere atto che la guerra senza quartiere dichiarata dagli uomini alla vita in tutto il mondo (basti pensare alle cifre iperboliche destinate agli armamenti, a fronte dell’inspiegabile limitatezza di quelle destinate alla vita, ed alle irrazionali uccisioni di donne, bambine/i, ma anche uomini innocenti) rivela una abissale carenza di conoscenze nel campo del vivente dovuta presumibilmente al fatto che essi non protraggono la vita e non se ne curano?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Perché ci riesce difficile capire che il disprezzo maschile per i corpi viventi e i loro bisogni, per le donne e le attività di riproduzione e di cura costituisce un serio ostacolo al mantenimento della vita sulla terra?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Per quale motivo esitiamo a riconoscere che solo una mente capace di abbracciare la vita nella sua reale complessità può governare un mondo di viventi e che questa mente è la nostra?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- E infine, è davvero così difficile comprendere che fare appelli, scendere in piazza, manifestare e contarci non serve a niente se non sarà ristabilita la verità e cioè la centralità della donna? &lt;br /&gt;Dalle risposte a queste domande dipende, io credo, la possibilità di superare l’inquietante mutismo di donne e uomini e avviare un confronto serrato e proficuo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Per un’allegoria differenziale nella pittura di Giacomo Cuttone &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;di &lt;strong&gt;Antonino Contiliano &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&amp;nbsp;«L’analisi del pensiero è sempre allegorica in rapporto al &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;discorso che utilizza. Il suo problema è infallibilmente questo:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;che cosa si diceva in ciò che effettivamente veniva detto?»&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;Michel Foucault (&lt;em&gt;L’archeologia del sapere&lt;/em&gt;, 1969)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: right;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Il tempo non è mai, e solo, sviluppo rettilineo senza retroazioni. Tra continuità, fratture e ritorni è come l’acqua di un fiume in discesa e turbolenta. Una corrente che, incontrando ostacoli o altre deviazioni che turbano l’andare liscio, forma dei vortici obbligando il percorso a dei zigzag che mescolano discesa e risalita. Discontinuità e continuità si combinano in un intreccio complementare, e senza escludere le variazioni del caso dovute al contesto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Basterebbe pensare alle forme dei diversi paradigmi che hanno caratterizzato lo stile di ricerca e realizzazione sia nel campo scientifico-filosofico quanto in quello artistico vero e proprio per quanto riguarda l’infinito e il problema del suo continuum; lì cioè dove si lavora secondo la convinzione che la “natura non fa salti” e si applica il modello conoscitivo-operativo della gradualità. È l’innesto finito che, nella ricerca scientifica sofisticata delle particelle o delle onde quantizzate, richiude la forma sfrangiata allorquando il metodo delle equazioni differenziali e della “rinormalizzazione” riassetta gli strappi che avevano bucato il fronte della formalizzazione acquisita. Analogo, secondo noi, è il procedimento che corre nelle forme sperimentate/li dell’arte contemporanea che guarda le cose da altri punti di vista rispetto al dato, e prospetta altri schemi organizzativi per chiudere in un quadro la forma ipotizzata dall’artista. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fluttuazioni e flussi ritrovano così il loro riequilibrio instabile grazie ad una nuova organizzazione formale. Niels Bohr ricordava che “siamo a tal punto prigionieri del linguaggio che ogni tentativo di formalizzare un’intuizione è un gioco di parole”. Nel mondo dell’arte, parafrasando, analogamente, si può dire che l’intuizione del pittore trova corpo nella raffigurazione pittorica ricombinando i semi del linguaggio artistico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il problema della ‘forma’ cioè ritorna forte e pregnante, sebbene alla luce delle necessarie e contingenti innovazioni e delle tras-formazioni ritenute obbligate dalla scienza e dall’arte per trovare risposte e azioni non omologanti e stagnanti, se non si vuole perdere l’ascolto con il tempo vissuto e immaginato anche verso il futuro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così è anche per/nel mondo dell’arte contemporanea. Così travagliata dalla sperimentazione accelerata, e fino agli estremi dell’informale, dell’informe e della realtà virtuale del digitale elettronico, la ricerca della forma nell’arte, infatti, come quella dei campi del fantastico bestiario quanto-relativistico e dei vortici ‘caotici’, non cessa di porsi come il mediatore ineludibile. Perché, in ogni modo, arte e scienza hanno una stretta parentela in ciò per cui danno volto alle cose visibili e invisibili: la forma/figura organizzativa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il raffigurato visualizza allora il mondo organizzato e/o ri/organizzato in/per schemi. Dalle immagini più corpose ai diagrammi più astratti o alle stesse equazioni algebriche più astratte, e rese visibili in forme aritmo-geometriche, oggi, grazie alla grafica compiuterizzata, anche in tracciati osservabili e colorati, le forme determinate giocano il loro ruolo di mediatori. Ma in alcuni luoghi e tendenze dell’estetizzazione spettacolarizzata, la forma è tutto; e ciò, ottundendo la necessaria divaricazione che ci deve essere tra l’autonomia (non “purezza”) dell’arte e lo spaccio ideologizzante, non aiuta a distinguere tra la figura e il raffigurato, specie se l’immaginario si identifica con il digitale/sintetico senza doppio fondo. I segni non ci dicono più di nessuno scarto e distanza. Il “fantasma” dell’idea, del pensato, sentito, immaginato e virtuale, fa tutt’uno con la realtà, mentre la comunicazione mediatica si fa carico di trasformarne l’ideologia da progettualità in astrazione indifferenziata di vissuti reali pacificati. Stati d’esser-ci che, accompagnati da atteggiamenti e comportamenti relativi coerenti, veicolano solo consensi conciliativi con il mondo dell’amministrazione organicamente meccanica. Persino all’arte (in genere), che si alimenta di soggettivazioni immerse nelle dissimmetrie delle cose e della molteplicità delle relazioni, si chiede di abbandonare il suo senso di scarto e di dissenso tra le forme, l’anti-pre-formale e il sopraindividuale, e che tuttavia trascende dalla stessa contingenza in cui si concretizzano gli eventi. Come dire che l’universo del discorso della letteratura, della poesia e dell’arte lascia perdere la sua funzione anche di critica politico-culturale per farsi mediatrice di consenso acquiescente annegando il conflitto e il divorzio tra parole, immagini e le cose. Il nuovo “sublime”, questa fase dell’evoluzione, che il mercato unificato della produzione immateriale predica e pratica come res naturale dell’ordine del discorso. Abolito il conflitto tra gli eterogenei e gli stessi luoghi della differenza tra la forma socio-politica realizzata e lo slancio utopico dell’arte, ed espulse persino le etero-topie, non rimarrebbe che l’inerzia e il lasciarsi vivere dal fine-storia. Così lo stesso ordine simbolico (e proprio) del linguaggio pittorico, più esposto al consenso consumistico per l’impatto immediato delle forme-immagini, sembra mediare più simulacri (senza rimandi) che immaginazione protesa verso l’attrito con gli eventi concreti dell’assicurazione e della gratificazione acritica. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è però ancora chi, nel mondo degli artisti (lontano dalla pubblicità mercantile e dei riflettori degli sponsor di moda), come il pittore siciliano Giacomo Cuttone opera anche in modo differente e contro-tendenza: dipinge, fa grafica, incisioni e chine con l’agire dei colori e degli schemi dell’altrimenti dell’allegoria. Come dire che la sua arte è connotata dagli scarti dell’allegoria (dipingere/dire-altrimenti) del differenziale delle diseguaglianze; per cui un certo ordine del discorso (simbolico), specie se ha a che fare con le forme del diritto e della politica, non assorbe interamente il reale socio-culturale e le altre variabili. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci piace, così, qualificare questa allegoria pittorica dell’artista Giacomo Cuttone come un’allegoria del differenziale artistico, in quanto ratio che – diversamente da quanto accade nel caso del classico “calcolo differenziale” del sapere deterministico classico e omogeneizzante – non rinormalizza le equazioni disturbate dall’eteros, ma utilizza il differenziale come campo pittorico di sperimentazione storico-materiale perché emerga l’eteros, e perché l’eteros si strutturi in forme composite per affermare il suo diritto di essere voce ed esistenza altra, ma egualmente vita da vivere fuori il condominio dell’omologazione forzata. L’opera “Transgender (50x50 acrilico su tela)”, da questo punto di vista, ci sembra una delle più eloquenti e riuscita. La polimorfia è resa con l’impasto delle macchie di colore che timbrano la figura nella sua non-monogama espressione di insopprimibile identità singolare duale (uno-di-due, una identità molteplice o complessa).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;img border="0" height="200" n4="true" src="http://4.bp.blogspot.com/_eSw50akOz94/TSF7-wk50bI/AAAAAAAADYY/RFMrhnrWEhU/s200/Transgender50x50acrilicosutela.jpg" style="margin-left: auto; margin-right: auto;" width="193" /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Transgender&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Le immagini che l’opera pittorica di Cuttone ci offre, secondo chi scrive, non solo hanno una continuità nel lavorio della forma, sempre sottoposta a torsioni geometriche e cromatiche di varia piegatura e sfumature scopiche (sia che impieghi il contrasto nero/bianco o la gamma dello spettro luminoso dei colori), conservano pure e ancora la distanza e lo scarto tra ciò che viene raffigurato e il quid raffigurato. Un quid non dimentico che nel “tra”, come si osserva nel lavorio del piano e delle sagome sottoposti ai continui mutamenti, ci sono le possibilità di altre esplorazioni semantizzanti esteticamente. E ciò perché al nostro pittore preme anche un certo discorso (impegnato) di demistificazione e cura. Egli, infatti, avendo cura ad evitare i facili slittamenti delle retoriche soggettivistiche di moda, smaschera certa alienazione culturale-politica invasiva e omogeneizzante, la quale adombra negativamente l’irruzione delle alterità e delle differenze. Una cura artistica dunque, quella del Cuttone, che cattura a volo l’ombra della negativizzazione all’istante e la rende visibile trasbordandola (dopo averla vagliata e “sverniciata”) sulla tela come un “giudizio riflettente” proiettato sul piano spazializzato del quadro stesso. Come indicava Paul Klee, l’artista siciliano lavora di geometria e pennello per rendere visibile l’invisibile. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rendere visibile (e demistificare) la copertura dell’ordine discorsivo-simbolico dell’appiattimento, quello spacciato per vero dalle forme dell’ordine del “padrone” e dal suo regime consumistico; è l’invisibile del vero (occultato), che occupa la tensione artistica del nostro pittore siciliano – Giacomo Cuttone –, e di cui la sua produzione è sintomatica, specie quella dell’ultimo periodo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esemplari in quest’ottica sono tutti i lavori del ciclo afgano-talebano, facenti seguito alla guerra contro il terrorismo (addebitato al mondo musulmano) e alle violenze delle guerre cosiddette umanitarie e infinite, nonché scatenate, pure, contro il popolo di colore migrante per fame, povertà, persecuzione o ad altre motivazioni di dominio, potere e controllo dettate dagli assetti della geografia politica del XXI secolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il linguaggio pittorico di Giacomo Cuttone così non abbandona mai la mediazione simbolico-critica e il contatto con la realtà degli eventi, i suoi livelli e le sue lacerazioni; e lì dove molta pittura, con la complicità di molta critica in fuga dai contesti reali, sembra esercitarsi come privilegio dell’in-forme imponderabile, l’artista siciliano invece lavora dentro le trasformazioni segno-simboliche andando a caccia dei sintomi denudanti. È quella direzione sintomatica che ci incammina verso quella forma/immagine dell’innesto che ci piace chiamare dell’allegoria differenziale. E il nostro pittore ci sembra che lo faccia con consapevolezza semantico-politica critica oltre che, e prima di tutto, artistica. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche quando si è provato nella ricerca astratta – come nel caso dell’attacco terroristico (dell’11 settembre 2001) ad alcuni dei simboli più chiari – le Torri, il World Trade Center e il Pentagono – del potere americano –, la figurazione pittorica di Cuttone ha cercato sempre una forma che realizzasse la sottrazione del concreto mascherato in espressività creative rivelatrici, modulando a fondo tinte estetico-conoscitive con cromatismi lirici affidati all’articolazione del/i colore/i o alla geometria viva del classico contrasto bianco-e-nero (ombra/luce). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stesso procedimento, ci sembra, connoti, come già detto (altre volte), le sue note chine talebane. Lavori, quest’ultimi, che nella strutturazione grafica hanno utilizzato anche versi di testi poetici in sintonia, e come ulteriore elemento pittorico sintonico, prima che verbale e sonoro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le chine del nostro pittore, che miscelano poesia e pittura, ci dicono del musulmano visto dall’Occidente, o dell’alieno che si mostra nella sua irriducibilità di cultura, abitudini, comportamenti e relative fogge espositive che lo determinano come l’“Altro”. L’estraneo non assimilabile e sfuggente a certe coordinate del riconoscimento del mondo civilizzato europeo. È il caso (anche) della china dell’occhio del medico talebano medusizzante (dallo sguardo sporgente), e circondato dal bianco/vuoto dell’incavo pupillare appartenente a una paziente con burka (piuttosto intuita e presupposta che appariscente). &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;img border="0" height="143" n4="true" src="http://3.bp.blogspot.com/_eSw50akOz94/TSF7mSmtNRI/AAAAAAAADYU/A7WP4z_UzeA/s200/Il+medico+talebano.jpg" style="margin-left: auto; margin-right: auto;" width="200" /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Il medico talebano&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&lt;span style="font-size: small;"&gt;L’impegno del fare pittorico di Cuttone, che segue il tracciato grafico dei netti chiaroscuri e quello degli intrecci del colore, ora accentuati e ora sfumati, ora tra confini e demarcazioni, è sempre dunque un procedere tagliente e un marcare che, secondo noi, lavora anche nella direzione della dinamica espressionista (e allegorizzante).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un espressionismo, però, la cui soggettività po(i)etica non va confusa con il grido della retorica vaporosa o della lacerazione tutta soggettiva. E qui l’amalgama materico del colore, atto a sottolineare aspettative e conflittualità (non sempre rassicuranti e attanaglianti la nostra epoca), presentifica i drammi dell’erranza dei migranti e dei sans papiers. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono le tele che imbarcano le nostalgie e le attese dei viaggiatori della povertà globale che, clandestini nell’Europa della libera circolazione delle merci e dei capitali, sulle carrette del mare dei trafficanti di esseri umani, o isolati e rinchiusi nei Cei (Centri d’identificazione e espulsione) del mare nel Mediterraneo, cercano un approdo provvisorio mentre vivono con il pensiero e l’anima appesi all’albero del ritorno ad Itaca. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricordiamo che un’opera di questo ciclo – “L’isola non è arrivo 2” – fronteggia la copertina del nostro ultimo libro di poesia (Ero(s)diade/La binaria dell’asiento (2010). Delle altre, in particolare, indichiamo “Con il mare negli occhi”, “Vento triste”, “Orizzonte obliquo”, “Voli di speranza” e “Sognando Itaca”. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;img border="0" height="200" n4="true" src="http://4.bp.blogspot.com/_eSw50akOz94/TSF7KHyEjZI/AAAAAAAADYQ/46Txc_qXROs/s200/VentoTriste200680x80.jpg" style="margin-left: auto; margin-right: auto;" width="198" /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Vento triste&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_eSw50akOz94/TSF7KHyEjZI/AAAAAAAADYQ/46Txc_qXROs/s1600/VentoTriste200680x80.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Giacomo Cuttone è un pittore che lavora l’estetica delle immagini con realismo, crediamo, poetico. Un gesto e un atto di po(i)esis che deroga dalla sintassi dell’omogeneizzazione del consenso, della realtà data e occupata dalla identità delle cose con le immagini di ‘sintesi’. Un fare artistico che si rapporta con un taglio co-est-etico dell’alterazione/dissenso dell’eterotopia – scarto e distanza –, e che, rispetto alla falsa utopia della globalizzazione omologata, misura frontalmente e criticamente la percezione sensibile manipolata dalla sublimazione sedante dei consumi delle immagini d’epoca ideologizzate e sottoposte (pure) all’estetizzazione digitalizzata. Una logica, quest’ultima, perversa cui non sfugge l’archivio dello stesso immaginario, il cui patrimonio si vorrebbe unicamente subordinato a rivisitazioni conciliative con la realtà politico-culturale del presente. Il tempo esistenziale cioè racchiuso nella monotonia del monocorde emozionale spoliticizzato, e che, tuttavia e fortunatamente, non è una rete temporale che ingabbia tutti. Un tempo cioè prevalentemente occupato dal biopotere e dal suo linguaggio fatto di assoluta e infinita fluttuante mercificazione (compresi i desideri, gli affetti e le speranze). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una mercificazione che educa a scambiare i simulacri per verità e la realtà con la felicità istantanea dell’irreale patinato e consumato come magica identificazione allucinogena. Ma l’opera pittorica di Cuttone è controvoce, e i lineamenti complessi delle sue raffigurazioni artistiche ci suggeriscono tutt’altro che un invito all’acquiescenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La tristezza per la partenza dalla propria terra, visualizzata in Vento triste, la nostalgia di L’isola non è arrivo 2 e Sognando Itaca – il ritorno dall’esilio verso casa e i propri affetti – la speranza e l’incertezza che a un tempo si possono leggere nella tela Con il mare negli occhi, sono infatti il controcanto di quella allegoria differenziale che segna il pensiero pittorico degli ultimi suoi lavori. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un neo-espressionismo poetico materiale – ci permettiamo questa accezione categorizzante – è quello che il pittore mette avanti e usa come controcanto e voce di dissenso; una ribellione composta, quanto irrevocabile, dei corpi esposti alle intemperie della storia violentata dai rapporti di forza ineguali. Così le vie, l’andare e il ritornare, di questa testualità grafico-pittorica dell’artista siciliano, che testimonia della realtà dolorosa dei conflitti, sono più che un segno pittorico fine a se stesso. Infatti non rinuncia a scavare fra le rovine del tempo e trovarvi delle soglie che aprono spiragli di altre possibilità semantiche e di valore.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;img border="0" height="199" n4="true" src="http://1.bp.blogspot.com/_eSw50akOz94/TSF61ZhTCnI/AAAAAAAADYM/eIFIxHfmguA/s200/Quarantadifebbre250x50acrilicoegarzasutela.jpg" style="margin-left: auto; margin-right: auto;" width="200" /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Quaranta di febbre&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Sono voci che urlano anche con il silenzio e le pieghe corporee modellate nelle fattezze figurative, il reso visibile. Sono la denuncia della nudità del “re”; il segno inconfondibile di un’azione oppositiva – cui l’arte non può sottrarsi – all’omologazione dei mondi e dei significati che domina il quotidiano del senso comune e gli stili di vita dei cortili di casa tanto cari all’ideologia dominante dell’impoverimento perpetuo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;strong&gt;Biografia&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Giacomo Cuttone nasce a Marsala il 7 gennaio del 1958. Compie gli studi presso il Liceo Artistico e l’Accademia di Belle Arti di Palermo. Partecipa alla vita artistica dal 1972 esponendo, in numerose collettive a Palermo, Mazara del Vallo, Petrosino, Trapani, Marsala, Locogrande, Reggio Calabria, Motta S. Giovanni, Paceco, Vescovato, Siracusa, Alcamo, Castelvetrano-Selinunte, Salemi, Zen/Palermo, Milano, Nova Milanese, Campobello di Mazara-Cave di Cusa, Santhià, Roma, Pisa. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Ha realizzato mostre personali a Petrosino, Marsala, Mazara del Vallo, Racalmuto, Brescia, Novi Ligure, Salerno, Firenze, Paceco.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Ha illustrato diversi libri di poesie e riviste letterarie.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;E’ coautore di Compagni di strada caminando (2003), Ed. Riccardi e ‘Elmotell blues (2007), Navarra Editore; due testi collettivi di poesia a montaggio intersemiotico (con la versione CD-ROM). Negli anni Ottanta, insieme al Poeta Antonino Contiliano, nell’ambito della promozione culturale del Comune di Petrosino, ha dato vita ad una Rassegna d’Arte Contemporanea e ad un Premio di Poesia. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Si sono interessati del suo lavoro i critici: Gonzalo Alvarez Garcia, Giuseppe Biati, Rolando Certa, Antonino Contiliano, Vito Gallo, Umberto Mario Garro, Celeste Giaramidaro, Salvatore Giubilato, Francesca Incandela, Salvatore Maurici, Egidio Mascherini, Italo Perna, Vincenzo Piccione, Luciano Spiazzi, Mario Tumbiolo, Salvatore Vecchio, Attilio L. Vinci, Piero Di Giorgi, Abby Jones, Luciana Argentino, Rosellina Accardi, Liliana Ingenito, Gianni Di Matteo, Franca Alaimo&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Dal 2001 al 2005 è stato componente del C. d. A. dell’Ente Mostra di Pittura del Comune di Petrosino.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Vive a Mazara del Vallo ed è titolare di cattedra di Arte e Immagine nella Scuola Secondaria di I Grado “Giuseppe Grassa”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em; text-align: right;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_eSw50akOz94/TSSocGkPhJI/AAAAAAAADYg/oBM2czWao3g/s1600/foto.bmp" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="150" n4="true" src="http://3.bp.blogspot.com/_eSw50akOz94/TSSocGkPhJI/AAAAAAAADYg/oBM2czWao3g/s200/foto.bmp" style="cursor: move;" unselectable="on" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Giacomo Cuttone&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="separator" style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5433263727655844608-7058558554430307989?l=bollettario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bollettario.blogspot.com/feeds/7058558554430307989/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5433263727655844608&amp;postID=7058558554430307989' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5433263727655844608/posts/default/7058558554430307989'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5433263727655844608/posts/default/7058558554430307989'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bollettario.blogspot.com/2011/01/per-unallegoria-differenziale-nella.html' title='CRITICA'/><author><name>Nadia Cavalera</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_eSw50akOz94/SmShLpi2riI/AAAAAAAACF8/SY3d6_k3Bes/S220/P7180384.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_eSw50akOz94/TSF7-wk50bI/AAAAAAAADYY/RFMrhnrWEhU/s72-c/Transgender50x50acrilicosutela.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5433263727655844608.post-2735619417540579393</id><published>2010-05-01T06:05:00.000-07:00</published><updated>2011-02-09T09:48:02.879-08:00</updated><title type='text'>LIBRI</title><content type='html'>&lt;strong&gt;BUGINI ELENA,&lt;/strong&gt; &lt;em&gt;Franciscanae variationes&lt;/em&gt;, Caletti Editore, 2010 (poesia)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;APRILE PINO, &lt;/strong&gt;&lt;em&gt;Terroni&lt;/em&gt;, Milano, Piemme, 2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;SANGUINETI EDOARDO,&lt;/strong&gt; &lt;em&gt;Varie ed eventuali&lt;/em&gt; (Poesie 1995-2010), Milano, Feltrinelli, 2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;SANGUINETI EDOARDO,&lt;/strong&gt; &lt;em&gt;Cultura e realtà&lt;/em&gt;, Milano, Feltrinelli, 2010&lt;br /&gt;.&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;SANGUINETI EDOARDO,&lt;/strong&gt;&lt;em&gt; Lettere dagli anni cinquanta&lt;/em&gt;, Genova, De Ferrari, 2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;POLICASTRO GILDA,&lt;/strong&gt; &lt;em&gt;Sanguineti&lt;/em&gt;, Palermo, Palumbo, 2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;ALLEVA ANNELISA,&lt;/strong&gt; &lt;em&gt;La casa rotta&lt;/em&gt;, Milano, Jaca Book, 2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;LIBRI ANTICHI E RARI,&lt;/strong&gt; Modena, Libreria Antiquaria Lucia Panini, 2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;CARA DOMENICO, &lt;/strong&gt;&lt;em&gt;Le diagonali della psiche&lt;/em&gt;, Scrittura creativa edizioni, Borgomanero (No), 2010&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;MORI ALBERTO,&lt;/strong&gt; &lt;em&gt;Performate&lt;/em&gt;, Scrittura creativa edizioni, Borgomanero (No), 2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;AUSTRALI ANGELO,&lt;/strong&gt;&amp;nbsp; &lt;em&gt;L'usignolo di provincia&lt;/em&gt;, Mauro Pagliari editore, Firenze, Polistampa, 2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;MASSIMO CASOLI,&lt;/strong&gt; &lt;em&gt;Albe e tramonti d'amore&lt;/em&gt;, Roma, Albatros, 2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;PIETRO PIRO, &lt;/strong&gt;&lt;em&gt;Confino e esilio, &lt;/em&gt;autoproduzione, 2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;ALFONSO MALINCONICO,&lt;/strong&gt; &lt;em&gt;Passione e Morte di Michele Serveto&lt;/em&gt;, Roma, Empiria, 2010 (poesia)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;PINO PASCALI&lt;/strong&gt; (a cura di Anna D'Elia), Milano, Electa , 2010 (saggistica)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;GIGI MONTONATO&lt;/strong&gt;, &lt;em&gt;Per l'Unità d'Italia&lt;/em&gt;, quattro proteste di lealtà nel 150° anniversario, Taurisano, I quaderni del Brogliaccio, 2010 (saggistica)&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;GABRIELLA GENISI,&lt;/strong&gt; &lt;em&gt;La circonferenza delle arance&lt;/em&gt;, Milano, Sonzogno, 2010 (narrativa)&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;.&lt;br /&gt;FRANCESCO RIVERA,&lt;/strong&gt; &lt;em&gt;Custodia di me,&lt;/em&gt; Manduria-Bari-Roma, Lacaita, 2006 (poesia)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;FLAVIO SORRENTINO&lt;/strong&gt;, &lt;em&gt;Lo spazio del sotterraneo nella natrativa francese&lt;/em&gt;, Roma, Armando E. 2010 (saggistica)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;MARINA MINEO&lt;/strong&gt;, &lt;em&gt;Deragliamento&lt;/em&gt;, Napoli, Società Dante Alighieri, 2010 (poesia)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;DANIELE MARIA PEGORARI&lt;/strong&gt;, &lt;em&gt;Les Barisiens&lt;/em&gt;, Bari, Stilo editrice, 2010 (saggistica)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;GIANNI SIMEONE&lt;/strong&gt;, &lt;em&gt;Cosa comunichiamo?&lt;/em&gt;, Il sofisma comunicativo, Roma, Fermenti, 2010 (saggistica)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;GIANNI SIMEONE&lt;/strong&gt;, &lt;em&gt;Quale Salento, quale Puglia?&lt;/em&gt;, Bari, Palomar, 2010 (saggistica)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;PAOLO GENTILUOMO&lt;/strong&gt;, &lt;em&gt;Lo smaltimento&lt;/em&gt;, Roma, Round Robin, 2010 (narrativa)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;GIAN PAOLO ROFFI&lt;/strong&gt;, &lt;em&gt;Poesie sonore 1986-2004&lt;/em&gt;, Edizioni d'arte Felix Feneon, 2009 (poesia)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;VALERIO MEATTINI&lt;/strong&gt;, &lt;em&gt;Sub rosa&lt;/em&gt;, Roma, Albatros, 2010 (poesia)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;LAUREANO ALBAN&lt;/strong&gt;, &lt;em&gt;Gli infiniti crepuscoli&lt;/em&gt;, Pistoia, Edizioni di via del vento, 2010 (poesia)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;ENRICO FAGNANO&lt;/strong&gt;, &lt;em&gt;Alternative&lt;/em&gt;, Napoli, Società Dante Alighieri, 2009 (poesia)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;NICHI VENDOLA&lt;/strong&gt;, &lt;em&gt;Ultimo mare&lt;/em&gt;, San CesarIo di Lecce, Manni, 2005&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;SERENA STEFANI&lt;/strong&gt;, &lt;em&gt;Caverne/cavernes&lt;/em&gt;, Firenze, Gazebo, 2005 (poesia)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;SERENA STEFANI&lt;/strong&gt;, &lt;em&gt;Enfants D'Afrique,&lt;/em&gt; Novi Ligure, Joker, 2009 (poesia)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;ORONZO&amp;nbsp;LIUZZI&lt;/strong&gt;, &lt;em&gt;Io e Caravaggio&lt;/em&gt;, Secop, 2010 (poesia)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5433263727655844608-2735619417540579393?l=bollettario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bollettario.blogspot.com/feeds/2735619417540579393/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5433263727655844608&amp;postID=2735619417540579393' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5433263727655844608/posts/default/2735619417540579393'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5433263727655844608/posts/default/2735619417540579393'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bollettario.blogspot.com/2010/05/libri.html' title='LIBRI'/><author><name>Nadia Cavalera</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_eSw50akOz94/SmShLpi2riI/AAAAAAAACF8/SY3d6_k3Bes/S220/P7180384.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5433263727655844608.post-765663527977460088</id><published>2010-05-01T06:01:00.000-07:00</published><updated>2011-01-23T15:32:43.716-08:00</updated><title type='text'>RIVISTE</title><content type='html'>&lt;strong&gt;CARTEVIVE,&lt;/strong&gt; Anno XXI, n.45, novembre 2010&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;ILFILOROSSO&lt;/strong&gt;, n. 49/2010, luglio-dicembre&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;ANTEREM,&lt;/strong&gt;&amp;nbsp; 81&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;VERSO L'ARTE,&lt;/strong&gt; 5/2010&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;TERRITORI,&lt;/strong&gt; n. 22&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;ARENARIA,&lt;/strong&gt; quattro, ottobre 2010&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;IL VERRI,&lt;/strong&gt; n.43 - giugno 2010&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;ANTEREM&lt;/strong&gt;, n. 80, I semestre 2010&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;VERSO L'ARTE,&lt;/strong&gt; Anno XXVIII, n. 2230, 31&amp;nbsp;luglio 2010&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;PRESENZA TAURISANESE,&lt;/strong&gt; Anno XXVIII, n.7/8, luglio-agosto 2010&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;IL FILOROSSO,&lt;/strong&gt; 48/2010, gennaio-giugno&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;SECONDO TEMPO&lt;/strong&gt;, Libro Trentanovesimo, Napoli, Marcus Edizioni, 2010&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;PRESENZA TAURISANESE&lt;/strong&gt;, Anno XXVIII, n3 (marzo), n. 4 (aprile), n.5 (maggio), n.6 (giugno) 2010&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;VERSO L'ARTE&lt;/strong&gt;, Anno XXVIII, n. 2191, 30 aprile 2010&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;CARTE VIVE&lt;/strong&gt;, dicembre 2009&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;TERRITORI&lt;/strong&gt;, n. 21, settembre-dicembre 2009&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5433263727655844608-765663527977460088?l=bollettario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bollettario.blogspot.com/feeds/765663527977460088/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5433263727655844608&amp;postID=765663527977460088' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5433263727655844608/posts/default/765663527977460088'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5433263727655844608/posts/default/765663527977460088'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bollettario.blogspot.com/2010/05/riviste.html' title='RIVISTE'/><author><name>Nadia Cavalera</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_eSw50akOz94/SmShLpi2riI/AAAAAAAACF8/SY3d6_k3Bes/S220/P7180384.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5433263727655844608.post-3642341033078093987</id><published>2010-01-01T07:55:00.000-08:00</published><updated>2010-05-08T09:18:32.138-07:00</updated><title type='text'>BOLLETTARIO, Anno XXI, n. 61, Gennaio 2010</title><content type='html'>&lt;strong&gt;&lt;em&gt;chiuso in redazione il 30 Aprile 2010&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;FARE POESIA IN SICILIA&lt;/strong&gt;, a cura di Antonino Contiliano&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://bollettario.blogspot.com/2010/01/fare-poesia-in-sicilia-di-antonino.html"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;Fare poesia in Sicilia&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://bollettario.blogspot.com/2010/01/lucio-zinna-con-mario-luzi-palermo-1990.html"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;strong&gt;Lucio Zinna&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;strong&gt; + saggio di A.C.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://bollettario.blogspot.com/2010/01/giovanni-lombardo.html"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;strong&gt;Giovanni Lombardo&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://bollettario.blogspot.com/2010/01/stefano-lanuzza.html"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;strong&gt;Stefano Lanuzza&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://bollettario.blogspot.com/2010/01/mario-grasso.html"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;strong&gt;Mario Grasso&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://bollettario.blogspot.com/2010/01/franca-alaimo.html"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;strong&gt;Franca Alaimo&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://bollettario.blogspot.com/2010/01/rolando-certa.html"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;strong&gt;Rolando Certa&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://bollettario.blogspot.com/2010/01/gianni-diecidue.html"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;strong&gt;Gianni Diecidue&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://bollettario.blogspot.com/2010/01/irene-marusso.html"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;strong&gt;Irene Marusso&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://bollettario.blogspot.com/2010/01/rino-marino.html"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;strong&gt;Rino Marino&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://bollettario.blogspot.com/2010/01/nat-scammacca.html"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;Nat Scammacca&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://bollettario.blogspot.com/2010/01/crescenzio-cane.html"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;Crescenzio Cane &lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://bollettario.blogspot.com/2010/01/esenti-nelle-antologie-storia-dellarte.html"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;Giovanni Commare&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: red;"&gt; + saggio di A.C.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://bollettario.blogspot.com/2010/01/antonino-cremona.html"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;Antonino Cremona &lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://bollettario.blogspot.com/2010/01/carmelo-pirrera.html"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;Carmelo Pirrera &lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://bollettario.blogspot.com/2010/01/gianluca-spitaleri.html"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;Gianluca Spitalieri &lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://bollettario.blogspot.com/2010/01/maria-attanasio.html"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;Maria &lt;/span&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;Attanasio &lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&amp;nbsp;+ saggio di M. A. su Vincenzo Consolo&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://bollettario.blogspot.com/2010/01/giuseppe-addamo.html"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;Giuseppe Addamo &lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://bollettario.blogspot.com/2010/01/apolloni-ignazio-e-nato-palermo-1932.html"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;Ignazio Apolloni &lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://bollettario.blogspot.com/2010/01/giorgia-techer.html"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;Giorgia Stecher&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://bollettario.blogspot.com/2010/01/santo-cali.html"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;Santo Calì&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://bollettario.blogspot.com/2010/01/luca-tumminello.html"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;Luca Tumminello&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://bollettario.blogspot.com/2010/01/aldo-gerbino.html"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;Aldo Gerbino&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://bollettario.blogspot.com/2010/01/dino-derice.html"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;Dino D'Erice&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://bollettario.blogspot.com/2010/01/emanuele-schembari.html"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;Emanuele Schembari&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://bollettario.blogspot.com/2010/01/tommaso-romano.html"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;Tommaso Romano&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://bollettario.blogspot.com/2010/01/stefano-vilardo.html"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;Stefano Vilardo&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://bollettario.blogspot.com/2010/01/giuseppe-zagarrio.html"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;Giuseppe Zagarrio&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://bollettario.blogspot.com/2010/01/nicola-di-maio.html"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;Nicola Di Maio&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://bollettario.blogspot.com/2010/02/gaetano-testa.html"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;Gaetano Testa&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://bollettario.blogspot.com/2010/01/antonino-contiliano.html"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;An&lt;/span&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;tonino Contiliano&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://bollettario.blogspot.com/2010/04/antonella-doria.html"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;Antonella Doria&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://bollettario.blogspot.com/2010/01/libri_01.html"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;LIBRI &lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://bollettario.blogspot.com/2010/01/riviste_01.html"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;RIVISTE&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5433263727655844608-3642341033078093987?l=bollettario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bollettario.blogspot.com/feeds/3642341033078093987/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5433263727655844608&amp;postID=3642341033078093987' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5433263727655844608/posts/default/3642341033078093987'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5433263727655844608/posts/default/3642341033078093987'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bollettario.blogspot.com/2010/01/bollettario-anno-xxi-n-61-gennaio-2010_01.html' title='BOLLETTARIO, Anno XXI, n. 61, Gennaio 2010'/><author><name>Nadia Cavalera</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_eSw50akOz94/SmShLpi2riI/AAAAAAAACF8/SY3d6_k3Bes/S220/P7180384.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5433263727655844608.post-3829120041379309170</id><published>2010-01-01T07:54:00.000-08:00</published><updated>2010-02-09T13:30:41.092-08:00</updated><title type='text'>FARE POESIA IN SICILIA,                di Antonino Contiliano</title><content type='html'>Esporre un quadro d’insieme della produzione poetica dei poeti siciliani non è compito che ci proponiamo in questo intervento. L’intento è più limitato, e la sua ampiezza è quella di uno scorcio a volo d’uccello. Vogliamo testimoniare piuttosto solo la vitalità della scrittura poetica siciliana offrendo in lettura testi di alcuni poeti che, nel recente passato e oggi (autori più giovani), in Sicilia, hanno tenuto duro e creduto nella poesia, praticato il suo linguaggio e le sue testualità. Una lingua intenta a dar corpo alle parole e riversarvi il “reale”, il concreto, l’immaginario e le realizzazioni con gli scarti e gli sfrangiamenti che ne fanno anche un sapere che si muove tra esperienza sensoriale e intellettuale, memoria corporea e mentale e costruzione simbolico-linguistica non esente da istanze ideologiche nostalgiche o d’avanguardia e sperimentali. Per relazionare così pensiero, vita, storia, teoria e prassi, si ingaggia (anche) un corpo a corpo con il passato, il presente e il futuro dell’Isola e dei soggetti tramite la parola e il simbolico della poesia nel crogiuolo del general intellect poetico, che è comune all’intera socialità degli uomini, e via via incrementatosi tra rotture e continuità e in mezzo a punti di vista diversi.&lt;br /&gt;Un luogo che, come un vaso di Pandora, è potenza delle rovine della storia – che agiscono come un inconscio materiale vivente – e potenza di proiezioni e biforcazioni che, tese in avanti, decostruiscono e costruiscono, smontano e rimontano l’esperire personale e sociale all’interno di coordinate e scelte da cui nessuno può esimersi, se non al prezzo di subirle.&lt;br /&gt;Si avvertiva (fin dall’inizio degli anni Sessanta) un clima di cambiamenti e turbolenze che metteva in discussione le vecchie certezze deterministiche, una crisi che interessava sotterraneamente, ma con vistosa forza inarrestabile e irreversibile, tutte le coordinate del sapere umanistico e scientifico finora funzionanti come guida. L'umanesimo determinista e positivista crollava: le scienze del mondo quanto-relativistico, della turbolenza (l’effetto farfalla di E. Lorenz e il sistema dei “tre corpi” – posizione, velocità, attrito – di E. Poincaré) e del caos deterministico mettevano in ginocchio i vecchi nessi causali e ideologici. Sul piano delle lettere, dell’arte e della poesia, sotto il taglio dell’ermeneutica del sospetto e del pensiero psico-filosofico-analitico di Lacan degli anni Sessanta e Settanta, veniva lanciato il trionfo del significante al posto del vecchio rapporto che subordinava il significante al significato nascosto come il manifesto al latente o la superficie al profondo&lt;br /&gt;Il“bordello dello storicismo”, per dirla con Benjamin, andava in pezzi. Nessun nesso “positivo” legava il presente alle lotte del passato utopico e scientifico rivoluzionario, e la dialettica della sintesi e del superamento mostrava il suo pestare di macina di vento.&lt;br /&gt;Occorreva, tuttavia, una nuova dialettica della ripresa e del risveglio come una “costellazione” di immagine e di pensiero in movimento che rompesse la continuità della storia fonologica del dominio e del controllo e mettesse a confronto e in cooperazione la pluralità dei soggetti con tutto il carico delle loro storie differenziate, verso un cammino sì imprevedibile, irreversibile, indecidibile nella catena lineare delle cause e degli effetti, ma non privo di immaginazione e logos alternativi.&lt;br /&gt;Occorreva un risveglio e una ripresa sempre aperti a che le domande del presente, pur non dipendenti dal passato quanto il futuro dal presente, fossero comunque permeabili ad accogliere la decisione di un evento contingente quanto necessario di tagliare i tempi. L’impatto dirompente del qui ed ora dell’attualità (Jetzt) con la molteplicità delle direzioni e delle scelte, offerte dalle possibilità dei campi della storia temporale e determinata, imponeva pluralità e molteplicità a fronte dell’omogeneizzazione culturale e politica che, offerta dai poteri dominanti, veniva ancora riproposta con più virulenza nella ristrutturazione capitalistica bipartisan, che stava ridisegnando la storia e i suoi percorsi obbligati a partire dalla fine degli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso.&lt;br /&gt;La fine della seconda guerra mondiale, la spartizione del mondo in blocchi e la sua crisi, l’ideologia della coesistenza guerreggiata, gli indisturbati processi di decolonizzazione e ri-colonizzazione, di sviluppo liberal-capitalistico (pianificato o meno dallo Stato liberale o da quello del socialismo realizzato), e le disattese promesse, quelle che avrebbero garantito sviluppo, progresso, libertà, uguaglianza e pace (per tutti), avevano acceso di nuovo le micce del conflitto e dell’antagonismo sia presso le nuove generazioni che le vecchie e deluse. E a questo si rispondeva con repressioni e oppressione per affermare una ristrutturazione industriale post-industriale che utilizzava non più la vecchia materialità bensì l’immateriale della conoscenza, dei linguaggi, dei saperi e della comunicazione di potere accompagnandola con campagne di mistificazione e violenza indiscriminata. Basterebbe far mente locale per contare le tante guerre scatenate ad hoc dall’economia liberista delle catastrofi e dei disastri della scuola di Chicago di Friedmann (Naomi Klein, Shock economy), o a tutte le campagne culturali di appoggio dei chierici di turno.&lt;br /&gt;In Sicilia e nel Meridione qualcosa cambiava. II nuovo meridionalismo e i siciliani, infatti, presa coscienza che il sottosviluppo non era una questione di fatalità storica o d’antropologia pessimista, ma la conseguenza di scelte mirate della classe al potere, cercavano di scrollarsi di dosso le maglie del recinto del neutralismo o del lasciar fare e cominciavano a guardare oltre; decollava una volontà di voler cambiare e incidere nella costruzione del proprio destino sfruttando quella dimensione della cultura, in senso lato, che una volta veniva considerata solo una sovrastruttura e determinata solo dalla struttura; cioè senza attività incisiva propria. Le cose non stavano più proprio così. I cambiamenti comportamentali e gli atteggiamenti nuovi erano anche il frutto di una capacità singola e collettiva di tradurre le convinzioni, le credenze e le conoscenze in linguaggi e azioni di potenza modificante le cose e Io stare insieme. Conoscenze e linguaggi si trasformavano in comportamenti, e tutto ciò non lasciava indenne il mondo della poesia.&lt;br /&gt;La poesia dell’ambiente siciliano, per dirla con una analogia fisico-matematica, diventò così un sistema dinamico e oscillatorio a più corpi (E. Poincaré era stato uno dei primi a interessarsi delle oscillazioni di un pendolo con tre variabili: posizione, velocità e attrito): un pendolo poetico che oscillava nello spazio delle fasi delle coscienze inquiete con tutto il carico interagente degli attrattori strani; ossia un sistema le cui variabili cambiavano continuamente attorno a un punto mobile grazie ai gradi di libertà strutturanti e rappresentate dalle varie correnti di pensiero, alle finalità, alla geografia storico-culturale di corredo di ogni soggetto, alla consapevolezza del momento, alle azioni e le traiettorie multidirezionali e imprevedibili che ciascuno poteva imprimere.&lt;br /&gt;Ognuno vedeva il mondo, l’azione poetica e il linguaggio poetico d’uso in base ai propri presupposti. Si cercava, però, di convivere e di cooperare; ognuno interagiva con la propria eterogeneità o la singolare identità di cui era portatore e soggetto attivo.&lt;br /&gt;il Sud, con i poeti di quella generazione, scrive Giuseppe Zagarrio, “tende a perdersi come luogo mitopoietico a sé stante, e a combaciare col più generale ‘esserci’ o con il territorio più ampio dello ‘sperimentale’. Lo scarto, a questo punto diventa d’obbligo; e di fatto si registra ampiamente in un tabulario già fitto di operazioni, che collaborano intensamente con le ricerche delle nostre avanguardie concettuali e linguistiche più avanzate, soprattutto si muovono, a livello di oltranza sperimentale, insieme se non addirittura alla testa delle ricerche più attive, perfino di quelle più spericolate del nostro territorio nazionale” .&lt;br /&gt;Un crogiuolo e una processualità poetici – non meno che storici, culturali e politici – che, nell’enunciazione della polisemia e della complessità dell’aseità semantica della poesia stessa, confliggono con le linee della beanza e della cattura di certo retaggio dell’ieri e di certa ansietà della modernità pseudo umanistica ideal-spiritualistica o anche psico-soggettiva, e dell’oggi derealizzato e deideologizzato. Un intersecarsi di correnti, nella poesia dei siciliani, dove l’io liricizzante e dell’intimità esistenziale non è stato sicuramente di secondaria importanza rispetto alla esternazione della rabbia e della denuncia sociale e collettiva, che, in certi momenti, ha dovuto fare i conti con l’avanguardia poetica sia sul piano del linguaggio che dell’ideologia. Dimensioni entrambe presenti sull’Isola dei poeti. E tuttavia, della produzione poetica siciliana, generalmente, è possibile dire, anche oggi, che non s’acqueta né ai moduli correnti, né alla pseudo trasparenza della comunicazione individuale e sociale dell’industria culturale dell’ex società fordista e della cultura come industria dell’immateriale del neocapitalismo cognitivo e biopolitico contemporaneo. Il nuovo paradigma produttivo e competitivo cioè che, sfruttando la creatività della po(i)esis o del fare dell’arte come forza produttiva, vuole mettere “a valore” i linguaggi, i saperi e la stessa comunicazione, non escluse le strategie della retorica poetica e il lavoro vivo, singolare e comune-cooperativo, catturandoli alla fonte della stessa potenza creativa della soggettività e dei suoi processi di soggettivazione.&lt;br /&gt;Nell’Isola, e a Sud, accanto alla pluralità tematica e delle forme espressive, nonché ad una complementarità di linguaggi e registri, che vivacizzavano la dibattuta questione del far poesia, del come e del perché, spuntava così una poesia della sperimentazione, dell’avanguardia impegnata (certamente problematica e sul piano della teoria non sempre sufficientemente chiarita) e del dibattito sulla politicizzazione dell’estetica e della sua lexis. Il mondo reale, seppur problematicamente e dinamicamente, al Sud manteneva, però, il suo rapporto con il/i soggetto/i e il linguaggio espressivo-comunicativo in vista di un’identità oppositivo-critica e di una alternativa al sistema dominante con l’occhio fermo alla scienza, al rinnovo del linguaggio, alla tradizione violata e all’utopia trainante.&lt;br /&gt;Il tempo della storia degli uomini e delle cose, del resto, è instabile e in permanente trasformazione ristrutturante, sì che il ritmo degli eventi e della loro organizzazione non sempre segue le aspettative e le utopie degli uomini. Ma la voce del singolo, poeta o meno, poeta siciliano o meno, è sempre la voce del singolo che parla con la voce del gruppo (Lucien Goldman), come la parole non si esprime e non comunica senza la langue, la lingua maturata dalla socialità comune (e al suo interno). Un comune che, in quanto crogiuolo comune, è il general intellect che mette a disposizione il comune dei vari saperi e linguaggi che vi emergono con l’acclusa complessità dei processi di soggettivazione e oggettivazione storico-determinata, che ivi si intersecano e intrecciano. Ciò, naturalmente, non vuol dire che le categorie, pur ampie (di tipo sociologico o altro schema), bastino a esaurirne il ventaglio delle mutazioni che coinvolgono il mondo della poesia. Il ritmo della poesia – come un complesso intreccio di diversi (eterogenei) elementi e livelli – ne simula, simultaneamente, simmetrie, asimmetrie e dissimmetrie, e ne è una variazione irriducibile e una amplificazione; e così è anche per i testi dei singoli poeti siciliani.&lt;br /&gt;Giuseppe Zagarrio (Febbre, furore e fiele, 1983), nel parlare del linguaggio e delle categorie dei poeti siciliani tra il radicale, il composito e la sintesi, ha scritto che gli approcci rigidi sono fuorvianti. Nell’interpretazione, inevitabili forzature potrebbero viziare la lettura degli autori e tradirne il mondo. Nel “continente dostojevskijano”, che è la Sicilia, il magma è così fluido e incandescente che “dovunque un cenno diverso o una diversa sfumatura di comportamento possono costituire, tra poeta e poeta, un abisso vero e proprio di misura non commensurabile” (p. 273).&lt;br /&gt;E noi non promettiamo più di quanto possiamo. Limitiamo la veduta. Indichiamo alcuni poeti siciliani (operanti e/o non operanti sull’Isola) che hanno scritto in lingua nazionale, e alcuni dei quali hanno scritto pure in lingua siciliana.&lt;br /&gt;La natura dello spazio poetico dei poeti siciliani, quindi, non è piana. Questo spazio, alquanto non euclideo, “frattalizzato” e non lineare, si muove tra l’archetipo del luogo, le vicende della sua geografia culturale, l’ambiente socio-economico e la temporalità storica presente. Un quadro, affatto idilliaco, dove la poesia dell’io e del noi (piuttosto frastagliati) non è mancata di “scuole” (nel passato, la “siciliana” di Federico II; nel recente passato, la così detta “scuola di Palermo”- Michele Perriera, Gaetano Testa, Roberto Di Marco; autori, fra l’altro, che, in un primo momento, con il palermitano Crescenzio Cane avevano dato vita al gruppo “Antigruppo ’68”), né di movimenti e nomi che hanno detto e scritto la poesia anche oltre i confini dell’Isola.&lt;br /&gt;Ripetere gli stessi itinerari, già indicati e tracciati da altri, non giova. I loro nomi – dalla scuola siciliana di Federico II ad oggi – già sono stati catalogati come i libri in una biblioteca. Ognuno può consultare quando crede e vuole. Una ricognizione completa ed esaustiva, del resto, sarebbe opera impossibile per chiunque. I nostri limiti – di energia, tempo, spazio, etc.– premono poi prudenza (“ciò di cui non si può parlare, si deve tacere”, Wittgenstein). Tuttavia è possibile gettare uno sguardo da una finestra (forse uno spiraglio).&lt;br /&gt;La parola della poesia, non meno di qualsiasi altra finestra, è sempre infatti un punto di vista. Un punto di osservazione, analisi, valutazioni e decisioni est-etico-politiche e culturali che contemporaneamente includono/escludono; e che, in ogni modo, ci riguarda/no sia come singolarità che come parte di una collettività che interagisce e sceglie un sentiero e un orientamento rispetto a un altro.&lt;br /&gt;Così, in questa nostra passeggiata, seguendo/inseguendo una logica che non è quella dell’antologia ma di una po(i)eto-logia di assaggio, apriamo la finestra – da cui preferiamo guardare alcuni poeti siciliani proponendone anche qualche testualità poetica indicativa – come una membrana che filtra. Un passaggio che li fa interagire più che con un “ismo” particolare con il punto di vista che sceglie la cornice del linguaggio poetico stesso come un general intellect po(i)etico comune e, tra contraddizioni e conflitti vecchi e nuovi, generato dalle forze social-storiche e dai loro rapporti asimmetrici. Un “modello” che non è solo forma, figura e materiali poetici, ma un insieme di insiemi articolati. Una pluralità o un fermento di assunzioni esplicite o presupposte (principi e metodologie, modi d’essere e di fare lineare e/o non lineare – sentire, agire (con la parola e la scrittura), temi, motivi, interiorità, esteriorità, ideologia, immaginario e immaginazione, verbalità, iconicità, sonorità, gestualità, intimità, ironia, allegoria…–) che è propria della/alla meteorologia poetica, e che ogni poeta patisce e agisce contemporaneamente. E ognuno ne è attraversato sia consapevolmente che inconsapevolmente.&lt;br /&gt;Le varie rivoluzioni “epistemologiche” o “epistemiche” po(i)etiche, che, al mondo dell’arte e della poesia, in modi diversi, hanno posto attenzione, prestato supporto e cercatovi verità non altrimenti certificabili, l’“evidenze imponderabili” (Wittgenstein), con il loro meta-phorein allegorico, né universale né assoluto – sempre all’interno delle condizioni materiali e storiche in corso e operanti, e variamente orientando –, hanno dato indicazioni e orientamenti al poeta siciliano, nel proprio habitat, per scelte poetiche che hanno messo in subbuglio il dato e l’acquiescenza. Del resto il linguaggio della poesia non ha certo di mira la quiete del pensiero e dell’azione.&lt;br /&gt;Così, Gianni Diecidue, poeta dell’Antigruppo siciliano, nel 1972, nel bel mezzo delle discussioni che coinvolgevano archeologie e avanguardie letterarie, riferendosi al “significato della nostra poesia”, sceglieva e scriveva: “ Insomma noi pensiamo di essere calati nell’ordine di idee di Quasimodo quando scrive.: ‘Ma un poeta è tale quando non rinuncia alla sua presenza in una terra, in un tempo esatto, definito politicamente. E poesia è libertà e verità di quel tempo e non modulazioni astratte del sentimento. La nostra terra è la Sicilia, ma potrebbe essere qualsiasi altra plaga di questo mondo, che abbia lo stesso dolore e la stessa contraddizione, uguale sofferenza e uguali frustrazioni, lo stesso anelito incolpevole di rinnovarsi nelle forme e nei modi di vita. Noi avvertiamo questa realtà e questa condizione e la cantiamo con quei modi forme stili linguaggio e via di seguito che sono nostri, ma che tutti ritrovano nella comprensione e nell’interesse” (“Impegno 70, II, 4/7, Gennaio-Dicembre, 1972, p. 39).&lt;br /&gt;Non meno del tempo, ricordando W. Benjamin, la poesia dei siciliani, allora, si connota per un suo esserci sia in re quanto nelle potenzialità ancora non realizzate ma possibili di rinnovamento. Una volontà di “rinnovarsi” senza perdere, nell’istante kairologico o nelle circostanze propizie, il contatto con il proprio sé storico e connesso all’inter-esse del vivere ed essere-con gli altri. Perché il passato quanto il presente, per i poeti siciliani, è una contemporaneità del general intellect poetico sociale e collettivo che tiene attivi il tempo e la storia dei suoi accadimenti; il magma del divenire comune in cui si incontrano soggettivazioni, trasformazioni e processi di liberazione innescati anche con l’azione della poesia come “lingua minore” che disaggrega gli stereotipi della lingua standard e del senso comune (le cristallizzazioni di senso tanto care a chi esercita il potere). Il potere che utilizza, per opprimere e sfruttare, anche i canali della letteratura e della poesia di mercato e di intrattenimento, quanto pacificante e consolatoria per i buoni e rassicuranti sentimenti d’appartenenza cui affida il comando dell’identificazione securitaria. Un riconoscimento però incompatibile, ormai, con la coscienza del nuovo meridione che rifiuta le etichettazioni dell’antropologia positivistica e razzista della cultura borghese-capitalistica italiana, compresa quella dell’attuale neo-liberismo turbo-capitalistico.&lt;br /&gt;Questa assunzione, naturalmente, è un non voler escludere le forze materiali e storico-determinate che sommuovono la poesia, compresa la poesia dei siciliani, e il linguaggio stesso del general intellect poetico che, pur essendo trasversale, non esula dalle stesse determinazioni eterogenee e in conflitto che lo modellano come tale, mentre non assicurano nessuna forza di stabilità permanente o naturalizzata.&lt;br /&gt;L’universo stesso espandendosi si modifica e modificandosi si espande intrecciando senza soluzione di continuità le polarità della discontinuità, della continuità e l’articolarsi degli stessi processi intersecatisi messi in moto. E tutte le parti in gioco risentono dell’“effetto farfalla” come in un circuito di retroazione dinamica permanente e contestuale. Universale è solo la differenza, ha scritto qualcuno. Le sue variazioni comunque sono legate alle condizioni materiali e immateriali dei soggetti e delle “identità” situate che, grazie alla circolazione dei linguaggi e dei modelli culturali, attraversati dalla determinazione di molte determinazioni, si de-territorializzano come parti sottoposte al travaglio della ri-collocazione e ri-temporalizzazione. Parte come quantum-ondulatorio di un campo, la cui natura si caratterizza come rapporto di dipendenza reciproca tra l’ambiente e gli elementi che lo fanno, sì che l’autonomia della parte, paradossalmente, richiede una relazione di reciprocità con l’eteronomia e la pluralità del suo darsi ramificato. Paul Klee, agganciandosi a Goethe, ricorda che le opere, e crediamo non solo quelle dell’arte, procedono ramificandosi tra ritmo e aritmia, diversificandosi.&lt;br /&gt;Le forme e i modelli, che entrano nel linguaggio della poesia, così come avviene, del resto, per altre branche (branchie) del sapere e della scienza, non sono infatti né uni, né univoci, né sigillati sotto vuoto. Il vuoto stesso, fra l’altro, è una forma di energia che mette in circolo altre possibilità di vita e di forme, e l’arte e la poesia ne possono fare sempre il luogo di una possibile rappresentazione della mancanza.&lt;br /&gt;Così la circolazione della poesia dei poeti siciliani, sia all’interno del proprio territorio (regionale e nazionale), sia fuori confine, è andata per il mondo con la sua produzione storico-geografica “peculiare”, espandendosi con il verbale e gli aggiornamenti del tempo, intrecciando verbale e non verbale, lirica e meno lirica, sociale e politico, tradizione e innovazione, laboratorio e sperimentazione, etc.&lt;br /&gt;Una circolazione che ha goduto delle retroazioni dei vari saperi e linguaggi, mettendo a profitto il concreto di quel detto che, alla fine del secolo scorso, dopo la bancarotta delle filosofie della storia, diceva che arrivati al fondo c’è sempre da grattare e scavare. E la poesia è ancora come un terreno di scavo, di interrogazione e di potenza autonoma di lavoro vivo in quanto linguaggio di costruzioni espressive alternative, ma anche di sabotaggio e sovversione che “spaesano” criticamente la comunicazione semantico-politica e culturale accreditata. Un terreno di scavo e di analisi, naturalmente non indipendente dal contesto, specie oggi in cui l’intero universo dei linguaggi e della comunicazione artistico-po(i)etica, per la sua potenza creativo-politica e produttiva, è stato messo a lavoro e sotto la misura del valore di scambio capitalistico come forza produttiva, e in cui le scienze umane (filosofia, scienze dell’astrazione e dell’immaginazione congetturale, psicoanalisi, la letteratura, l’arte e la poesia) cercano confronti e spunti di ricerca, approfondimenti e vie d’uscita.&lt;br /&gt;Raggiunti i limiti delle possibilità verbali, e simultaneamente la certezza dell’incertezza, allora si è scavato nella matrice del general intellect poetico d’avanguardia e impegno, e anche in Sicilia, per esempio, così si è sperimentato e provato l’impossibile! Quell’impossibile che – come ha sottolineato Francesco Battiato al Convegno di Studi su La poesia del secondo Novecento Siciliano, (Ragusa, 1997) citando i nomi di Terminelli e Apolloni (due poeti palermitani) che gravitavano nell’avanguardia impegnata dell’Antigruppo siciliano; poi hanno creato Intergruppo Palermo e Singlossia – voleva coniugare sperimentazione linguistica e anarchismo antiborghese: “uno sperimentalismo diverso dai problemi dell’avanguardia, che applica la trasgressione sul codice linguistico, con stretti contatti con una ideologia anti-borghese e anarco-libertaria” .&lt;br /&gt;Ignazio Apolloni, pubblicando Poesie impossibili (Intergruppo, Palermo, 1982), – riportandovi a mo’ di introduzione l’inventario dei nomi impiegati da A. Spatola (“Verso la poesia totale”) per significare la poesia sperimentale, – scriveva che la poesia sperimentale, oltre che “visiva, concreta, aleatoria…fonetica, grafica…ideografica…cibernetica, semeiotica…”, da oggi, “può essere anche ‘IMPOSSIBILE’.”&lt;br /&gt;Quasi una sintonia (dal lato della poesia sperimentale di Ignazio Apolloni) con il “reale” come “impossibile” del pensiero psico-filosofico di Jacques Lacan, e il suo soggetto barrato “$  a” (soggetto diviso): un soggetto inseparabile da un pur minimo scarto – “a”: il plus de jouir del corpo finora ignorato dal plus-valore marxiano, o il “sintomo/sinthome” che, come l’allegorico della poesia, rinvia a un reale di senso oltre il principio di piacere e il principio di realtà – che l’Io non può mai ridurre: perché c’è un quid dove non ha posto il cogito cartesiano – “penso dove non sono e sono dove non penso” (J. Lacan) – che non è categorizzabile.&lt;br /&gt;Uno dei testi ironici di “poesie impossibili”, di Ignazio Apolloni, ha infatti per oggetto l’impossibilità di dividere l’Io. E qui il verbale ha proprio la funzione di nota di supporto al visivo, e ciò con tutto il suo carico di senso e di significanza che deborda qualsiasi senso comune e linguaggio standard. E perde il tradizionale ruolo di preminenza significativa e di senso, ma non la sua presenza (quasi) complementare e di riutilizzo in forma figurativa, o visuale e ironico-critica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_eSw50akOz94/S0c7CtIEqcI/AAAAAAAACr0/BZtAzCekHxM/s1600-h/L%27io+diviso.Apolloni.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5424369193850284482" src="http://4.bp.blogspot.com/_eSw50akOz94/S0c7CtIEqcI/AAAAAAAACr0/BZtAzCekHxM/s200/L%27io+diviso.Apolloni.jpg" style="cursor: hand; height: 200px; width: 110px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vira Fabra (moglie di Apolloni, oltre che artista e avveduto occhio critico aduso a cogliere i nessi e le relazioni dei saperi in movimento, senza perdere l’amore per Cartesio o la razionalità) annota che, “cadute le ideologie”, la “malizia di Apolloni sta, invece, nell’evidenziare che soltanto un’estetica dell’ironia può, attivandosi, sopravvivere e svilupparsi: Alienare la morte […] è la tesi trasgressiva riversata nella singlossia che, sostenuta da rapporti umani d’uso e non da codici segreti, vuole farsi soprattutto tensione concettuale” . E continua, sempre parlando della “ricerca” di Ignazio Apolloni, che una “ delle traiettorie […], nel cerchio dell’impossibile, ‘ attraversamento e tensione dello scientifico, è utilizzo della mente bicamerale per l’invenzione di un indistruttibile rifugio contro la pioggia atomica. Dal suo gioco linguistico traspare, inoltre, il piacere di disattendere per evitare che si compongano nuovi baluardi mentali e indurre piuttosto a schernirli” .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma Francesco Battiato, nel suo intervento al Convegno di studi su La poesia siciliana del Secondo Novecento Siciliano, i cui atti sono stati pubblicati a cura del poeta ragusano Emanuele Schembari (Ediz. Libroitaliano, Ragusa, 1997) – mentre riconosceva all’Antigruppo siciliano di essere “in anticipo rispetto a certe attività che saranno riprese poi a Roma, a Milano” con le azioni della “poesia/gestualità, al ciclostilato, alla performance, alla poesia in pubblico o in piazza” (p. 30) – prendendo spunto dalla categoria del “radicale” linguistico di Giuseppe Zagarrio (operante a Firenze, ma agrigentino nato a Ravanusa), sosteneva che l’impegno sperimentale linguistico aveva altri referenti quali, per esempio, Edoardo Cacciatore, Emilio Isgrò, Armando Patti, Stefano Lanuzza, Jolanda Insana, Maria Attanasio, etc. Della poetessa Maria Attanasio, inclusa nella linea linguistico-sperimentale del “composito” – operazioni più aperte (rispetto alla linea del “radicale” o dell’ideologico), in quanto sensibili “alle varie urgenze delle categorie isolane e dunque alle più varie spinte della ricerca poetica che può esprimerle” –, lo stesso Zagarrio scrive che le tre dimensioni del tempo (presente, passato e futuro) sono filtrate poeticamente come “rigetto, nostalgia, utopia”. Più precisamente come un tempo inavvertito o senza storia e nello stile di un “avventuroso, barocco romanzo di metafore o di fiorito liberty […] in una soluzione di assolutezze adialettiche o ermetico/parmenidee” .&lt;br /&gt;Autori il cui “rigorismo etico”, scrive Battiato, per far risaltare la coscienza siciliana, si ribella alla tradizione linguistica cercando una sperimentazione che si “traduce in un linguaggio di netta rimozione, rispetto ad ogni oggetto e comportamento esaustivo e conformista, radicale, dunque e radicalmente sorretto su tutta una sola sopravalenza espressiva” (p. 29).&lt;br /&gt;Del resto le cristallizzazioni ideologico-dogmatiche non si addicono a una filosofia e a una poesia che vuole fare i conti con la storia, il presente e il futuro come materialità e “immaterialità” instabili e non autosufficienti del divenire, il quale si presenta montaggio e smontaggio continuo multiarticolato. Il divenire, nei suoi processi razionali, immaginari, simbolici e sintomali, tesi a significare teoricamente e praticamente il “reale”, tra continuità, discontinuità e fratture, mescola costanti e variazioni con debiti che a volte si misurano anche con la paradossalità non meno che con le coerenze. Sì che il tessuto e i testi sono esposti sia alle innovazioni quanto a reinterpretazioni e funzione-invenzioni, così come, nel reale delle cose, i vuoti non sono meno concreti dei pieni; e gli elementi e i motivi – che la po(i)esis articola tra differenze, mancanze, comunanza, contatti e fughe –, rispetto al contesto posizionato e globale del fare poesia, riaggregandosi alla poesia danno nuovo vigore e spazi di ulteriore significanza non catturabile dal potere. I discorsi sulla poesia, non bisogna dimenticarlo, non sono i discorsi della poesia; né tanto meno quanto detto o dicibile sulla/dalla poesia dei siciliani, in Sicilia, può esaurirne o subordinarne il divenire identità nel tempo che si muove sub specie temporis globale, migrante e plurale.&lt;br /&gt;Né tanto meno questo vuol dire non tener conto dei legami che la poesia ha con il tempo della storia materiale della terra in cui vive e si esercita. Locale e non locale sia il territorio che tiene la/e relazione/i, il suo sapere/potere di destabilizzazione – rispetto al sapere/potere totalizzante delle ideologie e delle forze produttive e di governo del sistema, che struttura e attraversa la vita e l’esistenza di una regione – ci dice infatti il quanto-qualitativo non formalizzabile del “reale”, o disciplinabile dalla teoria o dalla pratica significante delle forze di potere di turno, e di quanto nella poesia e nel suo linguaggio trovi cittadinanza la resistenza e il senso scomodi e necessari.&lt;br /&gt;E necessari anche per rifiutare e attaccare quanto oggi il capitalismo immateriale, senza esclusioni geografiche e storiche, gioca per vincere la partita mortale dell’appiattimento delle identità plurali (dei singoli o di una comunità) e dell’immaginazione sull’eterno presente del godimento identificante il desiderio, l’utopia e il futuro con il consumo della merce e dei suoi feticci (vera identità degli indiscernibili) che propone l’intero tempo della vita combaciante con il tempo della produzione e riproduzione capitalistica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Hannah Arendt, che della produzione e del pensiero di alcuni poeti del Novecento si è occupata con cognizione, ricordava che ciò che pensano, dicono, scrivono e fanno i poeti ci deve interessare. I loro temi, le idee e il sentire che mettono sul tappeto dei loro versi, le scelte e gli schieramenti che fanno e indicano riguardano la vita di tutti. E non a caso, fra gli altri poeti che amava, non ha ignorato né E. Pound, né B. Brecht. Due dei poeti del Novecento che hanno scelto una diversa ideologia progettante come “passione per il reale”: il fascismo (Pound) e il socialismo reale (Brecht).&lt;br /&gt;La produzione poetica dei siciliani, nel suo itinerario, ha scritto e comunicato senza eludere temi e idee di sorta. Archetipi, terra e memoria, cielo e metafisica, pace e guerra, finito e infinito, amore e odio, privato e pubblico, vita e morte, gioco e impegno, ironia e parodia, satira e grottesco, osceno e sacro, divertente e dissacrante… hanno trovato sia la vita del monolinguismo che del pluri/multilinguismo, la multimedialità. Stili e poetiche, scarti e ibridazioni, in questa area del Mediterraneo, fuori sesto il tempo degli ultimi decenni del XX secolo, più che mai lacerato da contraddizioni vecchie e nuove, hanno guidato i poeti siciliani che, isolati o in gruppo, comunque, hanno girato la manovella dei loro versi e controversi per spedirli al mondo con poesia.&lt;br /&gt;Lo “spettro” della poesia, per dirla con Marx e Derrida, con il suo “effetto visiera”, è stato un demone che ha alimentato la poetica di siciliana tempra con la semiosfera del comune general intellect poetico, dal cui raggio d’azione non è stata esclusa né la responsabilità etico-politica, né quella della cura estetica e antagonista, anche se gli esiti poetici hanno raggiunto livelli diversi e qualità poetica non uniforme. Del resto, nel proprio dell’aseità del linguaggio della poesia, turbolenze e variazioni (all’interno del general intellect poetico comune) non mancano di essere giudicate e interpretate con modelli diversi, se le soggettivazioni filtrano e restituiscono le motivazioni con con-figurazioni differenziate, e le oggettivazioni si presentano pure come costellazioni e non sistemi chiusi.&lt;br /&gt;Questo comune general intellect poetico ha fecondato l’humus dei poeti siciliani non meno d’altri, e non foss’altro che per le continue mescolanze di soggetti e culture (fenici, greci, latini, arabi, francesi, spagnoli…), che, a velocità diverse, come in una storia di vasi comunicanti, e per eventi non sempre determinabili con necessità causale rettilinea, hanno caratterizzato la storia dei siciliani come un fluido che ha irrorato le vene di temperature e pressioni diverse di elegia, nostalgia, rabbia, “futurismo” sperimentazione e impegno. Il flusso poetico, mescolando corde linguistiche e non (analogia con le corde –: “la seria, la civile, la pazza” – del pirandelliano Ciampa nell’opera Berretto a Sonagli), ha girato come un clima; e il clinamen, con le sue turbolenze e obliquità, nei punti di biforcazione, ha optato sia per l’ordine che per il “dis-ordine” socio-linguistico o per un ordine che, nelle mutate condizioni storiche, non può rimanere immutato. La parola scritta e orale dei poeti siciliani, all’incrocio, così si è intrecciata sposando tematiche, idee e forme che sono comuni o a più o a tutti come un bene comune e un cum-finis. Un cum-finis e/o un “bene comune”, si può dire, che non è mai rimasto isolato entro le pareti domestiche. Nella contestualizzazione, infatti, ha mantenuto i contatti rinnovandosi con quanto si coagulava a livello europeo e mondiale.&lt;br /&gt;In altre parole, questo bene comune, che è il linguaggio della poesia, ha circolato permeando i confini dell’Isola. E l’interesse per la poesia e la letteratura, in Sicilia,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;nel suo aspetto più moderno e rilevante è legato al deter¬minarsi di condizioni politiche e culturali che hanno indotto anche un profondo mutamento nella storia della critica. […] Lo studio delle diverse e specifiche storie ha acquistato sta¬tuto e dignità nel momento in cui la realtà italiana emersa dal “miracolo economico” si mostrò segnata dalle profonde e gravi differenziazioni e divaricazioni di sempre. E si definiva contemporaneamente il metodo per studiare quelle storie, un metodo fondato sulla loro contestualizzazione, sul rilevamento delle più articolate e mosse forme del loro intersecarsi e confrontarsi e dialettizzarsi, in rapporto a una totalità non solo italiana, ma eu¬ropea (per effetto di altri e contemporanei ampliamenti di oriz¬zonte). Piuttosto però che la dimensione geo-storica, direi che si fosse conquistata una dimensione storica plurima: nazionale e insieme sia subnazionale che sovranazionale.&lt;br /&gt;E in questo quadro che si definiscono l’ambito, la finalità e il metodo dello studio dei siciliani, che si rapporta alle problematiche storiche di rilevanza generale solo se si tratta di scrittori (pro¬satori e poeti certo) nazionali ed europei o, meglio, di scrittori visti in una prospettiva nazionale ed europea. Bisognerà proporsi la comprensione di cosa le loro opere dicano di una realtà gene¬rale, non solo italiana, ma a partire da problematiche proprie della realtà regionale e guardando secondo l’angolatura di quella particolare realtà. Si vorrà capire cosa e come vede e conosce ed esprime lo scrittore siciliano a partire dalla dimensione regionale, allorché questa diviene metafora della totalità. Dopo forse si potrà dire cosa sia la sicilianità nelle scritture dei siciliani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A dispetto di quanti, nel clima della nuova avanguardia italiana del Gruppo 63 e nell’aria di quella che sarà chiamata “ala cinese”, dissero che la poesia dei siciliani, per esempio quella dell’Antigruppo siciliano, non avrebbe attraversato lo Stretto di Messina, la poesia dei siciliani invece (anche quando in Italia sembrava che la parola poetica si fosse innamorata di se stessa e destinata a lamentarsi nella chiusa dell’intimismo e nel proprio recinto territoriale) era viva, produttiva e, compresa quella di questi poeti dell’Antigruppo siciliano, varcava i confini territoriali regionali e nazionali, e si provava, pure, tra crisi e coscienza della stessa, nei confronti e nelle discussioni di indirizzi e tendenze. Oltre a produrre sfruttando le linee tradizionali o misurandosi con quanto di sperimentazione era in corso nel mondo (il non verbale, il sonoro, l’elettronico, etc.), continuava anche a discutere su linee, canoni e a coltivare scambi, interni ed esterni, entrando così nella circolazione aperta dei dibattiti in corso.&lt;br /&gt;Un giro cioè che metteva l’insularità poetica in contatto e comunicazione attiva con l’esterno peninsulare e l’altro europeo e non europeo. Non un’operazione campanilistica, dunque, in tempi in cui era/è di moda (impera/va) la chiusura dei “leghismi” e dell’apartheid.&lt;br /&gt;D’altronde, il popolo siciliano, che, unitamente alla sua cultura, è la sintesi storica di “mille razze” e delle risonanze degli incroci storico-culturali in itinere, non può chiudersi nel proprio isolamento sebbene viva su un’Isola. L’Isola è uno dei punti d’osser¬vazione relativo com’è ogni e ciascuna galassia in un universo che si espande e diviene, e diviene con divenire diversi.&lt;br /&gt;Partire o restare, chiudersi o aprirsi nella ricerca e nella scrittura non è che una questio¬ne di mobile sosta del pensiero e dell’immaginazione che si tra-ducono in/con azioni condizionate da corporeità esistenziali e politiche concrete. Un “migrare” che non può essere reciso dall’ambiente in cui si vive, e che si anima di instabilità orientata ai contatti e all’esplorazione. L’ambiente, peraltro, è sempre dell’or¬dine del non equilibrio, ossia della complessità storico-spazio-tempora¬le che, soggetta a interazione del locale con il non locale, modifica il modo di pensare, conoscere, agire e scrivere.&lt;br /&gt;Così, per esempio, da Mazara del Vallo, l’infaticabile poeta Rolando Certa comunicava con i giovani poeti della sconfitta Grecia dei colonnelli, con l’Europa dell’Est e il Mediterraneo arabo in un momento in cui la politica dei blocchi e dell’equilibrio del terrore entrava in crisi e rimetteva in discussione le sorti del locale in relazione con quello che si decideva a livello più generale. Se a Comiso si installava una base missilistica e si militarizzava l’intero territorio siciliano, le sorti erano legate alle ristrutturazioni più ampie e fuori Isola/Italia. I contatti con il mondo ellenico e arabo erano visti, pure, però, nell’ottica del confrontare il presente inaccettabile e combattivo con il meglio di quella cultura politica per trovarvi alimento in vista della costruzione di un mondo nuovo. I contatti con quelle culture avevano un significato tutt’altro che nostalgico. Allora la poesia siciliana dell’Antigruppo cercò, profeticamente, fratellanza e alleanza con i poeti di altri contesti lavorando per un “neoimpegno” umanistico e plurale, e volto allo sviluppo della democrazia nella libertà, senza per questo sottovalutare il peso delle vecchie e nuove contraddizioni che si profilavano all’orizzonte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_eSw50akOz94/S0c6j6WsFcI/AAAAAAAACrk/D0jTDeRMmMo/s1600-h/manacorda.egiziani.bis.JPG"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5424368664825304514" src="http://1.bp.blogspot.com/_eSw50akOz94/S0c6j6WsFcI/AAAAAAAACrk/D0jTDeRMmMo/s200/manacorda.egiziani.bis.JPG" style="cursor: hand; height: 162px; width: 200px;" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_eSw50akOz94/S0c6tnMpECI/AAAAAAAACrs/fKjkJxMZUBQ/s1600-h/buttitta.Nino.Giovanni+(1).jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5424368831481581602" src="http://1.bp.blogspot.com/_eSw50akOz94/S0c6tnMpECI/AAAAAAAACrs/fKjkJxMZUBQ/s200/buttitta.Nino.Giovanni+(1).jpg" style="cursor: hand; height: 142px; width: 200px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La rivista “Impegno70” – ideata e diretta dal poeta antigruppo Rolando Certa, divenuta poi “Impegno80” –, gli “Incontri fra i popoli del Mediterraneo” e le iniziative antologiche che intraprese, compresa un’antologia “Poeti per la Pace”, furono occasione di scambi antesignani e di circolazione della poesia dei siciliani presso altre realtà. Sperimentandosi ancora con le corde della poesia liricamente coniugata al privato, si declinava pure, con spirito critico, al pubblico e al civile. E, in questo situarsi, la poesia siciliana non abbandona completamente le aspettative di fondo (e possibili) anche della cultura umanistica, che intanto si apriva alla pluralità delle voci siciliane e non siciliane. Si demitizzava scoprendo l’umanesimo della “differenza” sia come irriducibilità al Medesimo e all’Uno, sia come “singolarità”, singolarizzazione; e si apriva all’intero Mediterraneo e oltre a partire dagli incontri con/fra gli underground e dei Sud del mondo. Amore, impegno e nuovo umanesimo, dunque. Quell’umanesimo che, dietro le spinte del ’68, sia all’Est come anche all’Ovest, chiedeva anche una nuova democrazia radicale e dal “volto umano”, e una revisione dei rapporti tra i popoli per affrontare unitariamente i veri mali – la guerra, la povertà, la fame… – del secolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_eSw50akOz94/S0c6Ar7rgyI/AAAAAAAACrU/llmpTf-LAc8/s1600-h/Nino.Morin.Struga.JPG"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5424368059658502946" src="http://3.bp.blogspot.com/_eSw50akOz94/S0c6Ar7rgyI/AAAAAAAACrU/llmpTf-LAc8/s200/Nino.Morin.Struga.JPG" style="cursor: hand; height: 200px; width: 196px;" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_eSw50akOz94/S0c6RqAWzII/AAAAAAAACrc/8MDP3fMcAsw/s1600-h/Maro.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5424368351199022210" src="http://2.bp.blogspot.com/_eSw50akOz94/S0c6RqAWzII/AAAAAAAACrc/8MDP3fMcAsw/s200/Maro.jpg" style="cursor: hand; height: 155px; width: 200px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;L’umanesimo critico del neoimpegno siciliano chiamava cioè per una convivenza dialetticamente rispettosa delle identità singolari degli individui, delle comunità e dei diritti; e libera dagli inquinamenti di comandi imperiali e mafiosi, variamente propensi (questi) a usare violenza e guerre colonizzanti territori e menti. L’istanza del neoimpegno praticava la poesia civile attraverso il rigore etico che, eroso il divieto dei blocchi ideologistici, attraversava la comune espressione linguisitico-poetica. Perché se il blocco capitalistico, tra il dire e il fare, mostrava crepe, che laceravano insopportabilmente i valori della libertà, dell’uguaglianza e della pace, non meno vistosi erano i fallimenti dolorosi e tragici del blocco dell’Est soviettistico alla deriva.&lt;br /&gt;Maturo, fra gli intellettuali e la gente comune, era ormai il convincimento che nessuna società perfetta fosse la corrispondente traduzione pratica di un progetto anticipato a tavolino. Le varie rivoluzioni erano lì a testimoniare di quanto il cammino non fosse lineare e progressivo, ma un divenire immanente in cui la contingenza teneva in scacco sempre gli apparati categoriali e politici organici, nonostante diritto e normalizzazione cercassero di contenere le eresie e le conflittualità troppo spinte.&lt;br /&gt;Le analisi e gli scritti di Marx erano, poi, ancora lì a ricordarci che il comunismo non era il conformarsi ad un ideale perfetto o a un atto di delibera chicchessia, ma un movimento che trasforma lo stato di cose presente. E Freud, senza eludere la “volontà cieca” della vita di Nietzsche, nella “tavola dei dieci comandamenti” della religione ebraico-cristiana, metteva allo scoperto l’assurdo del comandamento dell’amore per il prossimo (l’amore non si ottiene a comando), rivelando la forza della pulsione di morte – il vuoto: das ding – “oltre il principio di piacere” che attanaglia gli uomini come male radicale. La scuola di pensiero francese – Michel Foucault, Gilles Deleuze, Jacques Derrida e Jacques Lacan – obbligava a riflettere sulla stretta connessione del pensiero materialistico marxiano con quello freudiano sia sul versante della produzione materiale, culturale-politica, nonché sulle modifiche che toccavano gli stessi rapporti di classe e la/o stessa/o funzione/ruolo dell’intellettuale, che era decaduto dalla sua funzione guida. La circolazione e la distribuzione della ricchezza – secondo Lacan – non poteva tener più disgiunto il plus-jouir freudiano dal plus-valore marxiano, e il ruolo nuovo dell’intellettuale – secondo le analisi della scuola francese – non poteva più essere pensato e gestito come portatore di coscienza; doveva essere condotto, invece, sia localmente che globalmente, come parte paritetica in lotta con gli oppressi e con una comune azione di sabotaggio avente di mira i messaggi simbolico-politici e linguistici reificanti e mistificanti. L’estetica, nel senso più ampio dell’aisthesis, non era più etichettabile come ricerca dell’autonomia del bello – armonia, proporzione, fuga nel sublime – nell’opera, ma modalità del pensiero e di relazione politica soggettivante che riguardava la “differenza” e il “differenziale” dei corpi e del desiderio antisistema nella rilevanza poetica del “sensibile”; o, come scriverebbe Deleuze, la “potenza di pensiero che lo abita prima del pensiero” (Gilles Deleuze, Logica della sensazione), e cui nessuno può sottrarsi. Il complesso “blocco” dell’aisthesis è abitato da affetti e valori, oltre che dal pensiero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1982, per le edizioni di “Impegno 80” (Mazara del Vallo), a cura di Rolando Certa, veniva così pubblicata l’antologia Poeti per la pace con i testi di ben quaranta (40) autori . I poeti raccolti non erano solo siciliani. E ciò a testimonianza anche del fatto che, per stare insieme e costruire insieme, i poeti non avevano bisogno di particolari mistificazioni ideologiche finalizzate a stabilire rapporti di gerarchia e subordinazione, né tanto meno a rinunciare al laboratorio poetico e agli aspetti soggettivi della poesia per gettarsi esclusivamente sul versante dell’engagement socio-politico di partito o di sistema come un dogma e una fede indiscutibile. Sempre nel 1982, a Mazara del Vallo, nel convegno “Incontri fra i popoli del Mediterraneo: Poeti per la pace”, il poeta spagnolo Rafael Alberti, in un suo intervento, con chiarezza, disse che le due cose non si escludono: “Insomma, io mi considero un poeta nella piazza, un poeta nella strada. Ciò non vuol dire che io rifugga dalla poesia sperimentale e, in definitiva, dalla poesia soggettiva. Ne ho fatta molta. Ho libri famosi come “Sobre los àngeles” scritti in quel modo. Ma credo che in que¬sto momento terribile del mondo, mentre viviamo tra il garofano e la spada, credo che in questo momento il poeta è obbligato a essere la coscienza del suo popolo. E con la poesia si può fare tanto. Si posso¬no commuovere le montagne, si può far ribellare la gente e i poeti oggi non muoiono nel loro letto. I poeti vengono fucilati”.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_eSw50akOz94/S0c5drvatJI/AAAAAAAACrE/Thz22sp8fqI/s1600-h/certa.rafael.bis.JPG"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5424367458311648402" src="http://2.bp.blogspot.com/_eSw50akOz94/S0c5drvatJI/AAAAAAAACrE/Thz22sp8fqI/s200/certa.rafael.bis.JPG" style="cursor: hand; height: 154px; width: 200px;" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_eSw50akOz94/S0c5pj0zk7I/AAAAAAAACrM/Am0ID3bQ9CM/s1600-h/zavattini.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5424367662345196466" src="http://3.bp.blogspot.com/_eSw50akOz94/S0c5pj0zk7I/AAAAAAAACrM/Am0ID3bQ9CM/s200/zavattini.jpg" style="cursor: hand; height: 200px; width: 168px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ma anche, e prima, Lautréamont, non ignorando le difficoltà della funzione della poesia e del ruolo dei poeti, aveva pur detto che non possono considerarsi estranei alla coscienza della “tribù”: “La missione della poesia è difficile. La poesia non s’immischia negli eventi politici, nel modo in cui si governa un popolo, non allude ai periodi storici, ai colpi di stato, ai regicidi, agli intrighi di corte. Non parla delle lotte che l’uomo impegna, in via eccezionale, con se stesso, con le proprie passioni. Scopre le leggi che fanno vivere la politica teorica, la pace universale, le confutazioni di Machiavelli, i corni di cui si compongono le opere di Proudhon, la psicologia dell’umanità. Un poeta deve essere più utile di qualsiasi altro cittadino della sua tribù”.&lt;br /&gt;Nel 1984, a Timişoara (Romania), l’editrice Facla, con una introduzione di Rolando Certa e la traduzione di Eta Boeriu, pubblicava Trinacria. Poeti Siciliani Contemporanei. Una rosa di ben quarantuno (41) nomi .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1989, su idea e proposta di chi scrive, in sintonia con il poeta spagnolo Justo Jorge Padrón, EquívalencÍas (Revista Internacional de Poesía, Madrid, 1989) pubblicava i testi di tredici (13) poeti siciliani . Queste poesie, accompagnate da una postfazione di Nicolò Messina, venivano pubblicate sulla rivista madrilena sia in lingua italiana che tradotti in lingua spagnola e inglese.&lt;br /&gt;Nel 1993, a cura di Naum Kitanovski, le edizioni Rivista Macedone-Serate di Poesia di Struga, pubblicava una Antologia della Poesia Italiana Contemporanea. Insieme ai nomi di Giuseppe Ungaretti, Eugenio Montale, Mario Luzi, Nelo Risi, Vittorio Sereni, Pier Paolo Pasolini, Alfonso Gatto, Leonardo Sinisgalli…, in questa antologia figurano, oltre il nome di Salvatore Quasimodo, anche i nomi di poeti siciliani più giovani quali Bruno Rombi, Rolando Certa, Carmelo Pirrera, Lucio Zinna, Antonino Contiliano.&lt;br /&gt;Da Palermo venivano (e vi confluivano) esperienze più complesse e articolate. È appena il caso di dire (le vicende sono più che note) che la Capitale siciliana era stata la sede degli incontri che hanno visto nascere la realtà del Gruppo 63 e del Gruppo Beta. Non sono mancate, e non mancano, attività editoriali e riviste.&lt;br /&gt;Tra le riviste e periodici, e solo per citarne alcuni, per l’area messinese ricordiamo il periodico trimestrale (1981) “Prometeo” (animatori Mario Rappazzo - Vincenzo Mascaro). Per l’area palermitana ricordiamo: (animatore Ignazio Apolloni) Antigruppo Palermo, Intergruppo, Singlossia; L'Achenio (supplemento di “Sintesi”, direttore responsabile Aldo Gerbino: il poeta che filtra e analizza con intelligenza vigile e, scrive Zagarrio nel suo Febbre, furore e fiele, con “linguaggio puntuto e arguto”); Arenaria (animatore Lucio Zinna: il poeta della “sintesi” che rovescia il senso comune e consolatorio per farsi voce autorevole dell’“isolitudine”, la categoria creativa che fa dell’Isola apertura e mondo ); “Issimo” è periodico (attivo) di promozione culturale fondato e diretto da Carmelo Pirrera (sensibilità poetica inquieta e sottile che scandaglia il mondo percepito con un continuo colloquio lirico modulato in toni vibranti, decisi); “Spiritualità &amp;amp; Letteratura” è una rivista diretta da Tommaso Romano (il poeta viandante che passa dalla mitica isola Diamascien al topos dell’eremo, la dimora operosa della contemplazione come “contempl-attiva”). Per l’area trapanese, ricordiamo il quadrimestrale (1982) “Libera Università di Trapani” (periodico del polo universitario trapanese, ma pubblicazione non più attiva) e “Spiragli” (1989), la rivista – trimestrale di arte letteratura e scienze – nata a Marsala e diretta da Salvatore Vecchio.&lt;br /&gt;Negli anni Ottanta e Novanta, a Palermo, la casa editrice “Il Vertice” (animatore Carmelo Pirrera), pubblicava Poeti siciliani contemporanei (Palermo, 1974) – un’antologia di ben quarantuno (41) poeti –, e Gli eredi del sole (Palermo, 1987), un “rapporto” di ben 105 nomi (distinguendo tra “Citazioni, Scuole, Tendenze, I futuristi siciliani, l’Antigruppo, il Gruppo Beta, etc.”).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Ragusa, curatore Emanuele Schembari, Utopia Edizione (Ragusa, 1987) pubblicava Poeti Contemporanei della Provincia di Ragusa, un’antologia (regionale) di ventisei (26) voci della poesia contemporanea iblea.&lt;br /&gt;Sempre a Ragusa, nel 1997, a cura dello stesso poeta Emanuele Schembari, e per i tipi di Libroitaliano, venivano pubblicati gli atti del Convegno di studi su La poesia del secondo Novecento Siciliano. Il convegno, iniziativa del Comune di Ragusa-Centro Servizi Culturali, faceva il punto sulla poesia siciliana in lingua e in dialetto.&lt;br /&gt;In questa sede, oltre al già citato Francesco Battiato (Esiste un’avanguardia poetica siciliana?), a Giuliano Manacorda (conclusioni), intervenivano altri nomi: Giuseppe Amoroso (Poeti iblei contemporanei), Salvatore Di Marco (Linee generali di sviluppo della poesia dialettale nel secondo Novecento nella Sicilia Occidentale), Aldo Gerbino (Poesia e lavoro), Rino Giacone (I poeti dialettali nella Sicilia orientale), Ella Imbalzano (La poesia di Gesualdo Bufalino), Giovanni Occhipinti (Il Gruppo 63 e l’Antigruppo ’68. Due culture a confronto nella Sicilia contadina della diaspora e del mito magno-greco), Emanuele Schembari (Le correnti nella poesia siciliana del dopoguerra e i gradi isolati) e Lucio Zinna (La dimensione insulare e il connotato del “restare-partire”).&lt;br /&gt;L’intervento di Schembari, spaziando tra correnti poetiche e autori più o meno isolati o parte di gruppi e movimenti, descrive bene l’apertura e la problematicità della poesia siciliana. Fra le due guerre, chiarisce Schembari, il poeta siciliano, sia che viva in Sicilia o che operi e viva lontano, è attraversato e immerso nelle problematiche nazionali, europee e internazionali. Ma i movimenti, le riviste e le presunte scuole sono segnati anche da polemiche “non sempre esclusivamente letterarie”. Tuttavia emerge, egualmente, un dialogo animato e controverso tra i sostenitori della “poesia più formale (legata alla tradizione tecnico-linguistica del primo Novecento)”, gli animatori di “quella più concreta dell’attualità espressionistica, che viene considerata anche impegnata, socialmente e politicamente” (p. 119). In qualche caso i due generi coesistono. E tra questi non mancano autori, isolati o meno, che al privato e al lirico della tradizione prestano la loro scrittura poetica verseggiando, contemporaneamente, temi specifici, per esempio, quali l’emigrazione curata da Stefano Vilardo (Caltanissetta) con la sua raccolta dal titolo emblematico Tutti dicono Germania Germania (due edizioni: la prima con Garzanti, 1975; la seconda: Sellerio, 2007).&lt;br /&gt;E così, tra i poeti (Quasimodo, Dolci, Cattafi, Buttitta, Piccolo…) toccati dal sociale, dal popolare e dialettale, dal metafisico, dal barocco, dal surrealismo, dall’onirismo, dal futurismo, dalla vena psicoanalitica et alia, troviamo anche i nomi dello sperimentalismo e quelli della fascia di coscienze in crisi o variamente attivi, che si misurano con le varie urgenze (formali e/o non formali) e riconducibili sia all’Antigruppo siciliano o ad altre posizioni (interne ed esterne) che si connotano per altre variabili del vivere e del mondo socio-politico e culturale in subbuglio.&lt;br /&gt;Tra gli altri poeti, sono i nomi di Vincenzo Di Maria, Giuseppe Zagarrio, Gianni Diecidue, Nat Scammacca, Irene Marusso, Stefano Vilardo, Gino Crescimone, Antonino Cremona, Giuseppe Addamo e Sebastiano Addamo, Fiore Torrisi, Giovanni Occhipinti, Lucio Zinna, Aldo Gerbino, Carmelo Pirrera e il catanese Mario Grasso.&lt;br /&gt;A Catania, non dissimilmente, Mario Grasso è altra figura di rilievo. Poeta pluriversato – in grado di utilizzare i toni della solennità e quelli del dramma, della parodia più elastica –, narratore, scrittore di teatro, saggista, traduttore, pubblicista, è fondatore (1979) e direttore della rivista “Lunario nuovo”, e per le edizioni Prova d’Autore ha incarico di consulente letterario. È un intellettuale che non chiude nel provincialismo isolano né la sua produzione, né, in genere, quella della poesia dei siciliani. Attivo protagonista e infaticabile promotore, oltre ad avere coltivato e aperto verso l’area sovietica del teorico e critico Jurij Lotman, e promosso traduzioni dall’ucraino e dal russo delle opere di Taras Sevcenko, è anche animatore di incontri, seminari e dibattiti sulla&lt;br /&gt;poesia dei siciliani.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_eSw50akOz94/S0c5CLyvVJI/AAAAAAAACq8/0Mkw5Ffw87M/s1600-h/mario.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5424366985879180434" src="http://1.bp.blogspot.com/_eSw50akOz94/S0c5CLyvVJI/AAAAAAAACq8/0Mkw5Ffw87M/s200/mario.jpg" style="cursor: hand; height: 200px; width: 146px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Lunario nuovo, scrive Giuliano Manacorda (Storia della letteratura italiana contemporanea- 1940-1996, vol. 2, p. 884), ha una sigla non provinciale e tenta di creare una “fitta rete fra poeti e scrittori puntando più sulla bontà dei testi che sul rispetto di presupposti teorici d’altronde mai esplicitati…”&lt;br /&gt;Mario Grasso, altresì, è stato protagonista attivo anche delle pubblicazioni di “Scritture letterarie, cronache e altre approssimazioni di Sicilia”. Lavori che sono stati riuniti e raccolti nel libro “ARRIVEDERCI A SORTINO” (Prova d’Autore, CT) degli anni 1997 e 1999, rispettivamente a cura di Sebastiano Terranova e di Luigi Ingaliso.&lt;br /&gt;E, facendo riferimento alla nostra esperienza e testimonianza diretta, e più recente, con la Casa editrice Prova d’Autore (2001), e sotto gli auspici della Provincia Regionale di Palermo, il poeta Mario Grasso dava alle stampe Volti e Pagine di Sicilia (nomi appartenenti all’Ottocento e al Novecento). L’opera contiene due sezioni di lavoro: Elisio (poeti noti e già trapassati), Lavori in corso (poeti in vita e in itinere), e conta i nomi di centotrentotto (138) poeti . Il volume, a cura di Simona Noto, porta la presentazione di Nicolò Mineo e un tratteggio storico –Tra sacro e profano (una breve sintesi della recente esperienza poetica siciliana tra l’acquisito e la movimentazione dei tempi) – sottofirmato con sigla “s.n.”.&lt;br /&gt;Nella sfera della poesia, la poesia siciliana, metaforicamente e allegoricamente – ferma l’autonomia e la dinamica della dimensione linguistico-temporale che interagisce con la contestualità degli eventi –, si può dire che ha lo stesso rapporto che la materia ha con lo spazio nel modello fisico-cosmologico einsteniano (la teoria della relatività ristretta e generale) e le sue modifiche. Come la materia curva lo spazio e lo spazio dice alla materia come muoversi, così è per la poesia siciliana nella relazione storica che si evolve tra continuità e discontinuità. Se la sfera della poesia si modifica, quella di chi scrive in Sicilia non ignora i cambiamenti e vi interagisce. E di questa capacità continua discontinua (vitalità e creatività) della poesia dei siciliani, nel tempo, ne hanno dato testimonianza i dibattiti, gli incontri, il dialogo e la discussione che hanno dato vita anche a fratture e diviso gli stessi compagni di strada.&lt;br /&gt;E ora, solo per cenno e stralcio, vogliamo ripescare quanto di questa “storia”, pluralmente variegata e mossa, hanno scritto gli anni Settanta e Ottanta. Una scrittura poetica che nelle divergenze, in ogni modo, non ha creato nel modo di pensare e fare poesia stacchi netti tra tradizione e innovazione, tra il passato e il presente. Tra i siciliani, il riuso del lirico tradizionale viveva accanto al nuovo nel clima delle avanguardie che discutevano, anche, e ancora a Palermo (1984), su “Il senso della letteratura”, e in tempi di dichiarata post-modernità.&lt;br /&gt;Stilemi, stereotipi, pathos e voglia di capire, aprire e orientarsi nel presente, proiettandosi in avanti, vanno insieme e con minore o maggiore consapevolezza teorica e pratica di scrittura che, nel lancio della post-modernità, si trovava a discutere di letteratura di consumo e di ricerca. La memoria delle parole non perdeva la storia dei suoi semi e la potenza che poteva riattualizzarli, così come il riferimento ai modelli, variamente connotati, non si perdeva per strada ma si modificava, e richiamava riadattandole, possibilmente, vecchie chiavi teoriche.&lt;br /&gt;Così, scrive ancora Giuliano Manacorda (Storia della letteratura italiana contemporanea- 1940-1996, vol. 2, p. 880), il dibattito su “Il senso della letteratura” (Palermo 1984), secondo l’intervento d’apertura di Leonetti, che era inteso a superare la “perdita di certezza nell’opera letteraria e artistica…e il disagio per l’uso generico dei termini ‘sperimentalismo’ e ‘avanguardia’”, si nutriva di un “imprevedibile e inconscio crocianesimo”. Esso finiva per fermarsi su una “definizione” che, attribuendo la forma al moderno e il sentimento al postmoderno, stagliava il senso della letteratura (nell’oggi) come un “dare forma al sentimento” per rispondere ai lettori della nuova società, sebbene poeti come Sanguineti e Raboni, nel¬la trasparenza della teoria, de¬gli strumenti, degli obiettivi del¬la ricerca politico-culturale, rispettivamente, parlavano di sabotag¬gio rispetto alla tradizione e di trasgressione comuni¬cativa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Sicilia, tra gli anni Settanta e Ottanta, intorno al letterario, al poetico e al “disagio” rispetto alla tradizione, alla sfida del presente postmoderno e dei fermenti che interessavano il fare e il dire della poesia, c’erano anche luoghi per incontri, confronti e prese di posizione variamente qualificantesi.&lt;br /&gt;Per gli anni Settanta, il riferimento (fra gli altri possibili) è la rivista “Impegno 70” (Anno V-VI e VII, n. 19/27, Mazara del Vallo, Ottobre 1975 / Dicembre 1977), il periodico che, a proposito della poesia siciliana Antigruppo, ospitò un dibattito sulle sue anime. il periodico, fondato dal poeta mazarese Rolando Certa dell’Antigruppo siciliano, fu anche il luogo dei contatti dei poeti siciliani con l’area fiorentina di “Quartiere”, “Quasi”, “Salvo Imprevisti”, “CollettivoR” –; ma fu anche il luogo del fermento linguistico-ideologico, politico e culturale che con Nat Scammacca tentò anche di delineare una poetica nei noti ventun (21) punti di una possibile poetica populista antigruppo. Il movimento, infatti, non fu alieno dalle discussioni e dalle prese di posizione sull’uso dell’enunciazione espressivo-poetica nella forma del verso (libero o meno), della prosa, del colloquiale-discorsivo e quotidiano, o sull’opportunità o meno di certe scelte sperimentali o tradizionali, quanto sui toni elegiaci, sentimentali, nostalgici o meno confacenti con lo spirito “rivoluzionario” del gruppo antigruppo.&lt;br /&gt;Per gli anni Ottanta, il riferimento è la tavola rotonda organizzata da “Carte Siciliane” (Mazzarò-Taormina, Hotel Villa S. Andrea-Sala Oliviero, 9 agosto 1985). I suoi interventi, poi, sono stati raccolti e pubblicati nel volume “ARRIVERDERCI A SORTINO” (Prova d’Autore, Catania, 1999). In questa sede, in sintesi, si indagava la “situazione letteraria regionale” per una possibile “tendenza” o “frequenza” poetica che, eventualmente, potesse essere definita “linea” o “scuola” (anticipiamo: né l’una né l’altra).&lt;br /&gt;Nel primo caso (anni Settanta), il dibattito che ci preme ricordare è quello su “L’Antigruppo e l’underground”. I partecipanti furono: Armida Marasco, Mariella Bettarini, Gilberto Finzi, Domenico Cara, Lucio Zinna e Alberto Barbata.&lt;br /&gt;Nel secondo caso (anni Ottanta), i protagonisti del dibattito della tavola rotonda furono: Ignazio Buttitta, Giuseppe Di Giacomo, Carmela Fratantonio, Mario Grasso, Jolanda Insana, Stefano Lanuzza, Enzo Leopardi, Vincenzo Leotta, Angelo Maugeri, Elio Tavilla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sull’Antigruppo e l’underground, Armida Marasco scrive che, all’indomani dello scioglimento del “Gruppo 63” e dell’imperversare dello sperimentali¬smo di maniera, l’Antigruppo è stato l’esperienza letteraria più significativa (per quasi 10 anni), e un laboratorio di rottura e di innovazione anche sul piano linguistico-formale, cui si è affiancato, pure, un impegno ideologico determinante, legato al contesto socio-geo-storico (non solo isolano), e una memoria non dimentica dei temi esistenziali e umani che la modernità ha lasciato in eredità a tutti, non esclusi i poeti insulari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il merito indubbiamente va alla volontà degli “antigruppisti” a non farsi guidare da alcun capo carismatico; ad essere degli anarchici libertari in modo autentico che ha consentito di non costringere in spazi ristretti o peggio, ben definiti, le esperienze eterogenee di ogni componente (canalizzazione che spesso ha autolimitato i gruppi d’avanguardia sia la storica che la recente); ad agire non solo in funzione alternativa alla cultura ufficiale ma a tentare la diffusione della cultura, partendo dal primo &lt;span style="background-color: #eeeeee;"&gt;livello,&lt;/span&gt; quello dell’informazione a favore degli strati sociali rite¬nuti meno idonei per recepire tale tipo di problematica.&lt;br /&gt;Considerata da quest’angolo di visuale, l’operazione cultu¬rale dell’Antigruppo si innesta nell’underground.&lt;br /&gt;[…]&lt;br /&gt;La punta più avanzata dell’underground italiano per me è rappresentata dall’Antigruppo siciliano, tenendo comunque sem¬pre presenti le diverse realtà storiche, sociali, politiche ed eco¬nomiche che l’hanno determinato. L’area siciliana è da collocarsi nella fascia delle “minoranze culturali periferiche” non per pro¬pria scelta ma per circostanze riferibili soprattutto a fattori &lt;span style="background-color: #eeeeee;"&gt;geografico-politici.&lt;/span&gt; Non voglio con questo riproporre il problema nei termini della sfruttatissima “questione meridionale”, ormai divenuta etichetta e che ha alimentato la tendenza all’autocommiserazione, al passivismo, al fatalismo di certa letteratura che si è autodefinita realista e non lo era, piuttosto inserirlo in quello di più vaste proporzioni e che chiamerei delle “periferie mondiali”.&lt;br /&gt;In sostanza quest’arte, questa politica di contestazione-informazione-controinformazione la ritroviamo in zone che non hanno un nord ben definito al quale contrapporsi (come in Italia) ma delle “maggioranze” ideologiche e mi riferisco, per fare degli esempi, alla Scozia, all’Ungheria, alla Cecoslovacchia, alle nume¬rose minoranze americane, australiane del Nuovo Galles, ecc.&lt;br /&gt;Delle tecniche comuni all'underground mondiale, l’Antigrup¬po siciliano ha preso la informazione-controinformazione attuata con i ciclostilati, le autoedizioni, i recitals popolari in piazza, nel¬le fabbriche, nei cantieri navali, le poesie murali e su cartelloni disposti per i marciapiedi delle vie.&lt;br /&gt;La validità dell’opera di promozione culturale e politica dell’Antigruppo, oltre che in questi modi, che ritengo efficaci ed essenziali, è da ricercarsi in un aspetto del tutto nuovo il quale ha consentito di superare gli inevitabili rischi del provincialismo culturale, per aver affrontato temi nella produzione artistica, notevole anche per quantità, che non tralasciano ma superano i confini connessi alle problematiche locali, per spaziare in quelle nazionali ed andare oltre nel tentativo di unificazione delle ricerche di quella che ho chiamato la “periferia mondiale”.&lt;br /&gt;Mi riferisco alle molteplici iniziative produttivistiche di gemellaggio tra i poeti siciliani e gli scozzesi, gli americani, gli un¬gheresi, i greci, i francesi, ecc.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se l’Antigruppo è stato una minoranza di poeti agguerriti e ribelli, che hanno dato vita a un movimento e ad una tendenza “anti”, più che a una scuola o ad una linea precisa (vista l’etorogeneità dei soggetti, il diverso bagaglio culturale politico e gli umori che alimentavano il magma poetico siciliano), tuttavia è possibile dire che gli “anti” hanno evitato i rischi del provincialismo e delle chiusure. La stessa sicilitudine (“categoria” che qualificò la poesia di Crescenzio Cane, e termine che coniò lo stesso poeta palermitano), seppure altrove non si sia mancato di giocarla con l’emarginazione vittimistica e la carica delle offese patriottiche, correla il movimento ad un’area di reazione più vasta che non ad assunzioni antropo-psicologiche entro cui in molti vorrebbero rinchiudere definendo la tipicità del siciliano. La poetica della sicilitudine, del palermitano Crescenzio Cane, infatti, aveva nella memoria della parola anche il senso delle lotte e dell’impegno dei poeti della “negritudine” (“Orfeo negro”), di cui J. P. Sartre si faceva interprete e portavoce con una ricca e puntuale analisi critica introduttiva. Una comune reazione attiva della poesia alla politica coloniale della moderna borghesia capitalistica che ha “colonizzato”, in tempi e modalità diverse, le due terre (siciliana e africana) e le loro lingue.&lt;br /&gt;Non solo, dunque, un partire da una propria identità offesa, siciliana o africana, ma, soprattutto, una presa di coscienza e un antagonismo che, in poesia, si presentava come ribellione della lingua contro la logica di rapina capitalistica e sulla base di un chiara adesione al pensiero marxista, sebbene veicolato nelle forme dell’ortodossia ormai messa in discussione; un no contro l’espropriazione delle ricchezze materiali, l’oppressione e l’attentato continuo alla lingua e alla cultura da parte del capitale e dei capitalisti colonizzatori, che, in tempi di “post-fordismo”, hanno eletto a forza e mezzo di produzione i linguaggi, i saperi, la comunicazione e la stessa soggettività individualistica come terreno di elezione per la riproduzione della società di classe.&lt;br /&gt;Come è sempre stato nella tradizione laboratoriale e di ricerca della poesia dei siciliani, per i temi affrontati artisticamente e poeticamente, nel complesso non indifferente per qualità, e per gli stessi innesti modali messi in opera, questi poeti si trovavano oltre i con¬fini ristretti delle problematiche locali. Come avviene nel moto delle correnti, che non conoscono barriere impermeabili, hanno così curato la relazione e la connessione – visto il comune clima di sommovimento di quegli anni (contestazione, “blocchi” in crisi e ristrutturazione capitalistica) – con le ricerche, le forme, i modi e i risultati all’interno di quel campo energetico unitario che è stata l’insorgenza della “periferia mondiale”.&lt;br /&gt;Quella periferia mondiale che si è trovata unita nel denunciare le logiche di guerra, di sfruttamento, di colonizzazione delle coscienze, delle culture e delle lingue, e che in Sicilia si è pronunciata, poeticamente, per esempio, con “Poeti per la pace” (Edizioni Impegno 80, Mazara del Vallo, 1982, e a cura di Rolando Certa). L’antologia “Poeti per la pace”, nata in Sicilia, non era però (né negli intenti, nello spirito e nella fattualità) solo siciliana o di soli siciliani; era voce e scrittura di autori siciliani, italiani e non. In essa si coagulava il pacifico sentire del dissenso mondiale fino a sciogliersi nell’assoluto del nome: “Poeti”! Solo con il nome di poeti, e nessun’altra determinazione geografica, ideologica, razziale o altra qualità veniva predicata della parola “Poeti”, se non quella di essere tutti determinati a spendersi per la pace e la fine di ogni guerra. E Rafael Alberti, presente nell’antologia “Poeti per la pace”, in un suo discorso, tenuto a Mazara del Vallo (“Incontri fra i popoli del Mediterraneo”, 1982), aveva detto che, nei momenti in cui i popoli venivano chiamati più allo scontro che alla convivenza o alla pace, obbligo del poeta era lasciare l’intimità lirico-soggettiva e far parlare la poesia con la voce dell’impegno etico-politico dell’interesse collettivo trasversale, lì dove, invece, l’economia e la cultura neocapitalistica esasperava il più gretto individualismo competitivo in funzione dell’esclusione e dell’eliminazione dei non integrati.&lt;br /&gt;Queste connessioni trans-locali, variamente “temperate”, smentiscono così il localismo tipico che certa antropologia fuorviante vuole cucire addosso alla poesia dei siciliani, e la innestano, con le necessarie variazioni del caso, dovute alla particolarità geo-storica e politica dell’Isola (presenza amalgamata di più strati culturali), nella rete dei movimenti europei e mondiali.&lt;br /&gt;Del resto, per altre vie, le connessioni trans-geografiche sono messe in chiaro anche in ambienti poetici che non necessariamente hanno sposato tout court il “polemos” sbrigliato e la rottura innovativa del grido di/in piazza dell’Antigruppo siciliano. Perché nel movimento dell’Antigruppo siciliano, il “polemos” e l’engagement, vista l’eterogeneità dei soggetti, delle creatività e delle storie individuali, hanno conosciuto anche la co-esistenza di poeti le cui corde suonavano anche il barocco e il neo-barocco, evidenziandolo nell’enunciazione fortemente qualificata linguisticamente. E qui l’antagonismo dell’engagement si trova nell’impasto espressionistico del verso e della sua sintassi. Un miscela esplosiva che si è fatta carico anche di dirci che la verità è plurale (non è una), e che la polis poetico-politica dei siciliani, capace di recuperare e distillare linguaggi e categorie diversi, non è disposta all’acquiescenza o alla rinuncia del conflitto, né tanto meno lasciare la cura del linguaggio alla padronanza tecnologica, come un copyright, dei cosiddetti maestri del segno verbale e/o non verbale oltre lo Stretto di Messina.&lt;br /&gt;Una per tutte, l’espressionismo ribelle e linguisticamente ricco di “misture” lessicali e sintattico-espressive del poeta Santo Calì (non solo in Crescenzio Cane – “il grido ideologico, il pugno levato, lo sguardo duro e teso al futuro” –, il poeta “più sessantottesco”, come lo chiama Franco Maniscalchi ).&lt;br /&gt;Calì è la forza catanese dell’Antigruppo siciliano (i fondatori originari sono i trapanesi Gianni Diecidue, Rolando Certa, Nat Scammacca e il palermitano Crescenzio Cane). Santo Calì è poeta che, con eguale perizia e potenza poetica, ha scritto in “dialetto” e lingua nazionale.&lt;br /&gt;Di questo poeta singolare, popolare e colto, che nella cura della lingua poetica sapeva ben sciogliere la sua memoria, il suo dissenso di uomo e il suo impegno etico-politico di cittadino non allineato e critico, Franco Pappalardo La Rosa, al convegno di Taormina (1985) – “Nel dire poesia” –, smentendo Ignazio Buttitta, dice che il poeta di Linguaglossa (Calì) si era creato un proprio linguaggio. Un linguaggio espressivo-comunicativo che, poeticamente “attingendo a tutti i vari aspetti della parlata quotidiana come a quelli della vita contadina e della tradizione colta”, non spezzava nessun filo di contatto con la gente, gli addetti ai lavori e i suoi lettori o ascoltatori; e Stefano Lanuzza – critico e poeta che privilegia la parola poetica scritta rispetto all’oralizzazione –, ironizzando lo stesso Buttitta, dice che il “mutangolo” Calì rischia pure “di essere scoperto, prima o poi, come il maggiore poeta dialettale del Novecento”, mentre il poeta di Bagheria (Ignazio Buttitta), “vero sciamano della voce dialettofona”, per i suoi innumerevoli recitals, risulterà sicuramente “più eminente del mutangolo Calì”.&lt;br /&gt;Sempre sullo stesso poeta Santo Calì, Aurora Raineri, che ne ha curato la scheda per Volti e Pagine di Sicilia (Prova d’Autore, Catania, 2001), richiamando ciò che Rosario Contarino ha scritto in Operai di sogni (Comune di Randazzo, CT, 1985), riprende il fatto che il codice linguistico di Calì è una lingua di trasgressione non compromessa con la catramazione del presente e delle mode. Il suo idioletto poetico è screziato, e tale che, senza perdere gli ancoraggi offertigli dalla cultura classica, per la presenza di “barbarismi”, “neologismi”, termini “tecnici” e locuzioni di “linguaggi settoriali”, quanto per il riutilizzo del “dialetto” e del quotidiano, lo si può pure indicare come uno che ha modalizzato la fluorescente piega barocca per qualificare l’espressione comunicativa del suo far poesia. E com’è tipico della/nell’area espressionistico-barocca, la tipicità stilistica di Calì, così, si fa carico, pure, della denuncia delle ferite che toccano il suo habitat isolano (e non). Ferite che chiamano a motivo le responsabilità del potere socio-politico e religioso. Un potere che, nella più ampia vita antropologica ed esistenziale dell’uomo contemporaneo e dell’Isola, non manca certo di colpe e omissioni gravissime. Delitti politici e morali che Calì denuncia e attacca con la sua verbalità poetica fine e colta, e con i toni di un severo giudizio. I tratti dell’oscenità di certi termini, con cui si tratteggia il potere politico e religioso, sono solo un colpo di fioretto in affondo e decisiva condanna a morte per chiunque, dentro gli apparati, pensa di mettere in atto prediche e pratiche non coerenti e strumentali.&lt;br /&gt;Troviamo, così, un poeta (Santo Calì) anti-gruppo che non è “piazzista” o altra diminutio populistica o voce isolata e funzionale per una sola stagione; un poeta che con altri siciliani, che antigruppo non sono, si trova così in sintonia per frequenze stilistiche e di pensiero poetico (non certo di corto respiro, ma condiviso a largo raggio) messe in giro dalle correnti e dalle turbolenze politiche e culturali europee e transnazionali. E così pure per tanta altra poesia che si fa ( o nata) in Sicilia.&lt;br /&gt;Nelle “periferie mondiali”, il general intellect poetico, di volta in volta, così, attraversato dalle particolari turbolenze che rompono le simmetrie di scuola (o presunte tali) e le accademie, lascia nuovi semi; e questi, a loro volta, lievitano incrementando il sapere poetico e i suoi effetti di verità, di utopia, di funzione-invenzione e astrazioni congetturali. Una funzione-invenzione funzionale sia a demistificare quanto a resistere (se non a sconfiggerlo) antagonisticamente contro quanto deprime il privato e il pubblico etichettando come inutile la poesia e il suo linguaggio complesso e metamorfosante, lì dove, invece, tagliando pesca tanto nelle strutture profonde quanto nelle voci singolari dei testi, che in quelle trovano ragioni sia per andare avanti, sia per non dimenticare il debito verso i “morti” e riaccenderne le potenze rimaste bloccate.&lt;br /&gt;E questa è una verità che affiora ancora “Nel dire poesia” (Mazzarò-Taormina – Hotel Villa S.Andrea - Sala Oli¬viero –, 9 agosto 1985); un verità che lievita nella tavola rotonda progettata e organizzata da “Carte Siciliane”, di cui anima essenziale è stato il poeta acese Mario Grasso.&lt;br /&gt;Come argomenta Vincenzo Leotta, alla tavola rotonda, durante il confronto, nella poesia dei siciliani permane una tendenza di fondo che, senza perdere i contatti con la realtà dei luoghi e del tempo presente, travalica i confini regionali e si nutre anche dei movimenti del passato.&lt;br /&gt;Le categorie, che servono a caratterizzare quel dialogo plurale, sono variamente connesse alla corrente metafisica, all’esistenzialismo, al post-cubismo, all’espres¬sionismo…ai linguaggi svezzati e taglienti dei Sud del mondo, etc. Quanto dire, ancora, che si parla e si dialoga immersi nella memoria e nella storia del gruppo e della terra in cui questi maturano per andare oltre tra riflessioni che sono anche proiezioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il “neobarocco siciliano” appare svincolato del tutto o quasi dall’influenza di Qua¬simodo e dal peso di una tradizione legata alla realtà contingente dell’isola e ai suoi concreti e drammatici proble¬mi. Non nel senso che sia avvenuto nella poesia quanto è accaduto con Sciascia nella narrativa, cioè la “sicilia¬nizzazione dell’Italia”, ma nel senso che i poeti pongono in secondo piano l’analisi delle condizioni sociostoriche – su cui, invece, s’incentra, per portare un esempio, l'Antigruppo ‘70 e ‘ 80 –, perché più interessati ai grandi temi esistenziali sui quali si giuoca il destino dell’uomo e la sopravvivenza stessa della civiltà: la prevaricazione del potere, politico economico militare, sulla libertà delle coscienze, la supremazia della tecnologia che svilisce e snatura la persona, il capitalismo e la violenza dei mass-media […], in sintesi, la disumanizzazione dell’uomo e l’indeci¬frabilità del reale. […]. L’attualità non è però ignorata, bensì trasferita nel mito, […]. L’assunzione della problematica attuale al livello etico non è, infatti, disim¬pegno, evasione o peggio abdicazione […], è un procedimento non rettilineo ma circolare che riesce, ogni volta, a una consapevolezza più lucida e ricca. E, anche quando la cronaca s’impone prepotentemente e incalza impietosa e risentita la denunzia sociale ed esistenziale – come in Biodegradanti, ch’è una sezione di Lettere a Lory di M. Grasso –, essa è resa “attraverso processi sghembi post-cubisti”: il risultato è la deformazione grottesca, la dissacrazione irrisoria, un’atmosfera stralunata e spae¬sante, mentre, nelle liriche che intitolano il volume, l’ele¬gia d’amore sfuma nella visione, è sciolta in movenze e tonalità allusive, magico-stranianti, e lo stesso personag¬gio femminile è alonato da un’aura mitica, sospeso tra realtà e sogno, resoconto e favola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il neo-barocco (frequenza stilistica e di pensiero che anima costantemente la poesia siciliana, e riccamente presente, fra altri, in Stefano D’Arrigo e Mario Grasso) si coniuga così – continua Leotta – anche con l'area dell’espressionismo. E l’espressionismo “è categoria anch’essa indissociabile del barocco”, e di cui, del resto, è spia evidente “l’uso macroscopico e generaliz¬zato di tecnicismi e di vocabolario specialistico” – che non è assente dal vocabolario dei poeti siciliani –, sì che “al nome generico e astratto è sempre preferito quello determinato e concreto, con una puntigliosità spinta sino allo scrupolo e con un bagaglio tecnico insolito”.&lt;br /&gt;Nella stessa tavola rotonda (“Nel dire poesia”), Jolanda Insana teneva a sottolineare che l’attività di ogni poeta è una tensione e un grosso lavoro, un laboratorio dove c’è anche “un margine di inconsapevolezza, di non-sapere, ma il poeta per essere poeta, cioè soggetto creativo, deve andare oltre questa incoscienza, oltre l’es, deve cioè passare dall’immaginario al simbolico, dal corpo al logos, attraversando tutte le possibili forme culturali della comunicazione e del sapere” .&lt;br /&gt;L’espressionismo è così categoria poetica che, in Sicilia, non è patrimonio di un movimento e tendenza di uno piuttosto che di un altro. L’impasto e la febbre linguistici interessano e attraversano così i poeti siciliani (siano o meno antigruppo) perché ne è connotata la loro contingenza assoluta di uomini, e perché i linguaggi della storia non sono impermeabili e sordi. Linguaggi e segni che possono essere utilizzati sia per una testimonianza gridata e gestuale soggettiva quanto contro gli assetti sociali alienanti e oggettivi, che, in un determinato contesto, governano le strutture della disumanizzazione degli uomini e castrandone la felicità sociale e individuale.&lt;br /&gt;Anche Lucio Zinna, fondatore del “Gruppo Beta” di Palermo, e vicino all’Antigruppo siciliano o all’interno del movimento “anti”, discriminando quanti hanno confuso la poesia col manifesto di partito o con la comunicazione sindacale e ideologica, nel “Dibattito su L’Antigruppo”, ha confermato che l’esigenza artistica (e prioritaria) dei poeti dell’Antigruppo non era limitata alla “piazza” e all’esasperazione solo ideologica; c’era anche quella variegata occorrenza stilistica, determinata anche storicamente, di “lavorare sull’uomo”, e non astratti dall’ambiente incidere sul tessuto sociale e, nel senso più ampio, operare “sulla parola […], eliminare o ridurre il divario fra cultura militante e masse popolari, in concreto e non solo teoricamente” .&lt;br /&gt;Come dire che i poeti siciliani, non abdicando alla realtà, guardano e scelgono l’utopia (complessa e concreta) attraverso la lotta che vuole modificare lo stato di cose presente e denudando mistificazioni, menzogne e falsi approdi imbarcando pure le rotte poetiche. La parola poetica dei siciliani si fa così anche discorsiva e “pubblica”; e si muove come tale non perché è diventa solo ideologica e ignorante degli uomini, del loro sentire e dei loro contesti, ma perché vuole essere più vicina all’animale uomo in quanto comune abitante politico del mondo, prima che di una nazione o di una sovranità territoriale.&lt;br /&gt;Emerge, ancora una volta, così, in una realtà siciliana variegata e plurale, mossa dal clima della contestazione degli anni Sessanta, una poesia siciliana vitale, non locale e legata alle grandi idealità correnti trasversali e contemporanee (surrealismo, neorealismo e post-realismo e l’altro dei linguaggi del ’68, etc.) e, come ha scritto Domenico Cara, anche una classicità trasgressiva del “Sessantotto”. “Il Sessantotto ha una “classicità” eversiva nel Sud, cioè è nato prima di tutti i tempi civili: i dedali, le connessioni terroristiche, ecc.; non è soavemente originale, ma ruvida e coatta funzionalità di sopravvivenza, processo di autogestione fisica e mentale, necessariamente derivata dalle condizioni di base della terra meridionale, le quali comunicano sempre (o spesso) le loro disperazioni con discreta follia e senza particolari tumulti, o modelli influenti e infaticabili” . Una classicità poetica cioè che – guardando anche alla grecità, e non suscettibile, pertanto, di critica superficiale – doveva funzionare, parafrasando ciò che in quegli anni dicevano Foucault e Deleuze parlando di intellettuali e potere, come una “cassetta degli attrezzi”.&lt;br /&gt;Del poeta Rolando Certa (dell’antigruppo trapanese), per esempio, l’autore di Febbre, furore e fiele (1983) Giuseppe Zagarrio – poeta siciliano (il poeta del rapporto coscienziale della poesia con il mondo, in cui lo svelarsi individuo e umanità si fa in parallelo senza “sicilianismi” e “sicilitudini”; semmai con onirismo timbrato dal dolore) – ha detto che ci si trova in presenza di testi che sono connotabili con la “grazia della poesia eolica”; e Giuliano Manacorda, critico e storico della letteratura italiana, scrivendo una nota introduttiva a Il sorriso della Kore dello stesso Certa, ha detto che il poeta mazarese, forse l’ultimo dei neorealisti, è stato capace di una così ricca “invenzione metaforica” riguardante la donna amata, che non ha niente da invidiare a nessuno. Una capacità artistica che può essere propria di qualsiasi altro luogo e poeta. Eppure non tutta la produzione poeta del mazarese Rolando Certa, specie parte di quella che tocca l’impegno etico-politico, ha esiti artisticamente riusciti. Solo quando non viene esasperata la corda del netto schieramento e della prosaicità tout court, e invece prevale il senso (della comune umanità), e la critica e l’elegia sono temperate dall’autoironia e dall’ ironia civile, e fanno prevalere la sintesi poetica, allora i conti tornano. E così è anche per i poeti antigruppo o vicini al movimento.&lt;br /&gt;Tornando all’incontro di Taormina, Marika Marchese, altro rappresentante di “Carte siciliane”, “Nel dire poesia” (di cui si già detto avanti), ribadisce che la poesia dei siciliani non può essere sottoposta né a “limiti geografici né linguistici”. L’identità molteplice dell’ordine simbolico siciliano, che – fin dagli anni delle prime colonizzazioni e conquiste di guerre e/o di mercato – ha goduto di continue mescolanze linguistiche plurali (riversatesi, poi, nel linguaggio dei singoli poeti), infatti (e per questo motivo di fondo), generalmente, non potrebbe essere “definita”, eventualmente, che come insulare metamorfosi e variazione singolare. Una variazione del general intellect poetico e letterario comune e sociale che, come ha scritto Stefano Lanuzza nel suo recente volume, Gli insulari. Romanzo della letteratura siciliana (2009), produce una poesia e una letteratura insulare mobile (nella lingua) e metamorfica, e tale che senza, come scrivono anche altri autorevoli critici (nominati dallo stesso Lanuzza nel suo libro), ne risulterebbe pregiudicata la stessa letteratura italiana.&lt;br /&gt;Variazioni e metamorfosi produttivo-poetiche che, via via, hanno interessato e attraversato – con sperimentazioni (contaminazioni, impasti con parlate, dialetti e altre lingue, semiotica, iconicità e altra tecnologia) o altro laboratorio – anche il caleidoscopico e “polemico” movimento dell’Antigruppo siciliano, l’Antigruppo Palermo, l’Intergruppo e la Singlossia (Palermo), o agli altri movimenti (individuali o di gruppo) della Sicilia.&lt;br /&gt;Nello spazio sferico della poesia, gli agenti atmosferici delle insorgenze e delle trasformazioni hanno fatto sì che la poesia siciliana e la lingua che la scrive abbiano avuto e goduto di topos e biforcazioni specifici. Il loro spazio e il loro tempo sono strati striati come da un vento di scirocco. Il vento afro-arabo che surriscalda ed effonde tutti gli odori e i sapori che girano nell’area del Mediterraneo e dintorni; il vento che ha animato la parola poetica siciliana contaminandola senza omologarla, e mantenendole anche le riserve del non detto e del “non trasparente”. Perché, come direbbe Eduard Glissant (La poetica del diverso, 2004), la vera “barbarie” è volere l’altro nella tua lingua.&lt;br /&gt;E così ogni poeta, con la memoria delle comuni strutture culturali e politico-ideologiche di fondo, siculo-mediterranee (basterebbe, a volte, un occhio al lessico dialettale che nelle radici conserva l’arabo come il greco, il fenicio come il latino o il francese…), ha parlato singolarmente e con il gruppo come un’infrasoggettività piuttosto che come un’intersoggettività di individui assoluti e separati. Voce e scrittura di un de-serto complementare, dove lo scirocco è sicuramente il vento caldo delle passioni e delle bruciature timbrate.&lt;br /&gt;E per dirla con la metafora e l’allegoria della letteratura migrante della rivista EL-GHIBLI, anche la lingua della poesia siciliana è , allora, un “ghibli” (scirocco), il vento del deserto, e che del deserto dice ciò che le altre lingue non sanno dire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;El Ghibli è un vento che soffia dal deserto, caldo e secco. È il vento dei nomadi, del viaggio e della migranza, il vento che accompagna e asciuga la parola errante. La parola impalpabile e vorticante, che è ovunque e da nessuna parte, parola di tutti e di nessuno, parola contaminata e condivisa. È la parola della scrittura che attraversa quella di altre scritture, vi si deposita e la riveste della polvere del proprio viaggio all’insegna dell’uomo e del suo incessante cammino nell’esistenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La lingua della poesia dei siciliani è, infatti (vogliamo credere), come un “ghibli”, il vento di scirocco del crogiuolo mediterraneo che ha caratterizzato la vita storica collettiva e l’esistenza personale dei siciliani. Il vento che devia, mescola, ibrida e creolizza i linguaggi, e che non abbandona i migranti anche quando si allontanano dalla loro terra. Perché la lingua, come la madre e la terra che li ha generati non li abbandona mai anche quando se ne allontano idealmente o materialmente. Se si profila il rischio, nella loro lingua, oltre i segni della geografia d’appartenenza (mitica e non), c’è la grazia del parola sgraziata e oscena che ci riporta impietosamente, e non solo per elegia o nòstoi, ma per sedimento strutturale.&lt;br /&gt;E loro (vulcanici o piegati) ne trascrivono lo spirito, il corpo e la presenza ora con una poesia ora con un’altra. Un testo che potrebbe essere stato scritto, pure, altrove. Una poesia che si concretizza con/in quelle parole, simboli, miti, lotte, frenesia, sensualità e materialità animati che meglio ne semantizzano il dicibile e l’indicibile, o il visibile come le astrazioni più corpose e vuote che il “reale”, quello che in ogni modo scappa sempre dai limiti della parola orale e scritta, pone come un appuntamento non rispettato e spostato.&lt;br /&gt;E così, in questa mesci-danza, la poesia dei siciliani si è misurata, si fa per dire, ora con la propria insularità specifica, ora con gli amori e la terra, ora con i focolai della pace e della guerra, dei conflitti civili, politici e sociali, ora con le ansie dei temi soggettivo-esistenziali, dell’identità e delle diaspore che la lingua come potenza testuale ha potuto attualizzare nel divenire poesia e poesia siciliana.&lt;br /&gt;Una potenza del dire e del non dire che è anche propria di ogni regione topologica siciliana, sì che le nove province – Trapani, Palermo, Siracusa, Ragusa, Caltanissetta, Enna, Agrigento, Catania e Messina – della Regione Sicilia, nel comune general intellect poetico dei principi, delle procedure retoriche, delle tematiche e dello sperimentare in genere, e i loro poeti si porgono con una propria singolarità di scrittura che riflette e distingue, in ogni stagione, le individualità e la scrittura idiosincrasica propria allo stile di ciascuno. La lingua “sciroccata” della poesia siciliana che mescola e non azzera le identità nell’indifferenza, piuttosto ne attesta la struttura plurale e/o mediterranea, come plurale è l’identità stessa del paesaggio del Mediterraneo.&lt;br /&gt;Del resto un general intellect poetico che insemina, come una pioggia, lo spazio della polis poetica dei siciliani, non può non riflettere la stratificazione storico-materialistica determinata e molteplice che ha dato materia e forma alla stessa corporeità della loro scrittura poetica, e di cui ora, qui, per stralcio e non saldo, si dà qualche assaggio testuale riportando le poesie di autori scomparsi, viventi, e di meno giovani e più giovani che, in alcuni casi, si sono provati anche nel cinema, oltre che nel teatro (Rino Marino).&lt;br /&gt;Ogni parola è un’apertura sul mondo che ci sfida per essere esplorato, conosciuto e agito. Di questa apertura e “colloquio”, a mo’ di esempio, e in appendice, ci piace riportare per interno l’introduzione della traduttrice romena Eta Boeriu a &lt;em&gt;Poeti siciliani Contemporanei&lt;/em&gt; (Timisoara, 1984)&lt;br /&gt;Ora, di seguito, ancora, e per difetto (è impossibile chiamarli – noti e non – tutti), qui, nomi e testi di alcuni poeti: scomparsi o viventi, meno giovani e giovani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;APPENDICE&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La poesia siciliana contemporanea&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;di Eta Boeriu&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse potrebbe sembrare strano ed anche temerario l'intento di parlare della poesia siciliana contemporanea, di parlare cioè di una poesia che, essendo totalmente inserita nella sua propria dolente realtà, è an¬cora in piena ebollizione, si sta facendo, per così dire, giorno per giorno, non avendo ancora dato al tempo il modo di agire su di essa fissandone le giuste prospettive. E tanto più ardito potrebbe sembrare un tale in-tento, in quanto esso viene da parte di una che, come me, guarda a que¬sta poesia dal di fuori e, trattandosi di una antologia — per quanto im¬parziale e ben fatta — non può giudicare l'opera dei poeti in essa com¬presi altro che per frammenti, contemplandola con uno sguardo che è per forza limitato.&lt;br /&gt;Premesso tutto questo, mi rendo conto che il mio proposito di parlare della poesia siciliana di oggi — senza però la pretesa di emettere dei giudizi critici su di essa — non ha da parte mia altro vantaggio oltre a quello di averla tradotta. E penso che non sia trascurabile, se è vero che nel traduttore, proprio per quella "corrispondenza d'amorosi sensi " che si crea fra lui e l'autore tradotto, proprio per quell'amore verso il testo esaminato anzitutto nella raccolta intimità e nel segreto della pro¬pria coscienza, nel traduttore si attua quella " forma plenaria della let¬tura " che, secondo la definizione di Borges, è la traduzione. Ho letto dunque anzitutto nella mia raccolta intimità questo florilegio di poesia siciliana del quale il poeta Rolando Certa ha voluto far dono al pub¬blico romeno, cercando poi, attraverso ripetuti esercizi di lettura, che sotto altrettanti esercizi di poesia e di difficili scelte formali, di far sì che nei lettori romeni possa compiersi in modo unanime lo stesso processo d'intendimento della poesia, la stessa forma plenaria di lettura, che si era compiuta in me, affinché attraverso la mia traduzione essi possano percepire la poesia nei suoi profondi significati.&lt;br /&gt;Ma, parlando adesso non più in veste di traduttrice, bensì in quella più comune di un lettore più o meno competente — perché tale credo sia ogni lettore che ama la poesia — penso che la prima cosa che colpi¬rà il lettore romeno, dopo aver letto questa antologia, sarà il fatto che la poesia siciliana contemporanea è innanzitutto una poesia di nobile im¬pegno civile, una poesia di denuncia e di contestazione, profondamente radicata nella realtà. E troverà in questo suo primo accertamento una garanzia di autenticità, perché la realtà è unica fonte di vera poesia, allorquando Io scrittore sa far sì che l'avvenimento storico e biografico. vissuto o assunto, si alzi dal piano dell'esistenza reale per iscriversi su quello delle finzioni significative, sa far sì che attraverso la sua arte l'avvenimento storico diventi avvenimento letterario. E questa condizio¬ne mi sembra si verifichi nelle pagine dei poeti di questa antologia, poeti che, ricchi di un millenario patrimonio culturale, hanno saputo valoriz¬zarlo, facendolo funzionare come un vero filtro culturale che, assieme alla loro arte, ha decantato l'avvenimento greggio, storico o biografico, dandogli peso e valore estetico.&lt;br /&gt;Ho accennato prima al millenario patrimonio culturale del quale la Sicilia è erede. Senza insistere adesso sulla classicità di certi poeti o sull'influsso dell'ellenismo su di altri, voglio mettere in luce un altro tratto caratteristico della poesia siciliana che è appunto la chiarezza, la solarità mediterranea di questa coscienza isolana che, pur travagliata come è, crea un mondo di purezza e limpidità, un universo poetico dal quale la poesia scaturisce quasi con l'irruenza di un fenomeno naturale. Il nostro grande poeta e filosofo Lucian Blaga, nel definire i suoi concetti di oriz¬zonte spaziale e di spazio-matrice, spiegava come la natura esteriore agi¬sce sulla spiritualità, sulla cultura di un popolo. In un canto per esempio, diceva Blaga, risuona non tanto il paesaggio, ma prima di tutto uno spa¬zio sommariamente articolato di linee e accenti, uno spazio schematica-mente ridotto alla sua statica e dinamica essenziale, che diventa in se¬guito la matrice stilistica di un popolo. In questa matrice stilistica sì stanno organizzando tutti i fattori determinanti dello stile, che lasciano la loro impronta su tutta la creazione spirituale di tale popolo. Chi con¬templa attimo per attimo — proseguo io adesso il pensiero del nostro Blaga — un paesaggio di linee pure ed essenziali, oppure i continui, acu¬ti contrasti della luce e dell'ombra, non potrà eludere le sollecitazioni della fantasia e dello spirito creatore, che verranno ad esprimersi poi in quelle determinate condizioni di chiarezza e solarità alle quali mi rife¬rivo all'inizio e che costituiscono, secondo me, la matrice stilistica della Sicilia. E giacché ho parlato della spiritualità mediterranea, mi permetto di citare il poeta Valéry, che ha sintetizzato in modo esemplare il ruolo del Mediterraneo nel mondo in queste poche parole: " l'edificazione della personalità umana, la nascita di un ideale per Io sviluppo completo e perfetto dell'uomo è stato realizzato sulle nostre rive. L'uomo misura delle cose, l'uomo uguale all'uomo davanti a Dio e considerato sub specie aeternitatis, ecco delle creazioni integralmente mediterranee, con im¬mense conseguenze che è quasi inutile ricordare ".&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_eSw50akOz94/S0c4OI10DAI/AAAAAAAACq0/tDAgcxw5l6Q/s1600-h/etaMARSALA2.JPG"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5424366091733568514" src="http://2.bp.blogspot.com/_eSw50akOz94/S0c4OI10DAI/AAAAAAAACq0/tDAgcxw5l6Q/s200/etaMARSALA2.JPG" style="cursor: hand; height: 144px; width: 200px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;E' dunque in questo clima che nasce e respira la poesia siciliana che — tramite quest'antologia — manda il suo limpido messaggio di soli¬darietà al popolo romeno, ci invia il suo puro canto e la sua voce, che ci invoglia non solo a conoscerla più a fondo, ma a conoscere anche quello spazio mitico che le ha dato vita e che io oggi, in questo mio primo e tanto ambito viaggio in Sicilia, ho la fortuna di scoprire.&lt;br /&gt;Quattro temi centrali, quattro motivi chiave mi sembra discernere nell'odierna poesia siciliana: oltre alla poesia di denuncia e di contesta¬zione del sistema borghese e capitalistico che emerge più o meno esplicita in quasi tutti i poeti che ho tradotto, altrettanto vigoroso risul¬ta il tema dell'amore per l'Isola: per questa terra definita «dolcedolente» che può essere considerata come centro emblematico delle contraddi¬zioni dell'Italia contemporanea, ma, allo stesso tempo, anche una vera riserva di forze e di energie vitali, dalle quali nascerà un mondo miglio-re. Sia che si tratti di poeti che hanno scelto di restare fermi sul posto, in mezzo al loro popolo, impegnandosi a tentare una operazione culturale nuova qui sulla propria terra di origine, sia che si tratti di quelli che hanno emigrato nel Nord e che continuano a guardare alla loro Isola con gli occhi del distacco e quasi con quel sentimento di col¬pa e rimorso dì chi non si sente partecipe diretto degli avvenimenti, tutti, tanto gli uni quanto gli altri, sono impregnati di quest'amore per la propria terra che lascia profonde tracce nella loro poesia. Ma, a differenza, per esempio, della nostra poesia d'amore per la patria, la poesia siciliana è sempre gioia mista al dolere, canto e lamento allo stesso tempo, a cominciare proprio da Quasimodo. E' commovente e struggente sentire questi versi imbevuti di pianto, questi canti mai sazi di lacrime, lacrime per le donne che perdono i loro tigli e mariti uccisi, lacrime per i bambini che lavorano nelle solfatare, lacrime per gli emi¬granti che forse mai faranno ritorno. Questo motivo dell'emigrazione che ricorre cosa di frequente nella poesia siciliana, mi pare le sia specifico — non l'ho trovato in nessun'altra letteratura di quante ne ho lette — e da questa specificità deriva anche la forza espressiva con la quale agisce sul lettore.&lt;br /&gt;D'altro canto, un altro aspetto inedito per il lettore romeno sarà quello della poesia dialettale, anch'essa presente in quest'antologia, co¬me anche in altre più recenti antologie di poesia italiana. Questa presen¬za, in cui si è visto, da Pier Vincenzo Mengaldo per esempio «un atto di rifiuto e opposizione al... processo di accentramento livellatore» della lingua nazionale, può essere interpretato anche come, osserva lo stesso, un desiderio di ricorrere ad un linguaggio a vergine » schivo delle con¬venzioni socio-culturali, e come tale garante di una massima autenticità individuale. E questo credo sia il caso dei poeti siciliani che ricorrono al dialetto come a una lingua vera e propria. Purtroppo il traduttore ro¬meno non ha la possibilità di rendere il dialetto per dialetto, visto che il fenomeno dialettale assume altri aspetti particolari nella nostra lingua.&lt;br /&gt;Un altro tema, infine, che appare spesso e che&amp;nbsp;è connesso tanto alla protesta e alla denuncia, quanto all'amore della propria terra, è il tema della pace, autentico grido di spavento che scatta dall'animo di un popolo su cui incombe più che sugli altri, forse, la minaccia della guerra. La funzione mobilitatrice che assume in questo caso la voce dei poeti è ovvia: sono loro che devono aprire gli occhi al popolo sul pericolo che minaccia oggi tutto il mondo, e sempre loro quelli che unendo la loro voce a quella di tanti altri poeti di diversi paesi, devono alzare una comune protesta contro la guerra. E, arrivata a questo punto, mi piace e mi commuove rilevare come i due ultimi temi, l'amore per la terra natia e la lotta per la pace vengono a rispondere da lontano a due motivi analoghi della poesia romena di oggi; la quale, superate le condizioni di iniquità sociale, non è più, naturalmente, una poesia di denuncia e di contestazione, ma rimane lo stesso una poesia d'impegno civile, dedicandosi, placata, all'esaltazione della patria, del suo leggen¬dario passato e della sua mirabile natura, oppure, irrequieta ed ansio¬sa, esorta alla pace e all'amicizia fra i popoli del mondo.&lt;br /&gt;Non potrei certo concludere adesso, senza mettere in risalto anche il filone della poesia di lacerazione esistenziale, ricca di immagini che scattano con forza, di sentimenti appercepiti con dolorosa acutezza ed espressi in un linguaggio scabro ed essenziale, filone che serpeggia lun¬go tutta l'antologia, anche se più o meno evidente, secondo l'indole di ciascuno dei poeti che investe. E non posso trattenermi dal riconoscere che è proprio questo il filone più affine alla mia indole poetica, alla mia poesia e non solo alla mia, ma anche a una gran parte della poesia contemporanea romena.&lt;br /&gt;Giunta alla fine di queste scarse e modeste osservazioni sull'odier¬na poesia siciliana quale essa risulta dal florilegio che ho tradotto, non trovo miglior modo di ringraziare il suo artefice, il poeta Rolando Certa, se non quello di assicurargli che, come lui stesso ebbe ad au¬spicare alla fine dell'introduzione talmente preziosa che precede l'antologia, essa sarà senz'altro « accolta dal popolo e dalla cultura rome¬na come un messaggio di fraternità » che contribuirà « a rinsaldare gli antichi vincoli di parentela e di amicizia tra i nostri due popoli che le vicende della storia hanno accomunato ».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 85%;"&gt;Nota&lt;br /&gt;«TRINACRIA», poeti siciliani contemporanei, pagg. 312, Editrice «Facla», Timisoara (Romania), 1984. Antologia e studio introduttivo di Rolando Certa. Traduz:one di Eta Boeriu. Autori inclusi: Salvatore Qua¬simodo, Giuseppe Addamo, Francesco Battiato, Ignazio Buttitta, Santo Cali, Crescenzio Cane, Bartolo Cattafi, Maria Celeste Celi, Rolando Certa, Antonino Contiliano, Antonio Corsaro, Antonino Cremona, Gianni Dieci-due, Mario Farinella, Luigi Fiorentino, Melo Freni. Emanuele Gagliano, Aldo Gerbino, Rino Giacone, Salvatore Giubilato, Mario Gori, Giuseppe Guida, Federico Hoefer, Giovanni Lombardo, Irene Marusso. Vincenzo Ma¬scàro, Orazio Napoli, Elvezio Petii, Lucio Piccolo, Angelo Maria Ripellino, Angelo Scandurra, Emanuele Schembari, Fiore Torrisi, Luisa Trenta Musso, Stefano Vilardo, GiuseppeZanarrio, Lucio Zinna.&lt;br /&gt;Il volume è illustrato con disegni e riproduzioni dei seguenti artisti italiani: Renato Guttuso, Ugo Attardi, Salvatore Fiume, Giuseppe Migneco. Emilio Greco, Santo Marino, Gianbecchina. Bruno Caruso, Carlo Puleo, Mario Bardi, Roberto Zito, Ernesto Treccani, Enzo Santostefano.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5433263727655844608-3829120041379309170?l=bollettario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bollettario.blogspot.com/feeds/3829120041379309170/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5433263727655844608&amp;postID=3829120041379309170' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5433263727655844608/posts/default/3829120041379309170'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5433263727655844608/posts/default/3829120041379309170'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bollettario.blogspot.com/2010/01/fare-poesia-in-sicilia-di-antonino.html' title='FARE POESIA IN SICILIA,                di Antonino Contiliano'/><author><name>Nadia Cavalera</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_eSw50akOz94/SmShLpi2riI/AAAAAAAACF8/SY3d6_k3Bes/S220/P7180384.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_eSw50akOz94/S0c7CtIEqcI/AAAAAAAACr0/BZtAzCekHxM/s72-c/L%27io+diviso.Apolloni.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5433263727655844608.post-8063997498956117181</id><published>2010-01-01T07:53:00.000-08:00</published><updated>2010-01-11T08:02:03.289-08:00</updated><title type='text'>Lucio Zinna</title><content type='html'>&lt;span style="font-size: 85%;"&gt;Zinna Lucio è nato a Mazara del Vallo (1938). Vive a Palermo. Ha pubblicato:&lt;br /&gt;Poesia&lt;br /&gt;Il filobus dei giorni, Palermo, Editoriale M. A. David Malato, Quaderni del Ciclope, 1964; Un rapido celiare, Palermo, Quaderni del cormorano, 1974; Sàgana, Crotone-Palermo, Il Punto, 1976; Sàgana, con 5 acqueforti-acquetinte di Angelo Denaro, Firenze, Edigrafica, 1978; Tabes, con 4 litografie a colori di Franco Lo Cascio e uno scritto di Alfredo Todisco, Treviso, La Cave d’Arte, 1979; Sàgana/2, con 3 acqueforti–acquetinte di Angelo Denaro, Palermo, La Bottega di Hefesto, 1986; Abbandonare Troia, Forlì, Forum/Quinta Generazione, Collana “Poesia 80”, 1986; Bonsai (con 3 dediche grafiche di Nicolò D’Alessandro), Palermo, I.L.A. Palma, 1989; Sàgana e dopo, Ragusa, Cultura Duemila, 1991; Rugaciune pentru eliberatori (traduzione di Stephan Damian), Craiova, Editura Europa, 1991; La Casarca, Palermo, La Centona, 1992; Il verso di vivere, Marina di Minturno, Caramanica Editore, 1994; La porcellana più fine, Caltanissetta-Roma, Salvatore Sciascia Editore, 2002; Poesie a mezz’aria, Faloppio (CO), LietoColle, 2009.&lt;br /&gt;Narrativa&lt;br /&gt;Antimonium 14, Palermo, Quaderni del cormorano, 1967; Come un sogno incredibile – Ipotesi sul caso Nievo, Pisa, Giardini, 1980; Il ponte dell’ammiraglio e altre narrazioni, Palermo, Thule, 1986; Trittico clandestino, Siracusa, Ediprint/Arnaldo Lombardi, 1991; Quando bevea Rosmunda, Palermo, Quaderni di Arenaria, 2001; I pugnalatori del 1862; Il delitto Notarbartolo in G. Mele, A. Vecchio, L. Zinna, I «Gialli » di Palermo, Palermo, Antares, 2005; Il caso Nievo – Morte di un garibaldino, Marina di Minturno, Caramanica, 2006.&lt;br /&gt;Saggistica&lt;br /&gt;Le antinomie del quotidiano nel Preludio di «Marionette, che passione…!» di Rosso di San Secondo, in Aa.Vv. Pier Maria Rosso di San Secondo nella letteratura italiana del Novecento (a cura di A. Pellegrino), Roma, Istituto dell’Enciclopedia Italiana, 1990; Il «nero» canto del cigno, in Av. Vv. Omaggio a Marino Piazzolla, vol. II, Roma, Fondazione Piazzolla, 1993; Amare pieghe di una dimensione selvaggia, in Aa.Vv. Attardi – Del corpo, nell’anima, Palermo, Kaleghè, 1998; Sicily (testo critico e antologia) in Dialect poetry of Southern Italy (a cura di L. Bonaffini), New York, Legas, 1999; Nietzsche e Kafka, Palermo, Quaderni di Arenaria, 2001; Due letture dantesche, Palermo, Quaderni di Arenaria, 2002; Nino De Vita e il mondo di Cutusio, Palermo, Quaderni di Arenaria, 2002; Gli equilibri della poesia, Quaderni di Arenaria, Palermo, 2003; La parola e l’isola – Opere e figure del Novecento letterario siciliano – Palermo, Istituto Siciliano di Studi Politici ed Economici, 2007; Perbenismo e trasgressione nel “Pinocchio” di Collodi, Palermo, Quaderni di Arenaria, 2008; Il mondo narrativo di Luciano Domanti. Palermo, ILA Palma, 2008; Stagioni della vita e metafore della “soglia” nel realismo radicale di Leopardi, Palermo, Quaderni di Arenaria, 2009.&lt;br /&gt;Traduzioni&lt;br /&gt;Paul Valéry, Il cimitero marino (con testo a fronte), in «Nuovo Romanticismo», Palermo, n°2, 1984; Pierre-Jean Jouve, Primo amore, in Une sorcière blonde – Poesie d’amore del 900 francese (a cura di A. Cappi), Editoriale Sornetti, Mantova, 1999; Guillaume Apollinaire, Il ponte Mirabeau, in «Nuovo Frontespizio», Rimini, a. XXV, n.s., n°1, giugno 2003. Traduzioni dal siciliano di testi poetici di; Giovanni Meli, Alessio Di Giovanni, Ignazio Buttitta, Santo Calì.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_eSw50akOz94/S0c9v9r6CoI/AAAAAAAACr8/9zJasp_CYa4/s1600-h/Lucio+Zinna+e+Mario+Luzi.+Palermo+1990.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5424372170412919426" src="http://3.bp.blogspot.com/_eSw50akOz94/S0c9v9r6CoI/AAAAAAAACr8/9zJasp_CYa4/s200/Lucio+Zinna+e+Mario+Luzi.+Palermo+1990.jpg" style="cursor: hand; height: 200px; width: 193px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Lucio Zinna con Mario Luzi, Palermo 1990&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;POESIE&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;(da “Poesie a mezz’aria”, LietoColle, 2009)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Per Vincenzina&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Considerò ogni motivo di alterazione&lt;br /&gt;immeritevole di attentare alla sua calma&lt;br /&gt;operosa tenne fede ai segreti e i suoi consigli&lt;br /&gt;di vaste saggezze spianarono le occasioni&lt;br /&gt;che li generarono. Giungono anche a me&lt;br /&gt;pacati ora che il bambino di un tempo&lt;br /&gt;è divenuto un «distinto signore»&lt;br /&gt;che ha trovato e smarrito la sua «mezza&lt;br /&gt;età» (e i consigli dovrebbe darli lui).&lt;br /&gt;Doviziosa non di denari accrebbe con azioni&lt;br /&gt;non quotate in borsa le risorse del marito&lt;br /&gt;assistente di farmacia facendo capitale&lt;br /&gt;dell'accorta gestione domestica.&lt;br /&gt;Nel dopoguerra in cui il cibo era zaffiro&lt;br /&gt;e ametista — e ancora dopo — mendicanti&lt;br /&gt;e clochard scandirono la sua giornata&lt;br /&gt;sul battente della sua porta. Lei moltiplicò&lt;br /&gt;pani e pesci (e gnocchi e mele e fagioli)&lt;br /&gt;poiché nei poveri riconobbe il Cristo&lt;br /&gt;(e lui la riconobbe agnello del suo gregge).&lt;br /&gt;Morì povera e fu non eclatante esempio&lt;br /&gt;di santità inconsapevole se non clandestina&lt;br /&gt;di cui tutti s'erano accorti tranne lei&lt;br /&gt;e la parrocchia frequentata al minimo influente.&lt;br /&gt;Ti canonizzo io zia Vincenzina&lt;br /&gt;nel dantesco «lago del cuore»&lt;br /&gt;senza postulatori e avvocati del diavolo&lt;br /&gt;né cerimoniali stendardi immaginette&lt;br /&gt;senza nemmeno le preghiere di cui i santi&lt;br /&gt;«veri» pare vadano ghiotti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Come un Antifaust&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dagli anni cumulati nel ricordo&lt;br /&gt;(a immediata percezione paiono&lt;br /&gt;giorni e sono invece materia&lt;br /&gt;di densa biografia) derivo –&lt;br /&gt;e assaporo – questa imprevedibile&lt;br /&gt;sempre incompleta messe&lt;br /&gt;di esperienze (solitamente&lt;br /&gt;spacciata per saggezza) incapace&lt;br /&gt;di stare ai canoni a volte fastidiosa&lt;br /&gt;nella gestione strategica&lt;br /&gt;del quotidiano. Con cartesiane&lt;br /&gt;chiarezza ed evidenza ora ri-considero&lt;br /&gt;alcune intuizioni-chiave di età&lt;br /&gt;adolescenziale e il resistere eroico&lt;br /&gt;di giovanili ardori (poi che tende&lt;br /&gt;la vita all'autotutela).&lt;br /&gt;Vado confermando la convinzione&lt;br /&gt;di non voler tornare indietro (ove&lt;br /&gt;possibile) come un antifaust&lt;br /&gt;che non ha anima da vendere&lt;br /&gt;(né donare). Mi tengo com'è&lt;br /&gt;questo straccio d'anima&lt;br /&gt;con suoi errori risorse rimpianti&lt;br /&gt;parimenti elevabili a potenza.&lt;br /&gt;Centellino l'incipit di questo&lt;br /&gt;declinante lasso come di primo&lt;br /&gt;mattino la tazzina di caffè&lt;br /&gt;o un petit di slìvovitz a cena.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Canzone Triste per un Piccolo Indifeso&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Chi permette che il male biologico&lt;br /&gt;e la violenza e la stupidità (la bêtise&lt;br /&gt;flaubertiana) si riversino&lt;br /&gt;sull'infanzia e gli indifesi?&lt;br /&gt;Da quale cielo può consentirsi&lt;br /&gt;lo squarcio di tenere esistenze?&lt;br /&gt;Me lo chiedo ora che gli anni&lt;br /&gt;non mi sono più lievi&lt;br /&gt;e dovrei conoscere la risposta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ribollono le cronache di variegati&lt;br /&gt;orrori insiste l'uomo a farsi&lt;br /&gt;di se stesso nemico costruisce alibi&lt;br /&gt;si fa scudo del divino per sopprimersi&lt;br /&gt;pur di sopprimere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Continua il tarlo a chiedere&lt;br /&gt;quote alla nostra corporale&lt;br /&gt;fragilità. Ascolto la storia&lt;br /&gt;del bambino finito da una rara&lt;br /&gt;forma leucemica mentre a fili&lt;br /&gt;di pena luminava una speranza.&lt;br /&gt;Una Via Dolorosa percorsa&lt;br /&gt;da Salvatore di Roccapalumba –&lt;br /&gt;scomparso all'età di cinque anni –&lt;br /&gt;che attese un difficile intervento&lt;br /&gt;«anche a vivo pur di guarire» –&lt;br /&gt;confidò – come chi è maturato&lt;br /&gt;all'algido fuoco della sofferenza.&lt;br /&gt;A lui gli anni erano cresciuti addosso&lt;br /&gt;correndo impazziti sul quadrante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In quale cielo si recidono steli per farne&lt;br /&gt;putti di corti celesti quale Dio creerebbe&lt;br /&gt;così i suoi angeli quale Dio mio Dio?&lt;br /&gt;A sussurri ci giungono strazianti responsi&lt;br /&gt;dagli indifesi – fanciulli barboni passanti&lt;br /&gt;animali fiori e quanti e quanti – piccole&lt;br /&gt;vite accucciate nel cuore sulla ripida via&lt;br /&gt;del nostro dirci «uomini». Esserlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Tra un “guscio di noce” e una “tenda indiana”&lt;br /&gt;la poesia di Lucio Zinna &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;di Antonino Contiliano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante se ne sognano nella tua filosofia” (William Shakespeare). In forma aforismatica, questa espressione è stata la risposta di Amleto all’amico, allorquando, di fronte allo spettro che chiedeva di giurare vendetta sulla spada e ad Amleto, che invitava a cambiare luogo, Orazio, esternando un suo pensiero, aveva detto: “ Per il giorno e la notte, questo è miracoloso e strano.”&lt;br /&gt;Miracoloso e strano perché è anche vero, forse, che le cose, le percezioni visualizzate e gli “spettri” – lo spettro del padre di Amleto si è reso visibile agli occhi del figlio, non meno di quanto, direbbe J. Derida, oggi dello spettro (Spettri di Marx) che si aggira per l’Europa – che abitano l’universo sono infiniti, così come è vero che la loro referenza (che non è mai e solo descrittiva o denotativo-estensionale), colta anche stando in un “guscio di noce”, direbbe, sempre, lo stesso Amleto, potrebbe farmi/ci sentire “un re dello spazio infinito, se non facessi – facessimo (corsivo nostro) – cattivi sogni”.&lt;br /&gt;È come dire che Shakespeare – il poeta – è consapevole che il “delirio” della poesia, nel momento in cui crea i suoi oggetti o ne cerca la referenza, direttamente, o servendosi di altri personaggi, non è mai possibile percorrerlo senza quella lucida razionalità e controllata consapevolezza, avvertibili nel dubbio o nella critica o nell’ironia – (più o meno marcata, o allusiva e fine; garbata, ma sicura, penetrante e “in cui si dice (con canto sommesso / non ci sia nulla che possa mancare” – p. 52; oppure “…/ chiaro ti fu ab ovo che in ciascuno / di noi una forza promana dal fare / la propria parte (se a povera / gente è rivolta). Dell’altra / si occupa Dio che vedendo – per l’appunto – provvede” – p. 51) – auto-etero-relazionale per cose strappate alle fasce del silenzio dell’audience contemporanea, che confina il pensiero nella realtà video-telemarket omologandolo. Perché il silenzio di queste cose strane, o tali perché figlie/faglie dello straniamento poetico, gorgoglio di coaguli e fermenti sismici, vanno auscultate pur – e soprattutto – tra le antigrammaticalità, le sonorità semantiche e paradossali di cui solo il linguaggio della poesia è capace allargando l’orizzonte del sentire/capire. La poesia, sfumata per quanto possa essere, ha sempre dei referenti espliciti e/o allusi, perché senza queste presupposizioni sarebbe un girare a vuoto, e non “utile” a nessuno. Essa, d'altronde, procede con testualizzazione e contestualizzazione esplicitando la stratificazione del discorso poetico come intreccio formo-sostanziale di strette correlazioni tra i singoli strati (fonologico, ritmico, temporale, etc.), che, nella comunicazione poetica, sarebbe assurdo separare dal contenuto. Anzi, per esempio, spesso, in tal senso, la ripetizione, le isotopie, le trasgressioni sintattiche e logiche, etc. – alias i “luoghi comuni” o, modernamente, il patrimonio del general intellect appartenente al mondo dell’arte, prodotto (socialmente e individualmente), nel/dal campo della semiosfera poetica, dalla stessa lingua della comune soggettivazione della poesia (e quale espediente di retorica poietica) – incrementano la comunicazione significante senza dissociare, comunque, l’elocuzione/enunciazione della parola nel verso dal pensiero connessovi. Quella possibilità di comunicazione poetica cioè che, come un antibiotico a largo spettro (polisemia), interessa l’ipotetico lettore e che della stessa poesia fa una potenza aseica e un conatus (spinoziano) di ordo rerum est ordo idearum connessi; e che, come nel caso della poesia di Zinna, ne qualifica le passioni o il sentire, crediamo, come “affectus” di quell’essere egli uno “straccio” dell’anima sua, la quale è, poi, la sua stessa corporeità esistenziale e resistenziale storicamente determinata. Come dire che nessuna complicità il poeta concede all’odierno stupidario dell’emozionale mercificato, di torto e dritto o di cotto e di crudo, per accattivarsi il cliente messo totalmente a servizio del profitto.&lt;br /&gt;Un’anima che è tutt’uno con la mente, il corpo e la storia del poeta/re – “vado confermando la convinzione / di non voler tornare indietro (ove / possibile) come un antifaust / che non ha anima da vendere / (né donare). Mi tengo com’è / questo straccio d’anima / con suoi errori risorse rimpianti / parimenti elevabili a potenza. / Centellino l’incipit di questo / declinante lasso come di primo / mattino la tazzina di caffè / o un petit di slìvovitz a cena” (p. 30) – di questa singolare “resistenza” che è la scrittura poetica dell’autore.&lt;br /&gt;Sì, perché, crediamo, comunque, che la poesia e i versi dei testi poetici del poeta – liriche corde quanto discorsivo procedere, che inframettono parche parentesi (quanto basta!) o riflessioni non a latere, sono in forma (non di rado) ossimorica. Ne fa testo, crediamo, l’inquieto contrasto – contraddizione – che drammatizza il consuntivo della quadratura. I lati del quadrato “si torna”, infatti, sono tagliati dalla “diagonalizzazione” (l’ossimoricità che si concretizza nell’ambiguità messa in circolo dal connettivo “e”) dell’essere insieme “lievi” e “gravi”.&lt;br /&gt;La modalità ossimorica, però, del dire e del dis-dire ossimoricamente “sottovoce”, nella forma – più che della drammaticità forte dell’antitesi netta o della distensione della coincidenza degli opposti – della dissociazione dell’ambiguo “Lievi di baldanza gravi d’esperienza si torna / a fragilità d’infanti satura lanx di pretesi consuntivi (ma il corto orizzonte turba / le quadrature) gioco di carte […]” (p. 29), così, ipotizziamo, conserva sempre il “valore d’uso” della resistenza all’ovvio del banale e del senso comune. È, insistiamo, la resistenza della semantica “utile” – ma non certamente spendibile come “valore di scambio” sul mercato dell’immateriale artistico – che, in quanto attrito e ferita, che negano lo stupidario comunicativo degli spot pubblicitari consumistici (spesso, purtroppo, chiamando a consumo anche le chiavi del linguaggio della poesia), è la resistenza del profondo e quotidiano vivere che non si lascia coinvolgere nell’usura della modernizzazione formattante, a tutti i costi, ogni coscienza con l’estetizzazione di messaggi mistificanti, particolarmente insistiti.&lt;br /&gt;La sua utilità (della parola poetica) è bensì, allora, quella della conoscenza e dell’azione che non si fanno intimidire dai limiti imposti da chi, e oggi (non sono pochi), vorrebbe imbavagliare la libertà di pensiero e, al tempo stesso, imbrigliare la “creatività” entro il copyright della produzione del consumo per il consumo, anche lirico-liricizzante, o entro i limiti dell’emozionalità diffusa e consolante acritica, svendendo i valori individuali e sociali che, comunque, hanno dato senso e direzione alle scelte di ognuno e motivato quelle attese, le quali, annusate/assaporate a “mezz’aria”, aspettavano un varco, il kairòs per il loro futuro possibile. Quel varco metaforico della “mezz’aria”, che, come dice lo stesso poeta Zinna, – in una piccola nota esplicativa (p. 13), dopo la pagina dedicata a degli esergo poetici, – oltre a voler dire e visualizzare il “tra” dell’intertestualità shakespeariana, può anche essere, nell’esercizio dell’equitazione, il salto del cavallo “fra il terra-terra e la corvetta (da “corbette”: aria in cui il cavallo esegue una serie di piccoli salti con eguale cadenza) ”.&lt;br /&gt;Tu, lettore di oggi, invece, tornando alle cose di “mezz’aria” del poeta Lucio Zinna, alcune di queste inutili/utili chances, che sono tra la terra e il cielo, ma fuori corso dal tuo possibile quotidie flessibile e precario, ammannito nel/dal reale virtuale odierno, e sussunto nella misura astratta del tempo del capitale, puoi trovarle nel laboratorio della temporalità poetica dello scrittore palermitano (d’adozione; mazarese per nascita; saggista e critico).&lt;br /&gt;L’opera che le contiene è “Poesie a mezz’aria” (LietoColle, Faloppio, CO). Ne indichiamo, intanto e d’acchitto, il nome che titola le sue cinque sezioni, ognuna delle quali, poi, porta la/e poesia/e. I nomi delle denominazioni generali sono: Transiti, Legami, Trittico per l’una, Insolarità, Stanze agiografiche.&lt;br /&gt;Tra queste cose, il poeta si muove in “tenda indiana” – il “guscio di noce” di Amleto –, e in compagnia, si fa per dire, della moglie Elide (Il libro porta la seguente dedica: “ A / Elide/ alla nostra/ tenda indiana”) s’inoltra per i siti e gli ansiti dei tr-an-siti delle “migrazioni”, come le cicogne/gru di brechtiana memoria volano fra lontano, fra le nuvole. Per non aver spezzate le ali, dal fucile delle dittature democratiche dei cacciatori di teste odierne – che, degni eredi dei totalitarismi di ieri e della politica dell’esclusione/eliminazione concentrazionaria e di stermino, fanno le guerre infinite, costruiscono i campi di Guantánamo e spiccano i voli della rendition (complici i governi dell’alleanza) –, o non morire per altre asfissie, decidono, come si legge in una poesia, di portare via tutto: se stessi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poter migrare / come gru / come cicogne // un balzo / verso l’alto / da un tetto / di tegole rosse / un primo / battito d’ali // e via / in direzione / dell’altrove // fra nuvole e terra / sostando su un camino / o una torretta / e poi avanti // lontano // portandosi appresso tutto / vale a dire / se stessi (p. 21).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È la tenda dei nomadi, di quelli che non abbandonano mai la propria terra – il deserto, le grandi pianure, la poesia –, il suo luogo a “mezz’aria” di appartenenza/referenza, e migrazione interna, che acquista più valore quanto più il presente che lo contrasta è alluso, ironicamente e amaramente, per spie minime e mortalmente efficaci: “Sarebbe riduttivo appellarla “gattara” / (etiam “gattofila”) Claudiana non sospettò / di essere espressione di un nuovo / umanesimo (secondo cui ogni vivente / è – a pari dignità – abitante del pianeta) né di equivalere per quelle anime bambine / a una Madre Teresa di Calcutta” (p. 50).&lt;br /&gt;È un viaggio in tenda indiana dove i viaggiatori, infatti, in mezzo ai “gas di scarico” respirano, come “sapore d’infanzia” la rianata, mentre il poeta, consapevole che “passa tutto / (anche il futuro)” (p. 18), invita la compagna di viaggio, “con (inquieta) gratitudine” a non sprecare la “dolcezza di sorrisi (non sprecarli / i sorrisi destinali a sicure consonanze / fanne dono non stereotipo)” (p. 17); altrove lo fa invitando al caffè che offre “di addormire il destino / intepidire l’intrepidezza dell’ignoto / la soffusa realtà del giorno / paghi di essere comunque qui / comunque insieme / fatti certi dalla stessa incertezza / nella lustrura posto-pluviale / di un imbronciato mattino qualsiasi” (Lustrura, p. 19). E lo fa sia insistendo sulla valenza logica del “no” (sintatticamente lavorato con il “non sprecare”, “non sprecarli”, “non stereotipo”), sia con la funzione e senso-espressiva, per esempio, di “intepidire l’intrepidezza”, che, se non fosse per la marcata allitterazione e la stessa dissonanza lessicale delle parole associate, potrebbe dare adito all’impiego della “derivatio”.&lt;br /&gt;In altri testi, altri sono gli “spettri” (e reali) – un mondo fatto di cose e affetti semplici e profondi, ma derisi e sottovalutati, o svenduti dal mercato globale del presente in atto – che animano questa silloge poetica di Lucio Zinna. Sono: il cuore che – “era il cuore” – che riaccende le “mute vibrazioni” di un tempo di fronte allo spaginarsi di un “foto album” (p. 25); l’“abitare fantasmi / cedere a turchine lenzuola / sorprendere palpebre / a un elios marino” (p. 26); l’amore per i quattro gatti (Raffaele, Leo, Flint e Clotilde) che con il poeta, nella casa palermitana, specie il gatto Raffaele, hanno condiviso spazi, umori, intesi segreti conversazionali e sofferte subitanee visite di estranei; il riconoscimento non convenzionale, e di genere parte-cipato, delle cure filiali prodigate da “madre Teresa dei gatti”, etc.&lt;br /&gt;Sono gli “affetti” di un poeta insulare che non guarda e vive la sua “Isola”, come altri, nell’ “isolitudine”, nella diaspora o nella “sicilitudine” a tinte psicologizzanti o sociologizzanti o di vittimismo demodé, ma nell’ampia “insolarità” delle costellazioni del “salso triangolo” che zàffera/no (ci piace verbalizzare un sostantivo – zafferano – profumato: “droga” forte e aromatica, amara e piccante) la partenza che approda e il ritorno che salpa, e del “qui” fanno un luogo di stupore e, “uccellando il mito”, amore e re-sistenza di “oppositivi diametri”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;nel salso triangolo&lt;br /&gt;ove si capo/volgono&lt;br /&gt;soglie e cimase&lt;br /&gt;àstrachi e androni&lt;br /&gt;e sono nelle arene&lt;br /&gt;oppositivi i diametri&lt;br /&gt;qui&lt;br /&gt;ove tutto pare accessibile&lt;br /&gt;e vertiginosamente lontano&lt;br /&gt;appare endogena la lateralità&lt;br /&gt;fermenta nel verso&lt;br /&gt;si fa zibibbo e inzòlia&lt;br /&gt;qui&lt;br /&gt;— ove si parte approdando&lt;br /&gt;e salpando si torna —&lt;br /&gt;la dorata conca&lt;br /&gt;il deidesertico vulcano&lt;br /&gt;il sole salato&lt;br /&gt;girasoli&lt;br /&gt;papaveri&lt;br /&gt;zafferano&lt;br /&gt;generano abbacinante energia&lt;br /&gt;e ogni distanza si converte&lt;br /&gt;in privilegiata specola&lt;br /&gt;mentre Icaro ingloba sottili filamenti&lt;br /&gt;di silver in agili polimeri&lt;br /&gt;uccellando il mito (p. 41)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che il mito qui abbia il sorriso delle resistenza ludico/gioiosa e argomentativo dell’ironia, basta a dircelo il gerundio “uccellando” che lo determina e lo relaziona con l’azzeccato neologismo “deidesertico vulcano”, il sintagma che denota l’assenza, appunto, delle divinità (Vulcano &amp;amp; compagni?). Il poeta Zinna, a nostra memoria, non ha mai usato un neologismo a solo scopo decorativo, privo di agganci con l’intelligere.&lt;br /&gt;Del resto l’ironia e la resistenza della produzione poetica di Zinna, unitamente a un lessico colto (italiano e non) e letterale-materiale, sono una costante — costante logica/linguistica — nell’azione poetica dell’autore; sono un impegno di libertà outsider (una premessa e una promessa sempre mantenuta; si ricorda, e non a caso, che è stato uno dei fondatori del Gruppo Beta di Palermo e sempre vicino all’Antigruppo siciliano). E di tutto ciò abbiamo avuto il piacere di dirne, già, fin dal 1989. Anno in cui la rivista “Libera Università di Trapani” ha pubblicato il nostro saggio “L’ironia nell’opera poetica e letteraria di Lucio Zinna”.&lt;br /&gt;E qui non è improprio riesumare qualche passo di quel lavoro che, “giusta” una costante, direbbe G. Deleuze, si è attivato per cercare, nell’opera (Abbandonare Troia) del poeta palermitano, quella “lingua minore” (direbbe ancora G. Deleuze) che, in genere, è la poesia in quanto testo saputo e poeticamente lavorato per smascherare la lingua adulta e standardizzata.&lt;br /&gt;Un’ironia, così,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;soprattutto conoscitiva, provocatoria, pro-gettata in avanti, co¬municativo-progettante, indagatrice, […] processo meta-forico nel testo Abbandonare Troia […] Torsione e associazione, queste, che alle parole fanno dire e il già detto del tempo come “fatto” e il nuovo che può scaturire dal fitto che il lettore è condotto a intra-vedere ciò che non aveva visto prima o che non c'era ancora o a rivedere la memoria della propria vita e delle proprie scelte.&lt;br /&gt;“…Venti lire non erano/ molte (poche neanche a quell’epoca) per considerare/ nostra semenza...", dice il poeta Zinna nella poesia Odore di Acetilene […].&lt;br /&gt;Qui, per esempio, l'ironia è lo scarto tra l’alto significato, quasi assoluto e puro, del valore di “nostra semenza” — legato, fra l’altro, anche alla memoria dantesca — e il suo stesso deprezzamento legato invece alla misera somma di venti lire (non molte ma neanche poche, dice il poeta, considerata l'epoca) che ne profanizza e ne volgarizza l’altezza paragonandola ai semi di zucca, i quali sono gettati su una bancarella e rischiarati dall'odore grasso e violento dell'acetilene. […]&lt;br /&gt;Attento com’è, il poeta Lucio Zinna, all’uso di termini nuovi, vecchi e rise¬mantizzati, rari e quotidiani — giusta la lezione di Majakovskij — e all’uso dell’interpunzione segnaletica, infatti, il «Piccolo» Lucio piega l’uso di queste costanti al fine del suo fare poesia.&lt;br /&gt;Lo snodo dell’enjambement non viene turbato nella sua elegante declina¬zione dalla presenza di queste intermittenze parentetiche, furtive quanto deli¬cate e ben inseriti artifici precisanti, i quali consentono invece una più lunga catena di associazioni e una ri-comprensione ri-costruttiva aperta dei testi.&lt;br /&gt;Le parentesi testimoniano che il “flusso” espressivo poetico e redazionale dell’autore non è uno scorrere automatico dei versi quanto piuttosto un atten¬to lavoro di composizione costruttiva. […]&lt;br /&gt;L’ironia-interrogazione però, pur distendendosi, nel momento dell’“as¬semblage”, nel “dominio dell'organismo formale”, non impedisce al poeta l’uso di metafore (come, per esempio, “è canapa indiana la parola e cresce”) che vanno al di là del tradizionale lirismo soggettivo e dei significati circoscritti e chiusi.&lt;br /&gt;Le metafore liriche usate da Lucio Zinna, infatti, sono anche informative e in continua espansione semantica, perché, attraverso il lavoro di torsione cui sono sottoposti concetti e parole, generano nuove conoscenze e sensi che di¬versamente rimarrebbero potenziali e nascosti nell'essere-possibilità.&lt;br /&gt;Le metafore del nostro poeta sono portatrici di una risonanza che consente e legittima l'espansione di quella analogia contagiosa in base alla quale si col¬gono relazioni e corrispondenze non deducibili per sola via ipotetico-deduttiva.&lt;br /&gt;Se guardiamo, per esempio, più da vicino, alcuni sintagmi metaforici come "si sgranocchiavano serate blu/ e nostalgie campestri un seme appresso all'altro" della poesia “Odore di acetilene”, e “... malinconia da stradivari.../” della poesia di “Il Bacio”, il nostro assunto risulta più evidente.&lt;br /&gt;Le serate blu diventano ciò che non sono: semi da sgranocchiare con gusto; la malinconia diventa altra cosa che non è: stradivari. Questi cambiamenti e questi sensi, con tutto quello che le trasformazioni associative o identificanti delle metafore portano, possono essere operate solo dalle metafore vive che cambiano il mondo dato e il rapporto percettivo dell'uomo che guarda il mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quel mondo cui la poesia in quanto lexis, inscindibile dalla praxis per il suo valore di relazione con l’altro (presente o assente sia il soggetto) nella polis, deve guardare, appunto, con l’occhio poli-femico e in dissolvenza demistificante.&lt;br /&gt;Ancora (e non ce ne voglia l’amico Lucio), se insistiamo sulla parola “politica” della sua resistenza poetica; si insiste per sottolineare il valore di bene comune e di “utilità” pubblica della sua scrittura poetica. Il valore cioè scelto (dall’autore) che, ieri come oggi, ha incorporato e liberato la libertà e il dissenso attraverso le poesie messe in circolo. Poesie che, curate in transcodificazione certa, sono ottimo vino d’annata conservato in botte di rovere e “impegno” diversamente agito, il quale, a sua volta, crediamo, testimoni anche la dimensione trans-linguistica dei testi stessi.&lt;br /&gt;Tra i testi (e non senza difficoltà di scelta) proponiamo: “A volte qualcuno rimane” e “Resistenza” (Abbandonare Troia); “Per zio Turiddu”( Poesie a mezz’aria); e li indichiamo, perché, secondo noi, meglio confermano quella dimensione etico-politica d’impegno critico, poeticamente distillato, dell’ironia resistenziale ed esistenziale del poeta Zinna:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a) Di poesia mi reputo un antico drogato&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Iniziai per solitudine a quattordici anni&lt;br /&gt;con spine Ili in terzarima a sedici mi bucavo&lt;br /&gt;versisciolti più tardi m'iniettati — quel tanto —&lt;br /&gt;parolibere in esperienze neoformaliste)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da tempo mi coltivo (solitario) la roba&lt;br /&gt;non soffro crisi d'astinenza evito cauteloso&lt;br /&gt;l'overdose&lt;br /&gt;M'affratello ai clandestini della parola&lt;br /&gt;ai tossicopoesimani ai liricodipendenti&lt;br /&gt;agli indifesi in più piaghe temuti dal potere&lt;br /&gt;mentalmente perquisiti destinati a campi&lt;br /&gt;di deconcentrazione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È canapa indiana la parola e cresce&lt;br /&gt;in terra di libertà parola trasmutata&lt;br /&gt;risignifìcata — vena musica, fionda — era&lt;br /&gt;in principio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;sarà anche alla fine&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(A volte qualcuno rimane accartocciato&lt;br /&gt;in un angolo accanto a versiringa a volle&lt;br /&gt;poeti si muore&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;b) Resistenza&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Imparo ogni giorno a costruirmi questa vita&lt;br /&gt;contro visibili storture sotterranei tentativi&lt;br /&gt;di sopraffazione spesso disancorato cerco&lt;br /&gt;rammento propongo ampliamenti progressivi di umani&lt;br /&gt;spazi ulteriori conquiste di civile dimensioni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fido nella memoria. Altra funzione non v'è&lt;br /&gt;che sia così cosciente così controllata così&lt;br /&gt;di sé consapevole (Gallupppi). Vigile memoria&lt;br /&gt;di sconfitta barbarie. Quando si vide il nero&lt;br /&gt;proclamarsi luce ordine il caos quando la filosofia&lt;br /&gt;della morte violenta pretese gloria nei secoli&lt;br /&gt;fu obbligo — e sacrificio — lo smascheramento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nessuno passi più per il camino — mai. Tali&lt;br /&gt;restano i roghi tali i lager se pure mutano&lt;br /&gt;nome. Chi li gestisce con qualunque divisa&lt;br /&gt;sempre si chiama aguzzino-carnefice-boia.&lt;br /&gt;memoria passato freccia presente freccia futuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Coltivo un'utopia di nome libertà. Uomini e idee&lt;br /&gt;andare sicuri nel mondo. Una possibile&lt;br /&gt;utopia. A volte stringo i denti urlo se capita&lt;br /&gt;difendo mi difendo continuamente resisto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;c) Per zio Turiddu&lt;br /&gt;(nella ricorrenza del IV novembre)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Messa solenne a San Domenico&lt;br /&gt;in memoria dei ragazzi&lt;br /&gt;del quindici-diciotto sospesi&lt;br /&gt;tra incomprensione del macello&lt;br /&gt;e ipotesi di grandezze&lt;br /&gt;poi caduti (da una parte e dall'altra).&lt;br /&gt;A Turiddu – fratello di mia madre –&lt;br /&gt;una granata staccò una gamba&lt;br /&gt;morì dissanguato sul campo&lt;br /&gt;a diciannove anni (nell'edificio&lt;br /&gt;delle elementari al mio paese&lt;br /&gt;gli intestarono un’aula).&lt;br /&gt;Tutti giovani immolati – si disse –&lt;br /&gt;sull’ara (di una migliore posterità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quella posterità siamo noi&lt;br /&gt;confusi a chi – dopo di loro –&lt;br /&gt;ci ha preceduto&lt;br /&gt;un’altra accolta di santi poeti&lt;br /&gt;eroi navigatori e intrallazzisti&lt;br /&gt;di ogni era e di ogni euro&lt;br /&gt;(moneta o vento che sia).&lt;br /&gt;E assieme – loro e noi&lt;br /&gt;ieri e oggi – sventagliamo&lt;br /&gt;eroismi e canagliate&lt;br /&gt;e brindiamo ora coi santi bevitori&lt;br /&gt;in attesa di provvide Batignolles&lt;br /&gt;ora coi rappresentanti del popolo&lt;br /&gt;che sciolgono la libertà di tutti&lt;br /&gt;in eristici acquamanili e per il lesso&lt;br /&gt;(di carducciano malumore)&lt;br /&gt;Si appagano assai più&lt;br /&gt;di quattro paghe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con la poesia di questo autore, che, in metafora allegorizzante, vi trasporta il codice della droga, o si affratella “ai clandestini della parola /ai tossicopoesimani ai liricodipendenti /agli indifesi in più piaghe temuti dal potere”, o verseggia così desublimante, come nelle liriche che affrontano il passato e il presente – la posterità – come una genia, intrallazzisti e bevitori di bassa lega (padana, palude), non si può, pensiamo, non essere in consonanza. A maggior ragione quando mitraglia gli “eroismi” e le “canagliate” dei “rappresentanti del popolo”, intenti (questi) a sciogliere la libertà di tutti, o se nell’atteggiamento dissacratorio e giudiziale, che si legge fra le righe, spunta l’indicazione di un nuovo umanesimo, animale, e per cui “ogni vivente / è – a pari dignità – abitante del pianeta” (p. 50), mentre di pari passo smuore il geocentrismo antropomorfico e si accentua la desantificazione teologica.&lt;br /&gt;Se Lucio Zinna è un poeta in proprio e/o “outsider”, come tanti altri poeti, siciliani e non, che non sopportano le stimmate delle definizioni dell’appartenenza ad “ismi”, con il patrimonio comune del general intellect, della poesia dei siciliani, tuttavia, con la comunità clandestina dei “tossicopoesimani” condivide quelle linee, a volte euclidee e tante altre volte non euclidee, che fanno della poesia, in genere, e della poesia dei poeti siciliani uno spazio ipersferico.&lt;br /&gt;Quel modello di spazio-tempo poetico di “mezz’aria” che si apre e al tempo stesso si chiude come processo di contrazione e dilatazione, e cui non è sufficiente – come ci raccontano i diversi passaggi, per esempio, che possono datare la tradizione, le sperimentazioni, le avanguardie (gruppi e antigruppi, isolati o in compagnia), il barocco, il neorealismo, il neobarocco, la poesia non verbale et alia – una sola logica o un solo modello per dirci l’essere del suo divenire.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5433263727655844608-8063997498956117181?l=bollettario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bollettario.blogspot.com/feeds/8063997498956117181/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5433263727655844608&amp;postID=8063997498956117181' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5433263727655844608/posts/default/8063997498956117181'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5433263727655844608/posts/default/8063997498956117181'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bollettario.blogspot.com/2010/01/lucio-zinna-con-mario-luzi-palermo-1990.html' title='Lucio Zinna'/><author><name>Nadia Cavalera</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_eSw50akOz94/SmShLpi2riI/AAAAAAAACF8/SY3d6_k3Bes/S220/P7180384.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_eSw50akOz94/S0c9v9r6CoI/AAAAAAAACr8/9zJasp_CYa4/s72-c/Lucio+Zinna+e+Mario+Luzi.+Palermo+1990.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5433263727655844608.post-1545685119256437783</id><published>2010-01-01T07:52:00.000-08:00</published><updated>2010-01-13T05:16:20.563-08:00</updated><title type='text'>Giovanni Lombardo</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_eSw50akOz94/S03FeDv8AWI/AAAAAAAACuk/UvTeax5f_kY/s1600-h/Giovanni.al+Sollima.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" ps="true" src="http://4.bp.blogspot.com/_eSw50akOz94/S03FeDv8AWI/AAAAAAAACuk/UvTeax5f_kY/s200/Giovanni.al+Sollima.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Giovanni Lombardo è nato a Marsala (1940). Ha conseguito la Laurea in lettere presso l’Università di Palermo. È stato Docente di lettere e Preside nelle scuole medie superiori di secondo grado. Per circa 25 anni ha fatto anche il sindacalista e questo fu il suo contributo personale a quello che oggi chiamano volontariato. Dopo una vita da cattolico di sinistra, conciliare (nel senso di Concilio Vaticano II) e terzomondista, dal 1994 ha aderito alla chiesa evangelica valdese. Negli anni ’80 è stato particolarmente impegnato negli “Incontri fra i popoli del Mediterraneo”, organizzati a Mazara del Vallo dal poeta Rolando Certa. Ha fatto parte dell’Antigruppo siciliano, attivo fra poeti e scrittori, negli anni ’70 e ’80. Ha pubblicato (poesia):&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;"Il cammino del cuore", Trapani 1962, Gabri, Firenze 1967, "Il Giardino di Marianna", Brescia 1977. Quest’ultima pubblicazione raccoglie, prevalentemente, quelle che allora venivano chiamate “poesie di strada o poesie-volantino”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Sue poesie, tra l’altro, sono state pubblicate nelle antologie Gli eredi del sole( Palermo 1987), Equivalencias – rivista internazionale di poesia – (Madrid 1987), nelle riviste “Impegno80” e “Collettivo R”. I suoi testi, sono messi in circolazione, ancora oggi, come volantinaggio durante alcune manifestazioni di particolare rilevanza politico-culturale, e si trovano sia su varie riviste che sul web www.vivoacitillo.it. Come autore sine nomine è presente in "Compagni di strada caminando" (Edizioni Riccardi- Quarto – NA – , 2003). &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;strong&gt;POESIE&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;span style="font-size: xx-small;"&gt;POESIA E NUMERI&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_eSw50akOz94/S03ENDWwGQI/AAAAAAAACuE/oWD_V9pqC00/s1600-h/Visioni.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" ps="true" src="http://4.bp.blogspot.com/_eSw50akOz94/S03ENDWwGQI/AAAAAAAACuE/oWD_V9pqC00/s320/Visioni.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;div class="separator" style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_eSw50akOz94/S03EX7gBkCI/AAAAAAAACuM/-5SrZfiSARw/s1600-h/Cost2.JPG" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" ps="true" src="http://4.bp.blogspot.com/_eSw50akOz94/S03EX7gBkCI/AAAAAAAACuM/-5SrZfiSARw/s320/Cost2.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_eSw50akOz94/S03Eebvyr_I/AAAAAAAACuU/DhB0xnJe5eg/s1600-h/Rostagno.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" ps="true" src="http://3.bp.blogspot.com/_eSw50akOz94/S03Eebvyr_I/AAAAAAAACuU/DhB0xnJe5eg/s320/Rostagno.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Aria pura aria aria&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti serii, orripensanti, bravi&lt;br /&gt;Sempre chiusi, superblindati, gelo&lt;br /&gt;La nostra motrice strascicava paraninfoidi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aria aria aria aria&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre furti indisturbati noti&lt;br /&gt;Mentre ladri onnipotenti gonfi&lt;br /&gt;La gente votava pescecani rimbecillita&lt;br /&gt;“eguali davanti alla legge”&lt;br /&gt;“pari dignità sociale”&lt;br /&gt;“doveri inderogabili di solidarietà”&lt;br /&gt;ah ah ah ah ah !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Neri patti hanno fatto sempre&lt;br /&gt;Il tuo sì gli dà tracotanza&lt;br /&gt;E mafia sostiene materiale Costituzione&lt;br /&gt;“fondata sul lavoro”&lt;br /&gt;“pieno sviluppo della persona umana” &lt;br /&gt;ah ah ah ah ah !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;GLADIO NATO FONDI NERI P2&lt;br /&gt;Se non vien su lì pulizia&lt;br /&gt;I vecchi padroni torchieranno disoccupati&lt;br /&gt;“l’Italia ripudia la guerra”&lt;br /&gt;“l’Italia tutela il lavoro”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;aria aria aria pura bisturi&lt;br /&gt;Spacca porte d’oro/furto il voto&lt;br /&gt;Massoni, mafiosi, ladroni, gladiosi stragisti&lt;br /&gt;Improvviso cittadini riannodarsi governanti&lt;br /&gt;“i giudici soggetti soltanto alla legge”&lt;br /&gt;“l’Italia tutela il lavoro”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;aria pura aria aria&lt;br /&gt;Ora siamo rimescolati nuovi&lt;br /&gt;Sporchi, tristi, conniventi ieri&lt;br /&gt;E dura scalata riconquista Costituzione&lt;br /&gt;“pari dignità sociale”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Marsala 18 marzo 1993 &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ozonaddio&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quel pomeriggio che si aprirà il cielo&lt;br /&gt;non verrà mai&lt;br /&gt;non sarà così teatrale la natura&lt;br /&gt;come il Padreterno del Medioevo padano&lt;br /&gt;come l’apocalisse nucleare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quel pomeriggio che mi si squamerà la pelle&lt;br /&gt;dell’avambraccio sinistro&lt;br /&gt;fuori la portiera mentre guido&lt;br /&gt;guarderò sorpreso le cellule in fuga&lt;br /&gt;e porterò il mio arto dal dermatologo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quel pomeriggio che aprirò gli occhi sulle grinze&lt;br /&gt;sulla faccia vecchia dei nostri bambini&lt;br /&gt;dalle mie ossa ti lancerò un saluto&lt;br /&gt;e un invito all’ultima passeggiata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fermeremo lontano da terra la nostra barca &lt;br /&gt;nella lunga mezzaluna di schiuma&lt;br /&gt;sporca marea di alghe furibonde abbordanti&lt;br /&gt;nelle acque morte di pesci&lt;br /&gt;lontano da ulivi disseccati e prati melmosi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fermeremo i nostro orologi quel pomeriggio&lt;br /&gt;raccoglieremo amorosi tra le nostre dita&lt;br /&gt;i nostri spray multicolori&lt;br /&gt;l’ultimo fiato leggero delle nostre comodità&lt;br /&gt;esalerà verso l’alto&lt;br /&gt;la grande Corporation avrà vinto la scommessa&lt;br /&gt;sul suo immenso bilancio in attivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allegri fra le alghe&lt;br /&gt;profumando questi nostri resti di corpi&lt;br /&gt;fermeremo quel pomeriggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;L’attentato al Giudice Palermo&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cerco di scrollarmi &lt;br /&gt;gli oggetti frantumati e dispersi &lt;br /&gt;per centinaia di metri di raggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non voglio vedere il sangue &lt;br /&gt;conficcato al muro della casa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una frustata-laser ha inciso&lt;br /&gt;l’urlo nudo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Denti viola si piantarono&lt;br /&gt;nelle brune cosce di Sicilia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Erroneamente vivo&lt;br /&gt;il giudice giocava coi gabbiani&lt;br /&gt;sui frangiflutti della tramontana&lt;br /&gt;e senza scorta passeggiava accanto&lt;br /&gt;a Pio La Torre sopra il mare piatto&lt;br /&gt;trasparente ed algoso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fra le dita sciolte nell’aria&lt;br /&gt;Pio raccoglieva cristalli&lt;br /&gt;mentre affondava lento&lt;br /&gt;fra le vivide alghe sott’acquatiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dalla sua altezza superstite il giudice&lt;br /&gt;guardava il comunista&lt;br /&gt;e la sua faccia era sgomento.&lt;br /&gt;La montagna di sale &lt;br /&gt;alle sue spalle&lt;br /&gt;s’accostava veloce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Doppiopetti blu grigi gessati&lt;br /&gt;svuotavano coffe &lt;br /&gt;e coffe di sale &lt;br /&gt;sempre più alto&lt;br /&gt;attorno attorno al giudice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con il suo volto fatto solo d’alghe&lt;br /&gt;Pio La Torre guardava la montagna&lt;br /&gt;la montagna di sale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I gomiti affondati nella sabbia&lt;br /&gt;la faccia incastrata fra le palme&lt;br /&gt;guardo quella mano appena nata&lt;br /&gt;che si solleva lenta da quel sale.&lt;br /&gt;Sulle verdi dita spalancate&lt;br /&gt;gli uccelli beccano tranquilli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;em&gt;21/9/1986&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;TRITTICO 2009&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Terra e mare&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Naufragii&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le mie rocce si muovono ogni tanto&lt;br /&gt;scuotono muri e fianchi di montagne&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scorrono le mie masse trasparenti&lt;br /&gt;lavo al vento le barche e le scogliere&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli uomini impassibili, imparziali&lt;br /&gt;tra i crolli uccidono e i naufragii&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Cadaveri&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono macerie e cementizii sfasci&lt;br /&gt;funerali di Stato e telepianti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A testa china bevono quel mare&lt;br /&gt;cullati e divorati e infine spersi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sole ride sopra questo globo&lt;br /&gt;e microbici uomini affannati&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Traccheggiando&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi attracchi di morte si distendono&lt;br /&gt;a forma di stivale fra i marosi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Piatiscono consensi traccheggiando&lt;br /&gt;con vivimorti e offrendo culi e soldi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gioca chiuso il bambino nella casa&lt;br /&gt;formattato per furti e sfruttamento&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Marsala 23 aprile 2009&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;I passerotti carnivori&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;em&gt;Modena, 14 giugno 2007&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;I 5 piccoli passeri ondeggiano&lt;br /&gt;vibrano striminzite nervature di ali&lt;br /&gt;l’inforcatura a tre rami chiude bene il nido&lt;br /&gt;vola il falco ad ali ferme ad ampi cerchi&lt;br /&gt;ora vicini ora lontani.&lt;br /&gt;Dice il riccio dal profondo del cespuglio, ecco &lt;br /&gt;ora li sbrana e per oggi sta quieto.&lt;br /&gt;Dice la cornacchia dalle foglie che l’occultano,&lt;br /&gt;tre giorni sono che vola sopra il nido.&lt;br /&gt;E cinciallegra saltella accanto al riccio &lt;br /&gt;qua e là zippando la vispa testa,&lt;br /&gt;ho provato a portargli su un vermino&lt;br /&gt;e un colpo d’ala stridette su di me,&lt;br /&gt;precipitai come perdessi l’aria e il tuo cespuglio &lt;br /&gt;mi rise per caso attorno.&lt;br /&gt;E il quarto giorno passa&lt;br /&gt;E il quinto giorno giunge al meriggio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E uno dei passeri smettendo l’urlo quasi muto verso il falco&lt;br /&gt;scaglia il becco sul collo spiumato del vicino.&lt;br /&gt;Anche l’altro prova il rosso collo.&lt;br /&gt;Gli altri due cessano l’urlo verso quel cielo&lt;br /&gt;senza voli d’uccelli altri&lt;br /&gt;e osservano le beccate violente poi&lt;br /&gt;si volgono e colpiscono.&lt;br /&gt;Dice la lepre, che orrore, mai s’è visto un nido così affamato.&lt;br /&gt;Dice la volpe, cominciano a capire&lt;br /&gt;dove davvero stanno i buoni sapori.&lt;br /&gt;Dice il nibbio dall’alto del gran cedro, è un buon inizio&lt;br /&gt;né altri alimenti darà il falco.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Formiche&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;em&gt;Berbaro, 23 novembre 2007&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi chiedo perché.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nera snella liscia lenta vibrante&lt;br /&gt;sulla terra senza erba, battuta&lt;br /&gt;e mi fermo attento, sovrastante.&lt;br /&gt;Dove porta questa paglia? Sperduta?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tiene rotta dritta, rotto sentiero&lt;br /&gt;Piede presso, scarpa alta, nemica&lt;br /&gt;E non cala sonora, tuttonero.&lt;br /&gt;Lascio vada, sola, agile. Formica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi chiedo perché&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Niente freno, niente pena, deciso&lt;br /&gt;sulla massa nera, viva. Formiche.&lt;br /&gt;E si spande gioioso insetticida.&lt;br /&gt;Morte tutte, molle macchia. Ortiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E mi chiedo perché.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5433263727655844608-1545685119256437783?l=bollettario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bollettario.blogspot.com/feeds/1545685119256437783/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5433263727655844608&amp;postID=1545685119256437783' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5433263727655844608/posts/default/1545685119256437783'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5433263727655844608/posts/default/1545685119256437783'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bollettario.blogspot.com/2010/01/giovanni-lombardo.html' title='Giovanni Lombardo'/><author><name>Nadia Cavalera</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_eSw50akOz94/SmShLpi2riI/AAAAAAAACF8/SY3d6_k3Bes/S220/P7180384.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_eSw50akOz94/S03FeDv8AWI/AAAAAAAACuk/UvTeax5f_kY/s72-c/Giovanni.al+Sollima.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5433263727655844608.post-2392028733644042409</id><published>2010-01-01T07:51:00.000-08:00</published><updated>2010-01-13T04:54:42.172-08:00</updated><title type='text'>Stefano Lanuzza</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_eSw50akOz94/S03CPQCkgII/AAAAAAAACt8/m7VFFAFCXPQ/s1600-h/foto.bis.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" ps="true" src="http://1.bp.blogspot.com/_eSw50akOz94/S03CPQCkgII/AAAAAAAACt8/m7VFFAFCXPQ/s320/foto.bis.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Stefano Lanuzza è nato a Villafranca Tirrena (1949). Vive a Firenze. Ha pubblicato: libri d’italianistica e letteratura com¬parata |&lt;i&gt;Alberto Savirrio &lt;/i&gt;(1979). &lt;i&gt;L'apprendista sciamano&lt;/i&gt;. &lt;i&gt;Poesia italiana degli anni Settanta &lt;/i&gt;( 1979). CartograJìe del Negativo. Scrittura e nichili¬smo (1982),&lt;i&gt; Scilla Cariddi&lt;/i&gt;. &lt;i&gt;Luoghi di "llorcynus ()rea" &lt;/i&gt;(198 1985 I. &lt;i&gt;Lo sparviero sul pugno&lt;/i&gt;. &lt;i&gt;Guida ai poeti italiani degli anni ottanta&lt;/i&gt; (1987), Vit¬torio Imbriani. &lt;i&gt;Uno 'spadaccino' della parola &lt;/i&gt;(1990). &lt;i&gt;Bestiario del nichi¬lismo&lt;/i&gt;. &lt;i&gt;Scrittura e animali &lt;/i&gt;(1993), &lt;i&gt;Storia della lingua italiana &lt;/i&gt;(19941. Firenze degli scrittori del Novecento ( 2001). Erranze in Sicilia (2003 ). Con Stampa Alternativa ha pubblicato le traduzioni di &lt;em&gt;La strega&lt;/em&gt; (2005) di J. Slichelet e &lt;em&gt;Gli ultimi anni di Oscar Wilde&lt;/em&gt; (2008) di A. Gide: e i volumi &lt;em&gt;Vita da dandy&lt;/em&gt;. Gli antisnob nella società, nella storia nella letteratura (1999: "Premio Internazionale Feronia" 2000 per la Critica militante); &lt;em&gt;L'arte del diavolo. Un millennio di trame&lt;/em&gt;. Ribellioni e scritture dell'Angelo decaduto (2000); &lt;em&gt;Dante e gli altri&lt;/em&gt;.&lt;em&gt; &lt;/em&gt;Romanzo della letteratura italiana (2001: "Premio Francesco Flora" 2003 per la Saggistica); &lt;em&gt;Gli erranti. Vagabondi, viaggiatori&lt;/em&gt;, (2003): &lt;i&gt;Punto, pun¬to e virgola...&lt;/i&gt;&lt;i&gt; Antimanuale di scrittura e lettura &lt;/i&gt;(2004); &lt;i&gt;Bestia sapiens. Animali. Metamorfosi. Viaggi e scritture &lt;/i&gt;(2006).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;&lt;strong&gt;POESIE&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;strong&gt;(da :”Bosco dell’essere”, 2000)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;&lt;strong&gt;Bosco dell’Essere&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;da qualche parte di questo bosco &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;senza sentieri una bocca di foglia &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;canta con voce d'allodola il nulla. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;Una lingua che non muta il fosco &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;del cielo arcuato nomina la doglia &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;dei vermi della terra, la betulla&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;che freme, cori disperati di coturnici, &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;le note dell'upupa, strida di sparviero &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;e il sospiro del merlo agghermigliato. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;E una lingua lacerata, fatta di cicatrici &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;vive, che balbetta e supplica nell'emisfero &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;di luce filtrante, nell'occhio abbagliato&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;del tempo che si ferma in uno stocco &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;sbieco e accarezza le felci con mani &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;sanguigne: lingua ammaliante, arborata, &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;stillante falene, estinta nello schiocco &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;di rami spezzati, nei passi verso domani &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;trascorsi e ora stelle nella sera aurata.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;&lt;strong&gt;La poesia&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;c'è un'arte che pensa se stessa&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;e dischiude il tempo in una fiamma &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;cantante. Sogna o veglia, anagramma &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;silenzi, fluisce vibrando genuflessa&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;nel suo splendore e dura. Come una fionda, &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;un forte spago, un'ala falciante, schiocca &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;fremendo inquieta. Chiude in una rocca &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;ferrigna tossico e miele, e affonda&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;in un ardente nido di fenice. Travaglio, &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;gioco e gioia sono i suoi lemuri, assenza &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;è la sua casa fatta di vetro e aria. Senza &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;requie il suo alto volo, uno scandaglio&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;di penne incendiate, braci sbrattate, cielo &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;espanso sul mondo di terra e piume. Figlia &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;di nessuno, appena nata, non ha briglia &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;né guida e avvince il sole in un velo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;&lt;strong&gt;Viandante&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;pensieri al buio, pioggia nell'ombra, mezzanotte &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;sulla città, un viandante fulmineo lungo il muro &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;di pietraserena e risa delle nòttole. Inghiotte &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;ogni respiro e vita l'invisibile affresco, scuro&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;profilo d'abbracci in specchi d'asfalto motoso. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;La luna invernale rischiara un angolo di brina &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;e ghigna nitida, ispida, e scricchiola, uncina &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;le foglie del viale, squama cortecce. Furioso,&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;rauco è il sospiro dell'inverno, questa rovina &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;madida, quest'appassire marcente nel crepitio &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;di passi, vomiti e tumultuose agonie. Oblìo &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;d'ogni viso, eco d'ogni nome o lingua, calcìna&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;l'aria, artiglio avvinto alla bocca in volute &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;ritorte, àncore, ami. Neri uccelli intontiti, &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;una versiera triste, fiori bruni, spettri usciti&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;da un quadro sostano alla stessa finestra, mute&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;presenze di una casa senza luci che s'inginocchia &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;nell'acqua. Solo l'occhio del viandante è radioso: &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;solo un viandante dal piede alato, fedele sposo &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;della strada, supremamente vivo, il cielo adocchia.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;&lt;strong&gt;Il demone meridiano&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;nel cuore del meriggio è più nera &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;l'atarassia. E abbacinante il cielo, &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;e l'afa e l'arsura sono una ferriera &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;infuocata. S'erge il silenzio in stelo&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;saldo nell'ombra lunga che impregna &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;l'ora infera. L'eternale immobilità &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;di Sirio costellato nel Cane segna &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;febbri languenti su vaticini e calamità&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;di questo giorno muto e senza senno,&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;fatto di delirio, tormento, stupore&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;e incubi da svegli; col rovinoso cenno&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;del demone meridiano, rosso devastatore,&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;dio della peste, guida di cacce selvagge &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;per trivi e bianchi campi. Nell'ora mala, &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;alle dodici in punto, in cimiteri e piagge, &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;furie, angeli e strigi aguzzano l'ala.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;&lt;strong&gt;L’odio&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;non tutto l'amore fu detto: &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;non furono dette le illusioni &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;né le finzioni. Non la dolcezza &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;che vira nell'amaro, tenerezza &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;di un'algida mano, il dialetto &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;degli amanti nei loro gironi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;C'era anche l'odio, crudo, puro &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;tossico che non finge né illude &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;e non sa dimenticarsi perché &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;vuole durare. Col caos finché &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;niente sia più, e solo, malsicuro &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;in luce, scava oro in una palude&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;&lt;strong&gt;Labirinto&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;in questo labirinto, questo cosmo nero, &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;sbrogliata o tagliata matassa che avvolge &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;i cunicoli ai riccioli e adesso stravolge &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;l'ordine retto in un rizoma, campo foriero&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;di misteri e prede, qui, solo, vago e sogno. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;Io, Minotauro, nelle nubi di mosche carnarie &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;che metamorfosano in demoni e angeli agogno&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;un altro incontro per la mia ira. Contrarie&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: left;"&gt;mi sono le Parche, mentre la distruzione &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: mediu
